Quei campioni in comune tra la Spal e la Juventus
di Paolo Negri
Il primo colpo di Mazza fu la cessione di Astorri ai bianconeri nel ’46 per 2 milioni Tantissimi gli affari negli anni ’60. E si può costruire un vero squadrone
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FERRARA. Se ne potrebbe ricavare un autentico squadrone. Un pezzo di storia del calcio italiano. Una formazione fortissima, sia pure con giocatori di epoche diverse.
Tant’è, i doppi ex di Spal e Juventus sono parecchi, e di alto livello. C’è stato un tempo in cui gli affari sul doppio binario Ferrara-Torino venivano conclusi con frequenza.
Il primo affare fu uno degli autentici colpacci di Paolo Mazza. Il presidentissimo nel 1946 vendette alla Juventus il centravanti Mario Astorri: acquistato per 25.000 lire dell’epoca, passò ai bianconeri per 2 milioni, una cifra elevatissima a quell’epoca. Lì nacque la leggenda del Mago di campagna.
Nel 1961 Mazza cedette alla Juventus il terzino Gianfranco Bozzao, uno dei grandi della storia spallina. In cambio ottenne Cervato - straordinario difensore - e quella stessa estate acquistò da Lucchese e Como i giovani Gori e Dell’Omodarme (cresciuto nella Juve ed ancora di proprietà dei torinesi), che due anni dopo vendette proprio alla Juventus, da dove - la stagione precedente - era tornato Bozzao. Nel 1963 la Spal prese dalla Juve la funambolica ala Dante Crippa: fu Crippa ad ispirare il giovanissimo Franco pezzato, insegnandogli il trucco di quel tipico doppio passo poi diventato una delle caratteristiche del volpino. Nel frattempo dalla Juve era arrivato anche il mediano-difensore Fochesato, e nel 1965 sarebbe approdato in biancazzurro pure il centrocampista Carrera, mentre nel 1966 sarebbe di nuovo tornato Dell’Omodarme.
La Juve diede alla Spal il portiere Mattrel, mentre nell’estate del 1968, consumata la retrocessione in serie B, Mazza cedette ai bianconeri Gigi Pasetti, uno dei migliori terzini di sempre, prodotto del vivaio biancazzurro.
Insomma, un traffico intenso. I rapporti tra Mazza e Boniperti, diventato presidente della Juventus nel 1971, erano ottimi, tanto che prima della gara di Coppa Italia del 1973 ci fu uno scambio di doni.
Con percorsi snodatisi attraverso le rispettive carriere, vestirono sia il bianconero che il biancazzurro i vari Rinero, Fabio Capello e Michele Paramatti. Si possono ricordare anche Tavola e Koetting, prima delle operazioni più recenti tipo Cerri, Mattiello e Vitale (tutti prestati dalla Juve alla Spal), ed altre di anni precedenti. Insomma un bel via vai. Adesso anche Borriello è un doppio ex. Se domani rispettasse la legge...
Tant’è, i doppi ex di Spal e Juventus sono parecchi, e di alto livello. C’è stato un tempo in cui gli affari sul doppio binario Ferrara-Torino venivano conclusi con frequenza.
Il primo affare fu uno degli autentici colpacci di Paolo Mazza. Il presidentissimo nel 1946 vendette alla Juventus il centravanti Mario Astorri: acquistato per 25.000 lire dell’epoca, passò ai bianconeri per 2 milioni, una cifra elevatissima a quell’epoca. Lì nacque la leggenda del Mago di campagna.
Nel 1961 Mazza cedette alla Juventus il terzino Gianfranco Bozzao, uno dei grandi della storia spallina. In cambio ottenne Cervato - straordinario difensore - e quella stessa estate acquistò da Lucchese e Como i giovani Gori e Dell’Omodarme (cresciuto nella Juve ed ancora di proprietà dei torinesi), che due anni dopo vendette proprio alla Juventus, da dove - la stagione precedente - era tornato Bozzao. Nel 1963 la Spal prese dalla Juve la funambolica ala Dante Crippa: fu Crippa ad ispirare il giovanissimo Franco pezzato, insegnandogli il trucco di quel tipico doppio passo poi diventato una delle caratteristiche del volpino. Nel frattempo dalla Juve era arrivato anche il mediano-difensore Fochesato, e nel 1965 sarebbe approdato in biancazzurro pure il centrocampista Carrera, mentre nel 1966 sarebbe di nuovo tornato Dell’Omodarme.
La Juve diede alla Spal il portiere Mattrel, mentre nell’estate del 1968, consumata la retrocessione in serie B, Mazza cedette ai bianconeri Gigi Pasetti, uno dei migliori terzini di sempre, prodotto del vivaio biancazzurro.
Insomma, un traffico intenso. I rapporti tra Mazza e Boniperti, diventato presidente della Juventus nel 1971, erano ottimi, tanto che prima della gara di Coppa Italia del 1973 ci fu uno scambio di doni.
Con percorsi snodatisi attraverso le rispettive carriere, vestirono sia il bianconero che il biancazzurro i vari Rinero, Fabio Capello e Michele Paramatti. Si possono ricordare anche Tavola e Koetting, prima delle operazioni più recenti tipo Cerri, Mattiello e Vitale (tutti prestati dalla Juve alla Spal), ed altre di anni precedenti. Insomma un bel via vai. Adesso anche Borriello è un doppio ex. Se domani rispettasse la legge...
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