«Novembre di fuoco e alla fine sapremo quanto vale la Baltur»
di Sergio Armanino
Basket serie B. Il ds Pulidori fotografa la situazione «Ci sono margini di crescita, ma serve anche fortuna»
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CENTO. Dopo soli quattro turni di campionato la Baltur è già sola in vetta alla classifica del girone B. La marcia verso l’obiettivo dichiarato, che è la promozione in A2, non poteva iniziare meglio. A costruire la squadra, certo con il supporto di società e coach Benedetto, è stato il diesse Andrea Pulidori e con lui facciamo il punto in casa biancorossa.
Pulidori, la sua è già una creatura perfetta?
«Il primato è figlio del calendario. A parte la prima giornata (in casa con Faenza, ndr), non è che abbiamo incontrato squadre di prima fascia: dopo, tre partite che andavano vinte, e lo abbiamo fatto. A novembre avremo tutti incontri con squadre di fascia alta e lì vedremo cosa saremo capaci di fare».
Le altre favorite, però, almeno una partita l’hanno persa...
«Rimini all’esordio ha battuto Lecco, ma non l’avrebbe mai vinta se non ci fosse stato il pasticcio dei tesseramenti e i lombardi non avessero dovuto giocare con i ragazzini (91-35 l’eloquente finale, ndr). Vicenza è la più accreditata (e ha perso di 1 domenica in casa con Piacenza, ndr), le altre, come Faenza, ha perso con noi e una partita strana a Palermo, così come Lecco e Crema (domenica lo scontro diretto è andato ai lecchesi, ndr). A Natale avremo le idee più chiare su chi sarà e chi non sarà lassù».
In ogni caso, Baltur in vetta e con margini di crescita.
«Abbiamo margini in varie situazioni, prima fra tutte Vico, un giocatore che definisco ancora convalescente: tanti dicono che serve un anno per tornare a essere quelli di prima dopo un infortunio come il suo (rottura del tendine d’Achille, ndr): vediamo come sarà e cosa farà, tutti ci auguriamo che torni a essere il giocatore che ammiravamo. Nella prima di campionato ha fatto cose importanti in una partita difficile. Poi, Rizzitiello ha fatto metà della preparazione, perdendo tre settimane di lavoro, adesso sta recuperando, ma ne risente. E poi i giovani, che per le regole di quest’anno sono fondamentali, devono dare un contributo vero, perché non puoi arrivare in fondo con 6 o 7 giocatori».
A proposito di giovani, giusto sabato scorso ne è emerso uno: Graziani.
«Uno è un giovane per modo di dire, Pasqualin viene da due stagioni in cui è stato playmaker titolare a Crema e Vicenza, che si sono salvate con tranquillità e lui giocava 30’ a partita. Certo, è diverso giocare con una squadra senza grosse ambizioni e una che vuole vincere, ha difetti da limare, ma è un “senior” in più. Ba è un ragazzo che viene da esperienze varie, già l’anno scorso aveva spazio in una B ambiziosa come Matera, ci dà atletismo e verticalità, ma deve migliorare nella tecnica e irrobustire le gambe, se vuole arrivare a un livello importante, come crediamo possa fare. Mastrangelo e Graziani sono giovani che possono e devono restare in campo, darci una mano nelle rotazioni, in modo da far sì che i senior non arrivino con la lingua di fuori quando le partite conteranno davvero. Stanno lavorando bene tutti, tant’è che la prima volta che uno è stato chiamato, ha risposto presente, Graziani appunto, nel match a Bernareggio...».
In Brianza, prima a Costa Volpino sul lago d’Iseo: che trasferte! Eppure i vostri tifosi ci sono sempre.
«Sì, è una tradizione, ma devo dire che sono encomiabili. Una trentina ha già prenotato l’aereo per Palermo a marzo: ci seguono ovunque. Nelle trasferte più vicine ci sembra di giocare in casa. Sono una componente importante, lo sappiamo, ci sono campi in serie B, ma anche in A2, in cui tifoserie così non le trovi».
Le scelte fatte, a iniziare dal coach, le confermerebbe?
«Le confermo sempre, a prescindere dalle annate, al 25 di ottobre... Credo sia un gruppo che può arrivare in fondo. L’allenatore già l’anno scorso ha dimostrato equilibrio e capacità. Poi, c’è la componente fortuna: lo scorso anno dove saremmo arrivati senza tutti quei guai? L’importante è che si continui a lavorare con la qualità e l’intensità mostrate finora e che gli incidenti di percorso siano limitati».
Domenica arriva Lugo: partita troppo facile?
