la salvezza è soltanto ad un punto
Con rabbia gli episodi gireranno Tifosi super, il mercato e il tempo
di Marco Nagliati
FERRARA. Un misero punto colto nelle ultime sette partite, quando scollinata la fase delle presunte partite impossibili (Inter, Milan e Napoli) si pensava che il bottino (affrontando Cagliari,...
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FERRARA. Un misero punto colto nelle ultime sette partite, quando scollinata la fase delle presunte partite impossibili (Inter, Milan e Napoli) si pensava che il bottino (affrontando Cagliari, Crotone e Sassuolo al Mazza) potesse essere rimpinguato. Invece la squadra di Semplici ha stentato, sofferto, pagato dazio. Pure due scivoloni interni e un pari con i calabresi. Con un calo anche a livello di prestazione: se certi ko erano stati consolatori almeno in termini di gioco e qualità gladiatorie, a Bologna e con il Sassuolo il gruppo ha dato la sensazione di essere in crisi sotto il profilo morale, atletico e tattico. Una fisiologica fase down che nell’arco di una stagione lunghissima prima o poi finisce col colpire tutte le squadre? Può essere. E comunque, una matricola, che manca dalla serie A da quasi mezzo secolo poteva aspettarsi un cammino periglioso. Il cielo sopra la Spal si fa nero? Non proprio. Ci sono almeno dieci motivi per pensare positivo e continuare a credere nella salvezza.
1Le altre non corrono
Vero che la Spal ha un magro raccolto da portare al mercato della massima serie e che la classifica è arida come deserto. Ciononostante, le avversarie sono tutte lì: la salvezza dista appena un punto, significa che la maratona è apertissima.
2I tifosi sono da Champions
Il presidente Mattioli, domenica sera dopo il ko con il Sassuolo, ha espresso amarezza mista ad orgoglio. La squadra non gli sta piacendo, però «i nostri tifosi sono da Champions». L’ambiente è effettivamente sempre vicino alla squadra, pur al culmine di un periodo avaro di soddisfazioni. Significa che la città ha compreso appieno la portata dello sforzo in cui società e calciatori si stanno cimentando. Non un fischio di troppo, non una contestazione fuori luogo. La Ovest canta ininterrottamente, a fine partita i incoraggia i giocatori. La spinta ambientale è un valore aggiunto, laddove - vedi Benevento - ai loro dicono “siete la barzelletta d’Europa”.
3Episodi e legge di Murphy
“Se qualcosa può andar male, lo farà”. In questo momento la Spal è assediata. Quando si entra in una spirale negativa spesso l’immersione si fa profonda: ogni partita di più. In un contesto duro ed equilibrato, gli episodi fanno la differenza. Il punto scivolato via dalle mani con il Napoli quando il 2-2 pareva scolpito nella pietra, oppure il palo di domenica di Antenucci che avrebbe consegnato l’1-1 col Sassuolo. Due punti in più e la visione del futuro sarebbe differente. Il vento non girerà per inerzia, bensì se la truppa estense ritroverà spirito garibaldino. Allora anche i piccoli particolari finiranno per sorridere.
4Mercato
A gennaio torna il mercato e la società potrà ritoccare il progetto estivo. Servono centrocampisti di gamba e forza (alla Duncan o alla Donsah), punte che possano amalgamare meglio la manovra. Una carta preziosa in mano allo staff.
5Sapere
Era noto sin dal primo giorno post promozione che, l’attuale, sarebbe stata un’annata da pane duro. E se le prime due gare (Lazio e Udinese) sono state vissute sopra le righe, l’autunno ha riportato sul pianeta terra. La Spal soffre come sapeva di dover fare, quindi, dov’è la sorpresa?
6Società
Finora non una parola fuori posto, mai è stata fatta sentir meno la fiducia a mister e ds. Se la dirigenza mantiene nervi saldi e barra a dritta è un valore aggiunto in una navigazione perigliosa. In casa Milan, per dire, sono molto ondivaghi e seminano incertezza.
7C’è tempo
La stagione conta trentotto partite, siamo appena alla fine della tappa numero nove. Per lo sprint decisivo c’è tempo, al momento conta rimanere più o meno sopra al pelo dell’acqua: Ecco perché Semplici sussurra... «Ogni tanto anche uno 0-0 aiuterebbe».
