Spal in cerca delle soluzioni per risalire
di Paolo Negri
La gara con il Sassuolo apice dell’involuzione Ora la Juve ma il match cruciale è col Genoa
4 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. La zona salvezza è ad 1 punto. Quindi, dopo appena 9 giornate di un campionato che ne conta 38 in totale, non è che ci si possa allarmare dando per impossibile la permanenza in serie A.
Il fatto è che la Spal, oggi penultima, se avesse battuto il Sassuolo si troverebbe al posto... del Sassuolo, a quota 8, con 2 punti di vantaggio su cinque squadre, 3 sui modenesi e - in totale - sette formazioni alle proprie spalle. Una situazione decisamente più confortante.
Il nocciolo è proprio questo. La partita di domenica contro il Sassuolo ha causato la seconda sconfitta interna (con il Cagliari l’altra) in uno scontro diretto. E gli ultimi tre confronti casalinghi con le concorrenti per la salvezza hanno fruttato appena 1 punto (con il Crotone). Se è vero che il calendario della prima parte del campionato ha proposto alla Spal ostacoli quali Lazio, Inter, Milan e Napoli, è altrettanto innegabile che i match al “Mazza” con Udinese, Cagliari, Crotone e Sassuolo rappresentavano una bella opportunità per accumulare un capitale-punti confortante. Invece da queste gare sono arrivati 4 punti su 12 disponibili: troppo poco per una realtà che ha sempre sostenuto di voler e dover costruire in casa la propria salvezza.
Parallelamente a ciò a preoccupare è l’involuzione evidenziata dalla Spal gara dopo gara. L’identità di squadra, il fondo di gioco e la personalità mostrate inizialmente ed all’apice, indipendentemente dai risultati, contro Lazio, Inter e Napoli, sono andate progressivamente evaporando. Non si pretende che la Spal domini e vinca, non si chiede che arrivi in Europa League, si sa benissimo che l’obiettivo è sempre stato solo ed esclusivamente il mantenimento della categoria e che lottare per tale traguardo sarà la realtà fino al termine della stagione: guai dimenticare tutto ciò. È solo che l’andare delle giornate ha portato a galla piccole o grandi problematiche che meritano attenta valutazione. In sintesi:
il gioco della Spal si sviluppa sulle corsie, ma ormai lo conoscono tutti, Lazzari viene raddoppiato sistematicamente e ne vengono limitate le scorribande. Oltretutto adesso la manovra scorre lenta e quindi prevedibile;
Viviani fa schermo davanti alla difesa, quindi agisce in posizione molto arretrata e pur essendo il maratoneta della squadra non riesce a fare le due fasi, cioè ad essere anche di sostegno in avanti, arrivando nei pressi dell’area avversaria da dove potrebbe sfruttare il suo gran tiro;
il campo, alla lunga, sta dicendo che alcuni elementi in serie A soffrono, iniziano a sentire la pressione della categoria;
non ci sono soluzioni offensive. Nel senso che il gioco ne offre poche, e che Borriello in questo momento di suo difficilmente arriva sui palloni giocabili che riceve, non riesce a far salire la squadra, che a sua volta non lo aiuta: eccessiva la distanza tra centrocampo e attacco.
Alla luce di tutto ciò vanno cercate delle soluzioni, si può anche iniziare a pensare di cambiare qualcosa, sia a livello di singoli che di assetto, se la realtà dice che quanto proposto finora fatica a reggere l’impatto della serie A. Non significa stravolgere e rinnegare tutto, ci mancherebbe solo questa. Ma trovare qualche correttivo sì. Un uomo di collegamento tra la mediana e le punte? Un difensore centrale di maggior rapidità? Un’alternativa in fascia (vedremo mai Pa Konate? Qual è il mistero che impedisce l’utilizzo anche per un minuto di questo ragazzo? Se non è all’altezza perchè è stato acquistato? Se vale perchè non gioca?)? Grassi e Floccari potranno essere recuperati ed averli stabilmente a disposizione? Perchè assenze così lunghe? Borriello può essere portato ad una condizione migliore? E può essere assistito in maniera adeguata, tanto lui quanto Paloschi? È possibile un maggior utilizzo di Rizzo, l’unico che può saltare l’uomo, creare superiorità, inventare qualcosina?
Il bello è che il calcio è dinamico. Domani si gioca già. Certo, a Torino con la Juve. Passiamo oltre, pensiamo già al Genoa? Vabbè, non diamo tutto per scontato, magari dallo Stadium esce qualcosa di interessante. E con il Sassuolo la Spal avrebbe potuto perdere più nettamente, ma avrebbe anche potuto pareggiare. A volte un semplice episodio può spostare gli equilibri. Va provocato. È ora.
