La Portuense rallenta Va cambiata la mentalità
Promozione. La manovra c’è, però mancano i gol e difetta la concentrazione Per un futuro da vivere al vertice sarà necessario “mordere” tutti i palloni
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PORTOMAGGIORE. Un punto in due partite, contro due squadre non irresistibili. Non è un buon momento per la Portuense. Non si tratta di un calo o di una situazione legata al momento, ma di un problema forse più difficile da superare: quello della mentalità. Per esempio, sul piano tecnico-tattico non sono tante le squadre nettamente superiori ai rossoneri e sono diverse quelle sicuramente inferiori. Ma se giochi ad alto livello a Medicina (non importa, in fondo, la sconfitta, ma la prestazione era eccellente) e non ce la fai a battere il volenteroso Sparta, o il solido ma poco fantasioso Persiceto ti batte con un solo tiro serio nello specchio della porta e poco altro, devi ragionare in altro modo.
Mister Buriani, va detto, da tempo batte e ribatte sull'atteggiamento e non sembra trovare un pubblico troppo ricettivo. Peccato, perché il vero difetto dei rossoneri, probabilmente, è solo quello di non riuscire a trasformare l'abbondante volume di gioco, la buona predisposizione tattica e persino la conduzione delle operazioni in reti. In questo contesto sarebbe forse il caso di non abbassare mai la guardia, di avere la massima attenzione. Magari di “mordere” tutti i palloni fino ad aver chiuso la partita. Ma questa cattiveria agonistica non sempre si vede.
Se il Persiceto poteva essere un esame importante (non averlo superato non dovrebbe essere un vero problema, se si trova la via giusta), domenica c'è un trabocchetto pericolosissimo. Al Bellini arriva lo Sporting Argenta, guai a pensare che i tre punti siano automatici. Poi, è chiaro, i rossoneri sono superiori e dovrebbero portarli a casa, ma molto dipenderà da come riusciranno a farlo. Serve convinzione e soprattutto servirà essere convincenti. In questo campionato abbastanza equilibrato basta poco per salire, specie a chi ha organizzazione e tecnica. Ma quel poco va messo in campo. Curci è squalificato, Macchia in forse, e gli avversari, poderosi sul piano atletico, non possono essere presi sottogamba.
Alessandro Bassi
Mister Buriani, va detto, da tempo batte e ribatte sull'atteggiamento e non sembra trovare un pubblico troppo ricettivo. Peccato, perché il vero difetto dei rossoneri, probabilmente, è solo quello di non riuscire a trasformare l'abbondante volume di gioco, la buona predisposizione tattica e persino la conduzione delle operazioni in reti. In questo contesto sarebbe forse il caso di non abbassare mai la guardia, di avere la massima attenzione. Magari di “mordere” tutti i palloni fino ad aver chiuso la partita. Ma questa cattiveria agonistica non sempre si vede.
Se il Persiceto poteva essere un esame importante (non averlo superato non dovrebbe essere un vero problema, se si trova la via giusta), domenica c'è un trabocchetto pericolosissimo. Al Bellini arriva lo Sporting Argenta, guai a pensare che i tre punti siano automatici. Poi, è chiaro, i rossoneri sono superiori e dovrebbero portarli a casa, ma molto dipenderà da come riusciranno a farlo. Serve convinzione e soprattutto servirà essere convincenti. In questo campionato abbastanza equilibrato basta poco per salire, specie a chi ha organizzazione e tecnica. Ma quel poco va messo in campo. Curci è squalificato, Macchia in forse, e gli avversari, poderosi sul piano atletico, non possono essere presi sottogamba.
Alessandro Bassi
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