Stasera c’è anche la spinta di Braiati
Il presidente della Figc regionale: «Godiamoci l’evento, poi si pensi alla salvezza»
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FERRARA. Paolo Braiati, 65enne ferrarese, da cinque anni è anche il presidente regionale della Federcalcio. Un figlio calciatore (Edoardo, con trascorsi professionistici tra Spal, giovanili Juventus, Novara, Pisa, Vicenza e ora in Promozione nella Portuense), una sconfinata passione per il pallone vissuta sostanzialmente a livello dirigenziale («sono un tecnico della carta» dice sorridendo). Gestire l’ampio movimento emiliano romagnolo è una fatica di Sisifo, con tanti piccoli-grandi massi da spostare per tenere in linea di navigazione il movimento.
Ciononostante, l’avventura spallina nella massima serie non può lasciarlo indifferente né distratto: Braiati segue, guarda le partite, si informa. Stasera va in scena la gara probabilmente più difficile di sempre, parallelamente la più affascinante. Qualche ricordo ingiallito riaffiora nel dirigente del Crer: di certo, il presente merita di essere assaporato. «In effetti vedere la Spal che va a sfidare la Juventus è un motivo di grande soddisfazione per tutti gli sportivi ferraresi - afferma Braiati -, al di là dell’ovvia difficoltà dell’impegno. Sono legato personalmente al presidente Mattioli, la cui avventura è iniziata proprio nei nostri campionati. Vedere dove è arrivato lui e dove giocano i biancazzurri è davvero tanta roba. Per Ferrara, quello di stasera, dev’essere considerato un avvenimento».
«Spero che il momento di difficoltà della squadra passi in fretta - aggiunge il presidente del Crer -; con la Juventus non si possono chiedere miracoli, in generale penso che la Spal in questa fase stia pagando il noviziato. Il salto di categoria si sta facendo sentire, però vedo che i giocatori si danno da fare».
Come dire, forza e coraggio. Va però anche sottolineato quanto nelle ultime uscite i ragazzi di mister Semplici siano apparsi in fase di involuzione. «Credo che sia giunto il momento di giocare in maniera leggermente diversa - riflette Braiati -: so che dirlo è facile, metterlo in pratica è altra cosa. Ad ogni modo non dimentichiamo che la partenza della squadra è stata buona, significa che comunque i valori ci sono. In questo momento la Spal sta attraversando un momento di flessione, credo che nell’arco di un’intera stagione ci possa stare. Non dobbiamo neppure esagerare: in fondo, la squadra ha “bucato” soltanto un paio di partite. Il cammino salvezza è ancora lungo». Al netto dell’appuntamento con la Vecchia Signora, una sorta di viaggio-scoperta in uno dei teatri del grande calcio. (m.na.)
Ciononostante, l’avventura spallina nella massima serie non può lasciarlo indifferente né distratto: Braiati segue, guarda le partite, si informa. Stasera va in scena la gara probabilmente più difficile di sempre, parallelamente la più affascinante. Qualche ricordo ingiallito riaffiora nel dirigente del Crer: di certo, il presente merita di essere assaporato. «In effetti vedere la Spal che va a sfidare la Juventus è un motivo di grande soddisfazione per tutti gli sportivi ferraresi - afferma Braiati -, al di là dell’ovvia difficoltà dell’impegno. Sono legato personalmente al presidente Mattioli, la cui avventura è iniziata proprio nei nostri campionati. Vedere dove è arrivato lui e dove giocano i biancazzurri è davvero tanta roba. Per Ferrara, quello di stasera, dev’essere considerato un avvenimento».
«Spero che il momento di difficoltà della squadra passi in fretta - aggiunge il presidente del Crer -; con la Juventus non si possono chiedere miracoli, in generale penso che la Spal in questa fase stia pagando il noviziato. Il salto di categoria si sta facendo sentire, però vedo che i giocatori si danno da fare».
Come dire, forza e coraggio. Va però anche sottolineato quanto nelle ultime uscite i ragazzi di mister Semplici siano apparsi in fase di involuzione. «Credo che sia giunto il momento di giocare in maniera leggermente diversa - riflette Braiati -: so che dirlo è facile, metterlo in pratica è altra cosa. Ad ogni modo non dimentichiamo che la partenza della squadra è stata buona, significa che comunque i valori ci sono. In questo momento la Spal sta attraversando un momento di flessione, credo che nell’arco di un’intera stagione ci possa stare. Non dobbiamo neppure esagerare: in fondo, la squadra ha “bucato” soltanto un paio di partite. Il cammino salvezza è ancora lungo». Al netto dell’appuntamento con la Vecchia Signora, una sorta di viaggio-scoperta in uno dei teatri del grande calcio. (m.na.)
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