8Esempio Crotone
Il Crotone della scorsa stagione è diventato uno splendido esempio per tutti coloro che inseguono la salvezza. Un anno fa, a fine andata, aveva 9 punti: a “-8” dall’Empoli. Ultimo e condannato. Fece il miracolo. Senza esonerare il tecnico.
9Senso di appartenenza
Gran parte degli atleti biancazzurri sono legati alla città, dimostrano senso di appartenenza. La vivono, la frequentano con compagne-mogli-figli. Il senso di responsabilità non manca.
10Presa d’atto
«Sappiamo che qualcosa va cambiato, in termini di gioco e di rotazione degli uomini». Lo staff spallino capisce che ritoccare il “maquillage” diventa obbligatorio. Un segnale di intelligente buon senso.
1Le altre non corrono
Vero che la Spal ha un magro raccolto da portare al mercato della massima serie e che la classifica è arida come deserto. Ciononostante, le avversarie sono tutte lì: la salvezza dista appena un punto, significa che la maratona è apertissima.
2I tifosi sono da Champions
Il presidente Mattioli, domenica sera dopo il ko con il Sassuolo, ha espresso amarezza mista ad orgoglio. La squadra non gli sta piacendo, però «i nostri tifosi sono da Champions». L’ambiente è effettivamente sempre vicino alla squadra, pur al culmine di un periodo avaro di soddisfazioni. Significa che la città ha compreso appieno la portata dello sforzo in cui società e calciatori si stanno cimentando. Non un fischio di troppo, non una contestazione fuori luogo. La Ovest canta ininterrottamente, a fine partita i incoraggia i giocatori. La spinta ambientale è un valore aggiunto, laddove - vedi Benevento - ai loro dicono “siete la barzelletta d’Europa”.
3Episodi e legge di Murphy
“Se qualcosa può andar male, lo farà”. In questo momento la Spal è assediata. Quando si entra in una spirale negativa spesso l’immersione si fa profonda: ogni partita di più. In un contesto duro ed equilibrato, gli episodi fanno la differenza. Il punto scivolato via dalle mani con il Napoli quando il 2-2 pareva scolpito nella pietra, oppure il palo di domenica di Antenucci che avrebbe consegnato l’1-1 col Sassuolo. Due punti in più e la visione del futuro sarebbe differente. Il vento non girerà per inerzia, bensì se la truppa estense ritroverà spirito garibaldino. Allora anche i piccoli particolari finiranno per sorridere.
4Mercato
A gennaio torna il mercato e la società potrà ritoccare il progetto estivo. Servono centrocampisti di gamba e forza (alla Duncan o alla Donsah), punte che possano amalgamare meglio la manovra. Una carta preziosa in mano allo staff.
5Sapere
Era noto sin dal primo giorno post promozione che, l’attuale, sarebbe stata un’annata da pane duro. E se le prime due gare (Lazio e Udinese) sono state vissute sopra le righe, l’autunno ha riportato sul pianeta terra. La Spal soffre come sapeva di dover fare, quindi, dov’è la sorpresa?
6Società
Finora non una parola fuori posto, mai è stata fatta sentir meno la fiducia a mister e ds. Se la dirigenza mantiene nervi saldi e barra a dritta è un valore aggiunto in una navigazione perigliosa. In casa Milan, per dire, sono molto ondivaghi e seminano incertezza.
7C’è tempo
La stagione conta trentotto partite, siamo appena alla fine della tappa numero nove. Per lo sprint decisivo c’è tempo, al momento conta rimanere più o meno sopra al pelo dell’acqua: Ecco perché Semplici sussurra... «Ogni tanto anche uno 0-0 aiuterebbe».
8Esempio Crotone
Il Crotone della scorsa stagione è diventato uno splendido esempio per tutti coloro che inseguono la salvezza. Un anno fa, a fine andata, aveva 9 punti: a “-8” dall’Empoli. Ultimo e condannato. Fece il miracolo. Senza esonerare il tecnico.
9Senso di appartenenza
Gran parte degli atleti biancazzurri sono legati alla città, dimostrano senso di appartenenza. La vivono, la frequentano con compagne-mogli-figli. Il senso di responsabilità non manca.
10Presa d’atto
«Sappiamo che qualcosa va cambiato, in termini di gioco e di rotazione degli uomini». Lo staff spallino capisce che ritoccare il “maquillage” diventa obbligatorio. Un segnale di intelligente buon senso.
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