Contro la Spal Juventus priva di Mandzukic
Il croato è stato espulso ieri sera a Udine Mister Allegri farà un ampio turn over
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FERRARA. Con i tre punti raccolti in terra friulana contro l’Udinese, la Juventus di mister Massimiliano Allegri si è portata a quota 22 punti in classifica, a una lunghezza di ritardo dall’Inter ed -4 dal Napoli di Maurizio Sarri.
Un avvio di campionato, quello dei bianconeri, sicuramente positivo ma decisamente rivedibile sotto diversi aspetti. Diciamolo chiaramente: la Juventus è ancora una corazzata costruita per vincere, alcuni giustamente la ritengono come prima favorita per la vittoria finale del campionato, ma fino a questo momento non sta convincendo o dominando le partite in lungo e in largo come ci si era abituati nelle ultime stagioni, davvero a senso unico.
Dopo la batosta di Cardiff, con l’ennesima finale della coppa dalle grandi orecchie persa, Agnelli e Marotta hanno operato un mercato in entrata con la volontà di rinforzare le corsie esterne per il 4-2-3-1 che nella seconda parte della stagione passata aveva fatto le fortune di mister Allegri. E allora via agli arrivi di Douglas Costa e Bernardeschi (praticamente due doppioni), ai quali però ancora viene preferito il colombiano Cuadrado. La difesa è rimasta orfana di Bonucci e Dani Alves sostituiti dagli ancora incerottati Howedes e De Sciglio. A centrocampo, per sopperire ai fastidiosi guai fisici di Marchisio, è stato preso Matuidi. Se dovessimo valutare la perdita di Bonucci solo per quello che stiamo vedendo fare al difensore in maglia Milan potremmo anche sentenziare ad un affare tinteggiato di bianconero. Ma la poca sicurezza e le molteplici incertezze che ha dimostrato fino ad oggi la retroguardia juventina, ci fanno pensare che l’affare non l’abbia fatto nessuno e che i famosi equilibri siano stati spostati in negativo da ambo le parti.
Nelle prime sei partite del torneo in corso i bianconeri hanno sempre fatto bottino pieno prima di esser stati raggiunti in rimonta a Bergamo con l’Atalanta e prima del ko interno con la Lazio che ha interrotto la clamorosa striscia di risultati record che perdurava da 783 giorni con 57 risultati utili (50 vittorie, 7 pareggi) in partite ufficiali, comprensive di tutte le manifestazioni. Un fattore “Stadium” che la Juve vuol tornare a far rispettare già da mercoledì sera. Anche l’avvio in Champions League di quest’anno è stato finora sufficiente, ma nulla di più. All’esordio di Barcellona sono arrivate tre sonore sberle, mentre nei confronti interni con i greci dell’Olimpiakos e con i portoghesi dello Sporting Lisbona, la Juve doveva vincere e in qualche modo ha vinto anche se nella seconda di queste partite è servito il colpo di Mandzukic a pochi minuti da termine. A proposito. Il croato sarà costretto a saltare il match conto la Spal per via dell’espulsione subita alla Dacia Arena di Udine dopo neanche mezz’ora di gioco. Cartellino rosso che è una rarità per Mandzukic, visto che non ne aveva mai ricevuto uno nelle precedenti 289 partite disputate nei cinque campionati più importanti d’Europa.
Come giocherà la Juventus mercoledì? Azzeccare una formazione in un turno infrasettimanale di campionato di una grande squadra è una bella sfida. Se consideriamo poi che i bianconeri saranno chiamati dopo tre giorni alla trasferta di Milano con il Milan, possiamo immaginare a una rotazione di uomini quasi certa. Nel giochino del turnover potrebbe inserirsi anche Buffon, con Szczesny eventualmente pronto. A sinistra Asamoah si candida come alternativa ad Alex Sandro, mentre a destra Lichtsteiner dovrebbe mantenere la titolarità. In mezzo possibile altra opportunità per Rugani al fianco di uno tra Barzagli e Chiellini. Khedira e Pjanic hanno dimostrato ottima intesa nella rotonda trasferta vinta a Udine, ma Bentancur scalpita per partire dall’inizio con Marchisio che sarà a sua volta disponibile. Abbondanza per Allegri anche nella zona offensiva con i quasi intoccabili Dybala e Higuain che attendono due compagni di reparto scelti tra Cuadrado, Douglas Costa e Bernardeschi.
