Bondi contro Ravenna La strategia del Lupo
Basket A2. Coach Giordani analizza il derby di domani sera a Ferrara «Cortese ok, però manca un’altra punta. E i lunghi vanno innescati»
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FERRARA. La stagione 2013/2014, tra Ferrara e Ravenna, si chiuse con una serie playoff da brividi. Andò avanti Ferrara, anche se nella decisiva “gara 5” i romagnoli furono a un passo dall’espugnare il palasport estense. In quell’ultimo atto Ravenna comandò per 35’ su 40’, raggiungendo 13 lunghezze di vantaggio a metà gara. Decisivo, per gli estensi, fu il parziale di 29-16 negli ultimi 10’ che annientò le velleità della compagine allora allenata da Lanfranco “Lupo” Giordani. «Bei momenti - dice nostalgico il tecnico -, mi ricordo gran partite e un bel periodo. Se ci ripenso, c’è ancora un po’ di rammarico. Perché avevo visto la possibilità di eliminare Ferrara: siamo stati vicini, meritatamente poi gli estensi passarono il turno. È stato, lo ripeto, un bel momento».
Adesso come vede questo derby?
«Si affronteranno due squadre diverse. Negli anni Ravenna si è consolidata sempre di più, ora ha trovato un assetto davvero importante. Negli anni sta cambiando qualche pedina, cercando di continuare a dare forza all’idea di base che sta avendo. Con coach Martino hanno fatto e stanno facendo benissimo; ci sono dei giocatori, come Raschi, Masciadri e Chiumenti, che rappresentano la spina dorsale della squadra che ha un’identità fortissima».
«Con l’innesto dei due americani è una buona squadra. Montano sta giocando molto bene - ha continuato Giordani -; Giachetti, se sta bene, è sempre uno dei migliori. Brava Ravenna a innestare un pezzetto alla volta, adesso è una buona squadra».
Parliamo della Bondi?
«E’ una squadra che non mi dispiace. Al momento è “Cortese dipendente”, gioca ad attaccare più di tutti gli altri. Manca un altro riferimento forte sul perimetro. Rush a volte c’è, altre no: giocatore capace di fare mille cose, ma non devi andare da lui sempre: è più bravo se non lo vai a cercare. È bravo a vivere nei rigagnoli della gara, quando deve fare cose importanti. A Ferrara manca un’altra punta importante che catalizzi le attenzioni difensive, cercando di fare qualcosa di particolare per gli altri. Ci vuole qualcuno vicino alla palla che costruisca qualcosa, per innescare i lunghi».
«Moreno mi piace molto, anche se tende a non attaccare troppo: è completo per tante cose, difende benissimo, grande atleta, giocatore di squadra. Sugli esterni, Ravenna ha più talento, più possibilità di creare. Sotto canestro Hall è un giocatore davvero pazzesco, a Biella è stato incredibile l’anno passato. Però anche l’OraSì, sotto canestro, non è male. Chiumenti vale un americano e parte dalla panca».
Domani sera che gara si prospetta?
«Si affronteranno due formazioni tecniche, ne uscirà una bella gara. Dico la verità, vedo Ravenna un pizzico favorita rispetto a Ferrara».
Scendiamo di categoria: continuerà a seguire le vicende della Baltur Cento che allenava l’anno scorso...
«Il quintetto più difficile che Cento dovrà affrontare in tutto il campionato è il suo secondo quintetto. In tutto il campionato non riesco a trovare chi possa mettere Cento un po’ in difficoltà. La Baltur rischia di vincere tutte le gare per come è strutturata e per come è il campionato dove non ci sono dei competitor come negli ultimi anni».
«Bergamo e Orzinuovi dell’anno passato - ha chiuso Giordani - non ci sono più. Mi pare che il secondo quintetto di Cento sia talmente più forte dei primi quintetti degli altri, che credo che il problema più grande sia la competizione in settimana. Se non calano di tensione, mi pare che sia l’anno buono».
Lorenzo Montanari
Adesso come vede questo derby?
«Si affronteranno due squadre diverse. Negli anni Ravenna si è consolidata sempre di più, ora ha trovato un assetto davvero importante. Negli anni sta cambiando qualche pedina, cercando di continuare a dare forza all’idea di base che sta avendo. Con coach Martino hanno fatto e stanno facendo benissimo; ci sono dei giocatori, come Raschi, Masciadri e Chiumenti, che rappresentano la spina dorsale della squadra che ha un’identità fortissima».
«Con l’innesto dei due americani è una buona squadra. Montano sta giocando molto bene - ha continuato Giordani -; Giachetti, se sta bene, è sempre uno dei migliori. Brava Ravenna a innestare un pezzetto alla volta, adesso è una buona squadra».
Parliamo della Bondi?
«E’ una squadra che non mi dispiace. Al momento è “Cortese dipendente”, gioca ad attaccare più di tutti gli altri. Manca un altro riferimento forte sul perimetro. Rush a volte c’è, altre no: giocatore capace di fare mille cose, ma non devi andare da lui sempre: è più bravo se non lo vai a cercare. È bravo a vivere nei rigagnoli della gara, quando deve fare cose importanti. A Ferrara manca un’altra punta importante che catalizzi le attenzioni difensive, cercando di fare qualcosa di particolare per gli altri. Ci vuole qualcuno vicino alla palla che costruisca qualcosa, per innescare i lunghi».
«Moreno mi piace molto, anche se tende a non attaccare troppo: è completo per tante cose, difende benissimo, grande atleta, giocatore di squadra. Sugli esterni, Ravenna ha più talento, più possibilità di creare. Sotto canestro Hall è un giocatore davvero pazzesco, a Biella è stato incredibile l’anno passato. Però anche l’OraSì, sotto canestro, non è male. Chiumenti vale un americano e parte dalla panca».
Domani sera che gara si prospetta?
«Si affronteranno due formazioni tecniche, ne uscirà una bella gara. Dico la verità, vedo Ravenna un pizzico favorita rispetto a Ferrara».
Scendiamo di categoria: continuerà a seguire le vicende della Baltur Cento che allenava l’anno scorso...
«Il quintetto più difficile che Cento dovrà affrontare in tutto il campionato è il suo secondo quintetto. In tutto il campionato non riesco a trovare chi possa mettere Cento un po’ in difficoltà. La Baltur rischia di vincere tutte le gare per come è strutturata e per come è il campionato dove non ci sono dei competitor come negli ultimi anni».
«Bergamo e Orzinuovi dell’anno passato - ha chiuso Giordani - non ci sono più. Mi pare che il secondo quintetto di Cento sia talmente più forte dei primi quintetti degli altri, che credo che il problema più grande sia la competizione in settimana. Se non calano di tensione, mi pare che sia l’anno buono».
Lorenzo Montanari
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