Gioia e delusione I tifosi credono ancora nella Spal
Mille le emozioni davanti al maxischermo «La A è un sogno, perciò vogliamo restarci»
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FERRARA. All’Archibugio di via Darsena ieri sera per vedere Juventus-Spal in tv, c’erano pure Luciana Pareschi del Coni e Fausto Molinari del Comune: anche loro hanno sofferto pur vedendo per gran parte del match una buona Spal contro la corazzata bianconera. Arrivano le prime immagini dall’Allianz Stadium: sono tutte per Borriello, come del resto i primissimi applausi. Si stacca sulla squadra in posa per la foto di rito e su mister Semplici. Higuain viene fischiato quando cerca un fallo che non c’è, mentre Borriello è incitato, anche se all’Archibugio ci si arrabbia quando sbaglia un passaggio. «È imbarazzante» si alza convinto il coro del popolo biancazzurro. Si segue il match in silenzio. Arriva il gran gol di Bernardeschi che zittisce per un po’ i tifosi biancazzurri, alcuni dei quali muniti di sciarpa. Grandissima punizione di Dybala ed è 2-0. C’è chi applaude sportivamente all’eurogol del gioiellino bianconero. «La Spal è davvero troppo timorosa» dice qualcuno, impossibile dargli torto. I biancazzurri quasi non passano la metà campo, così mister Semplici decide di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico. Crescono, i biancazzurri, che trovano il gol di Paloschi che riapre il match. Applausi, boati, entusiasmo alle stelle. Adesso si crede nel miracolo chiamato pareggio. «Abbiamo fatto gol alla Juve« dice qualcuno, quasi stupito. All’intervallo la tensione si scioglie un po’. «Bella partita, niente da dire» è il commento di molti. Inizia la ripresa e Paloschi si divora il gol del pareggio, immediate le urla di disapprovazione. Passano pochi secondi, ora sì che la Spal pareggia, ma l’assitente vede il fuorigioco (che c’è) di Paloschi. Niente da fare, il Var conferma il fuorigioco, così si resta sul 2-1. Peccato davvero. La Spal prova a spingere, ma dopo poco arriva il gol del 3-1 di Higuain che, di fatto, chiude il match. Archibugio zittito. Passano pochi minuti e Cuadrado firma il poker. Per quanto fatto vedere i biancazzurri non meritano un divario così pesante. Salamon ci prova, per accorciare le distanze, ma finisce 4-1. La Spal dopo la bruttissima figura contro il Sassuolo di domenica scorsa ci ha provato sino alla fine e aveva addirittura realizzato il gol del 2-2, ma l’urlo è rimasto strozzato in gola.
Tantissimi i tifosi che hanno seguito la Spal anche nei pub della città. È il caso dell’Arlecchino in zona San Giorgio, dove si sogna di conquistare un risultato prestigioso, nonostante l’impegno improbo e il periodo non propriamente felice dei biancazzurri. Passano 14 minuti e segna la Juventus con Bernardeschi: qualche secondo di scoramento poi i tifosi dell’Arlecchino riprendono a tifare per i propri beniamini. A metà primo tempo il raddoppio di Dybala sembra dare un senso unico al match, ma l’Arlecchino e i suoi tifosi non sembrano conoscere scoramento. Tifosi premiati dal gol di Paloschi: il pub diventa una bolgia. L’inizio della ripresa offre segnali molto positivi per gli uomini di Semplici: ennesimo sussulto per il pareggio spallino, annullato per fuorigioco. Il terzo gol di Higuain (poco dopo segna anche Cuadrado) chiude di fatto la partita, ma la Spal non sfigura di fronte alla Vecchia Signora e dimostra di esserci, come i propri beniamini. «La Juve è indubbiamente più forte - afferma Gabriele Galvani a fine gara - nei primi 20 minuti, secondo me, non eravamo proprio in partita, poi ci siamo ripresi. Difettiamo un po’ in velocità, tranne quando gli altri giocano al nostro livello; quando gli avversari aumentano il passo andiamo in difficoltà. La A è un sogno, vogliamo restarci». Stefano Pasini, segretario dello Spal Club Borgo San Giorgio (club nato quest'anno con sede proprio all’Arlecchino), dice: «Come club è un momento magico però comincia a prevalere un po' di angoscia. Vogliamo rimanere a tutti i costi in serie A».
Enrico Ferranti
Lorenzo Montanari
Tantissimi i tifosi che hanno seguito la Spal anche nei pub della città. È il caso dell’Arlecchino in zona San Giorgio, dove si sogna di conquistare un risultato prestigioso, nonostante l’impegno improbo e il periodo non propriamente felice dei biancazzurri. Passano 14 minuti e segna la Juventus con Bernardeschi: qualche secondo di scoramento poi i tifosi dell’Arlecchino riprendono a tifare per i propri beniamini. A metà primo tempo il raddoppio di Dybala sembra dare un senso unico al match, ma l’Arlecchino e i suoi tifosi non sembrano conoscere scoramento. Tifosi premiati dal gol di Paloschi: il pub diventa una bolgia. L’inizio della ripresa offre segnali molto positivi per gli uomini di Semplici: ennesimo sussulto per il pareggio spallino, annullato per fuorigioco. Il terzo gol di Higuain (poco dopo segna anche Cuadrado) chiude di fatto la partita, ma la Spal non sfigura di fronte alla Vecchia Signora e dimostra di esserci, come i propri beniamini. «La Juve è indubbiamente più forte - afferma Gabriele Galvani a fine gara - nei primi 20 minuti, secondo me, non eravamo proprio in partita, poi ci siamo ripresi. Difettiamo un po’ in velocità, tranne quando gli altri giocano al nostro livello; quando gli avversari aumentano il passo andiamo in difficoltà. La A è un sogno, vogliamo restarci». Stefano Pasini, segretario dello Spal Club Borgo San Giorgio (club nato quest'anno con sede proprio all’Arlecchino), dice: «Come club è un momento magico però comincia a prevalere un po' di angoscia. Vogliamo rimanere a tutti i costi in serie A».
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