Alessio Duatti
Un avvio di campionato, quello dei bianconeri, sicuramente positivo ma decisamente rivedibile sotto diversi aspetti. Diciamolo chiaramente: la Juventus è ancora una corazzata costruita per vincere, alcuni giustamente la ritengono come prima favorita per la vittoria finale del campionato, ma fino a questo momento non sta convincendo o dominando le partite in lungo e in largo come ci si era abituati nelle ultime stagioni, davvero a senso unico.
Dopo la batosta di Cardiff, con l’ennesima finale della coppa dalle grandi orecchie persa, Agnelli e Marotta hanno operato un mercato in entrata con la volontà di rinforzare le corsie esterne per il 4-2-3-1 che nella seconda parte della stagione passata aveva fatto le fortune di mister Allegri. E allora via agli arrivi di Douglas Costa e Bernardeschi (praticamente due doppioni), ai quali però ancora viene preferito il colombiano Cuadrado. La difesa è rimasta orfana di Bonucci e Dani Alves sostituiti dagli ancora incerottati Howedes e De Sciglio. A centrocampo, per sopperire ai fastidiosi guai fisici di Marchisio, è stato preso Matuidi. Se dovessimo valutare la perdita di Bonucci solo per quello che stiamo vedendo fare al difensore in maglia Milan potremmo anche sentenziare ad un affare tinteggiato di bianconero. Ma la poca sicurezza e le molteplici incertezze che ha dimostrato fino ad oggi la retroguardia juventina, ci fanno pensare che l’affare non l’abbia fatto nessuno e che i famosi equilibri siano stati spostati in negativo da ambo le parti.
Nelle prime sei partite del torneo in corso i bianconeri hanno sempre fatto bottino pieno prima di esser stati raggiunti in rimonta a Bergamo con l’Atalanta e prima del ko interno con la Lazio che ha interrotto la clamorosa striscia di risultati record che perdurava da 783 giorni con 57 risultati utili (50 vittorie, 7 pareggi) in partite ufficiali, comprensive di tutte le manifestazioni. Un fattore “Stadium” che la Juve vuol tornare a far rispettare già da mercoledì sera. Anche l’avvio in Champions League di quest’anno è stato finora sufficiente, ma nulla di più. All’esordio di Barcellona sono arrivate tre sonore sberle, mentre nei confronti interni con i greci dell’Olimpiakos e con i portoghesi dello Sporting Lisbona, la Juve doveva vincere e in qualche modo ha vinto anche se nella seconda di queste partite è servito il colpo di Mandzukic a pochi minuti da termine. A proposito. Il croato sarà costretto a saltare il match conto la Spal per via dell’espulsione subita alla Dacia Arena di Udine dopo neanche mezz’ora di gioco. Cartellino rosso che è una rarità per Mandzukic, visto che non ne aveva mai ricevuto uno nelle precedenti 289 partite disputate nei cinque campionati più importanti d’Europa.
Come giocherà la Juventus mercoledì? Azzeccare una formazione in un turno infrasettimanale di campionato di una grande squadra è una bella sfida. Se consideriamo poi che i bianconeri saranno chiamati dopo tre giorni alla trasferta di Milano con il Milan, possiamo immaginare a una rotazione di uomini quasi certa. Nel giochino del turnover potrebbe inserirsi anche Buffon, con Szczesny eventualmente pronto. A sinistra Asamoah si candida come alternativa ad Alex Sandro, mentre a destra Lichtsteiner dovrebbe mantenere la titolarità. In mezzo possibile altra opportunità per Rugani al fianco di uno tra Barzagli e Chiellini. Khedira e Pjanic hanno dimostrato ottima intesa nella rotonda trasferta vinta a Udine, ma Bentancur scalpita per partire dall’inizio con Marchisio che sarà a sua volta disponibile. Abbondanza per Allegri anche nella zona offensiva con i quasi intoccabili Dybala e Higuain che attendono due compagni di reparto scelti tra Cuadrado, Douglas Costa e Bernardeschi.
Alessio Duatti
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