Il fatto è che la Spal, oggi penultima, se avesse battuto il Sassuolo si troverebbe al posto... del Sassuolo, a quota 8, con 2 punti di vantaggio su cinque squadre, 3 sui modenesi e - in totale - sette formazioni alle proprie spalle. Una situazione decisamente più confortante.
Il nocciolo è proprio questo. La partita di domenica contro il Sassuolo ha causato la seconda sconfitta interna (con il Cagliari l’altra) in uno scontro diretto. E gli ultimi tre confronti casalinghi con le concorrenti per la salvezza hanno fruttato appena 1 punto (con il Crotone). Se è vero che il calendario della prima parte del campionato ha proposto alla Spal ostacoli quali Lazio, Inter, Milan e Napoli, è altrettanto innegabile che i match al “Mazza” con Udinese, Cagliari, Crotone e Sassuolo rappresentavano una bella opportunità per accumulare un capitale-punti confortante. Invece da queste gare sono arrivati 4 punti su 12 disponibili: troppo poco per una realtà che ha sempre sostenuto di voler e dover costruire in casa la propria salvezza.
Parallelamente a ciò a preoccupare è l’involuzione evidenziata dalla Spal gara dopo gara. L’identità di squadra, il fondo di gioco e la personalità mostrate inizialmente ed all’apice, indipendentemente dai risultati, contro Lazio, Inter e Napoli, sono andate progressivamente evaporando. Non si pretende che la Spal domini e vinca, non si chiede che arrivi in Europa League, si sa benissimo che l’obiettivo è sempre stato solo ed esclusivamente il mantenimento della categoria e che lottare per tale traguardo sarà la realtà fino al termine della stagione: guai dimenticare tutto ciò. È solo che l’andare delle giornate ha portato a galla piccole o grandi problematiche che meritano attenta valutazione. In sintesi:
il gioco della Spal si sviluppa sulle corsie, ma ormai lo conoscono tutti, Lazzari viene raddoppiato sistematicamente e ne vengono limitate le scorribande. Oltretutto adesso la manovra scorre lenta e quindi prevedibile;
Viviani fa schermo davanti alla difesa, quindi agisce in posizione molto arretrata e pur essendo il maratoneta della squadra non riesce a fare le due fasi, cioè ad essere anche di sostegno in avanti, arrivando nei pressi dell’area avversaria da dove potrebbe sfruttare il suo gran tiro;
il campo, alla lunga, sta dicendo che alcuni elementi in serie A soffrono, iniziano a sentire la pressione della categoria;
non ci sono soluzioni offensive. Nel senso che il gioco ne offre poche, e che Borriello in questo momento di suo difficilmente arriva sui palloni giocabili che riceve, non riesce a far salire la squadra, che a sua volta non lo aiuta: eccessiva la distanza tra centrocampo e attacco.
Alla luce di tutto ciò vanno cercate delle soluzioni, si può anche iniziare a pensare di cambiare qualcosa, sia a livello di singoli che di assetto, se la realtà dice che quanto proposto finora fatica a reggere l’impatto della serie A. Non significa stravolgere e rinnegare tutto, ci mancherebbe solo questa. Ma trovare qualche correttivo sì. Un uomo di collegamento tra la mediana e le punte? Un difensore centrale di maggior rapidità? Un’alternativa in fascia (vedremo mai Pa Konate? Qual è il mistero che impedisce l’utilizzo anche per un minuto di questo ragazzo? Se non è all’altezza perchè è stato acquistato? Se vale perchè non gioca?)? Grassi e Floccari potranno essere recuperati ed averli stabilmente a disposizione? Perchè assenze così lunghe? Borriello può essere portato ad una condizione migliore? E può essere assistito in maniera adeguata, tanto lui quanto Paloschi? È possibile un maggior utilizzo di Rizzo, l’unico che può saltare l’uomo, creare superiorità, inventare qualcosina?
Il bello è che il calcio è dinamico. Domani si gioca già. Certo, a Torino con la Juve. Passiamo oltre, pensiamo già al Genoa? Vabbè, non diamo tutto per scontato, magari dallo Stadium esce qualcosa di interessante. E con il Sassuolo la Spal avrebbe potuto perdere più nettamente, ma avrebbe anche potuto pareggiare. A volte un semplice episodio può spostare gli equilibri. Va provocato. È ora.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
