Il popolo spallino canta nella magia dello Stadium
Un’astronave l’Allianz visto da fuori, poi dentro luci e colori da navicella spaziale I 1.400 ferraresi lo invadono con i loro cori, senza perdere mai l’entusiasmo
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TORINO. La passione del tifo non conosce distanze o logistiche dettate dal calendario. Ed è per questo che i 1400 cuori biancazzurri si sono incamminati nella giornata di ieri in direzione Torino, “Allianz Stadium”. Gli ultimi risultati negativi della Spal non hanno di certo scoraggiato i suoi tifosi. Anzi, è proprio in questi momenti che entrano in scena i veri sostenitori. Al seguito della squadra, sempre e comunque. In pullman, in macchina, ma anche in treno. Qualche sosta qua e là durante il viaggio ed ecco l’arrivo della città piemontese.
L’impianto sportivo bianconero visto da fuori sembra più una navicella spaziale piuttosto che uno stadio di calcio, ma, una volta all’interno, ci si può solo guardare attorno per percepire lo sviluppo, la modernità e la cura dei dettagli, che farebbe bene a tanti altri stadi italiani. Il settore ospiti è su due anelli nella zona angolata in alto a sinistra, se facciamo riferimento alle panchine delle due squadre. Il primo dei due spicchi è esaurito in ogni ordine di posto, mentre la zona superiore è piena per quasi metà.
Il popolo inizia a scaldare la voce alla vista dei propri beniamini. “Siamo sempre qua che cantiam per te, alè la Spal alè” e “Forza Spal!”. Gli stessi ritornelli e diversi altri si susseguono durante la fase di riscaldamento a decibel sempre più elevati.
Col passare dei minuti lo stadio juventino si popola anche nei settori locali, ma rimangono pure vistosi vuoti che non si possono non notare. All’ingresso in campo delle due squadre la “Ovest” in trasferta sfoggia tutti i suoi colori biancazzurri con il massimo dell’orgoglio. In campo, dopo i convenevoli di rito tra i due capitani e l’arbitro Pasqua, viene osservato un minuto di riflessione voluto dalla Figc per condannare i recenti episodi legati all’immagine di Anna Frank con la lettura di un brano tratto dal suo “Diario”.
Poi è calcio, è partita ed è tifo. La Spal gioca in maglia rossa e parte male. La Juve segna per due volte, ma chi canta sugli spalti sono i tifosi ferraresi, che saltano e si divertono senza alcuna tregua. Dopo poco arriva come premio il gol di Paloschi e l’esultanza e il boato sono notevoli.
La ripresa parte con i cori dei tifosi spallini e con l’illusorio gol annullato a Oikonomou. Con il passare dei minuti la Juve chiude la partita, ma lo spettacolo sugli spalti dello “Stadium” è sempre a tinte estensi, con il popolo che incita la squadra fino al triplice fischio. Ne segue l’applauso reciproco di ringraziamento finale tra giocatori e tifosi.
Alessio Duatti
L’impianto sportivo bianconero visto da fuori sembra più una navicella spaziale piuttosto che uno stadio di calcio, ma, una volta all’interno, ci si può solo guardare attorno per percepire lo sviluppo, la modernità e la cura dei dettagli, che farebbe bene a tanti altri stadi italiani. Il settore ospiti è su due anelli nella zona angolata in alto a sinistra, se facciamo riferimento alle panchine delle due squadre. Il primo dei due spicchi è esaurito in ogni ordine di posto, mentre la zona superiore è piena per quasi metà.
Il popolo inizia a scaldare la voce alla vista dei propri beniamini. “Siamo sempre qua che cantiam per te, alè la Spal alè” e “Forza Spal!”. Gli stessi ritornelli e diversi altri si susseguono durante la fase di riscaldamento a decibel sempre più elevati.
Col passare dei minuti lo stadio juventino si popola anche nei settori locali, ma rimangono pure vistosi vuoti che non si possono non notare. All’ingresso in campo delle due squadre la “Ovest” in trasferta sfoggia tutti i suoi colori biancazzurri con il massimo dell’orgoglio. In campo, dopo i convenevoli di rito tra i due capitani e l’arbitro Pasqua, viene osservato un minuto di riflessione voluto dalla Figc per condannare i recenti episodi legati all’immagine di Anna Frank con la lettura di un brano tratto dal suo “Diario”.
Poi è calcio, è partita ed è tifo. La Spal gioca in maglia rossa e parte male. La Juve segna per due volte, ma chi canta sugli spalti sono i tifosi ferraresi, che saltano e si divertono senza alcuna tregua. Dopo poco arriva come premio il gol di Paloschi e l’esultanza e il boato sono notevoli.
La ripresa parte con i cori dei tifosi spallini e con l’illusorio gol annullato a Oikonomou. Con il passare dei minuti la Juve chiude la partita, ma lo spettacolo sugli spalti dello “Stadium” è sempre a tinte estensi, con il popolo che incita la squadra fino al triplice fischio. Ne segue l’applauso reciproco di ringraziamento finale tra giocatori e tifosi.
Alessio Duatti
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