«C’è una serie di partite in cui abbiamo solo da perdere, contro squadre che non hanno patemi e, se perdono con noi, nulla è cambiato nel loro percorso. Di solito ti ci accoppi pure male, perché non sono strutturate fisicamente, sparano tiri da 7 metri dal canestro e magari ti fanno 4/4, com’è successo a Costa Volpino, e restano in partita. Dobbiamo essere bravi a fargli un parzialone subito e tenerle sotto controllo, usando le rotazioni».
Pulidori, la sua è già una creatura perfetta?
«Il primato è figlio del calendario. A parte la prima giornata (in casa con Faenza, ndr), non è che abbiamo incontrato squadre di prima fascia: dopo, tre partite che andavano vinte, e lo abbiamo fatto. A novembre avremo tutti incontri con squadre di fascia alta e lì vedremo cosa saremo capaci di fare».
Le altre favorite, però, almeno una partita l’hanno persa...
«Rimini all’esordio ha battuto Lecco, ma non l’avrebbe mai vinta se non ci fosse stato il pasticcio dei tesseramenti e i lombardi non avessero dovuto giocare con i ragazzini (91-35 l’eloquente finale, ndr). Vicenza è la più accreditata (e ha perso di 1 domenica in casa con Piacenza, ndr), le altre, come Faenza, ha perso con noi e una partita strana a Palermo, così come Lecco e Crema (domenica lo scontro diretto è andato ai lecchesi, ndr). A Natale avremo le idee più chiare su chi sarà e chi non sarà lassù».
In ogni caso, Baltur in vetta e con margini di crescita.
«Abbiamo margini in varie situazioni, prima fra tutte Vico, un giocatore che definisco ancora convalescente: tanti dicono che serve un anno per tornare a essere quelli di prima dopo un infortunio come il suo (rottura del tendine d’Achille, ndr): vediamo come sarà e cosa farà, tutti ci auguriamo che torni a essere il giocatore che ammiravamo. Nella prima di campionato ha fatto cose importanti in una partita difficile. Poi, Rizzitiello ha fatto metà della preparazione, perdendo tre settimane di lavoro, adesso sta recuperando, ma ne risente. E poi i giovani, che per le regole di quest’anno sono fondamentali, devono dare un contributo vero, perché non puoi arrivare in fondo con 6 o 7 giocatori».
A proposito di giovani, giusto sabato scorso ne è emerso uno: Graziani.
«Uno è un giovane per modo di dire, Pasqualin viene da due stagioni in cui è stato playmaker titolare a Crema e Vicenza, che si sono salvate con tranquillità e lui giocava 30’ a partita. Certo, è diverso giocare con una squadra senza grosse ambizioni e una che vuole vincere, ha difetti da limare, ma è un “senior” in più. Ba è un ragazzo che viene da esperienze varie, già l’anno scorso aveva spazio in una B ambiziosa come Matera, ci dà atletismo e verticalità, ma deve migliorare nella tecnica e irrobustire le gambe, se vuole arrivare a un livello importante, come crediamo possa fare. Mastrangelo e Graziani sono giovani che possono e devono restare in campo, darci una mano nelle rotazioni, in modo da far sì che i senior non arrivino con la lingua di fuori quando le partite conteranno davvero. Stanno lavorando bene tutti, tant’è che la prima volta che uno è stato chiamato, ha risposto presente, Graziani appunto, nel match a Bernareggio...».
In Brianza, prima a Costa Volpino sul lago d’Iseo: che trasferte! Eppure i vostri tifosi ci sono sempre.
«Sì, è una tradizione, ma devo dire che sono encomiabili. Una trentina ha già prenotato l’aereo per Palermo a marzo: ci seguono ovunque. Nelle trasferte più vicine ci sembra di giocare in casa. Sono una componente importante, lo sappiamo, ci sono campi in serie B, ma anche in A2, in cui tifoserie così non le trovi».
Le scelte fatte, a iniziare dal coach, le confermerebbe?
«Le confermo sempre, a prescindere dalle annate, al 25 di ottobre... Credo sia un gruppo che può arrivare in fondo. L’allenatore già l’anno scorso ha dimostrato equilibrio e capacità. Poi, c’è la componente fortuna: lo scorso anno dove saremmo arrivati senza tutti quei guai? L’importante è che si continui a lavorare con la qualità e l’intensità mostrate finora e che gli incidenti di percorso siano limitati».
Domenica arriva Lugo: partita troppo facile?
«C’è una serie di partite in cui abbiamo solo da perdere, contro squadre che non hanno patemi e, se perdono con noi, nulla è cambiato nel loro percorso. Di solito ti ci accoppi pure male, perché non sono strutturate fisicamente, sparano tiri da 7 metri dal canestro e magari ti fanno 4/4, com’è successo a Costa Volpino, e restano in partita. Dobbiamo essere bravi a fargli un parzialone subito e tenerle sotto controllo, usando le rotazioni».
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