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L’ultimo ruggito è della Bondi Leoni al tappeto

di Marco Nagliati
L’ultimo ruggito è della Bondi Leoni al tappeto

Match avvincente e deciso a fil di sirena Venuto da tre taglia le gambe a Ravenna

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FERRARA. Contro i forti e potenti leoni bizantini di Ravenna, l’ultimo ruggito è della Bondi. Venuto scaglia una tripla sfrontata e da batticuore a 38” dalla sirena, spaiando il punteggio e lanciando la volata adrenalinica (83-79). Non privo di ulteriori palpitazioni, lo scorrere frenetico dei secondi fatali e finali. Giachetti insacca rapido da tre (83-82) con 31” da giocare. Tanti. Hall sbaglia da tre, Rice (sicuro di sè) spreca il jump liquido e lieve; la Bondi però perde palla sulla rimessa: ancora Rice (stavolta da tre) va sul ferro. La piglia Hall (18 rimbalzi) e lima i punti dalla lunetta. Successo estense denso di significati, senza Rush e in apnea nel punteggio per 30’ (il primo vantaggio interno cade al 25’ ma dura un’azione; quello solido arriva dal 33’). Per due quarti tanti errori ferraresi, poi la riemersione figlia della volontà. Percentuali migliori, gara a rimbalzo. Con un Moreno eccellente, un Molinaro “on fire” in 10’ nella ripresa. In tribuna c’era il manager veronese Fadini, che potrebbe dare una mano al presidente Bulgarelli. Intanto, dopo tre cadute consecutive, i biancazzurri tornano alla vittoria.

Ritmo di gioco tutto romagnolo, almeno in partenza. E il Kleb ha pure qualche marcatura tosta da tenere “viva”: Moreno su Rice, Venuto su Giachetti. Ma soprattutto Hall su Chiumenti, un problemone: Mike non vede e non tiene il romagnolo, che spalle a canestro fa ballare la samba allo statunitense griffato Bondi. Entra Montano, Ravenna va con i piccoli e per Martelossi la coperta è corta perché Moreno francobolla l’ex fortitudino, costringendo però Cortese a prendere in consegna Rice e sono noie (20-25 al 10’). Dopo un paio di minuti nella ripresa, Ferrara scivola sul “-11”. I giallorossi piacciono per fluidità, sparano bordate da tre ma sono costruite troppo facilmente. Come dire: la Bondi gira a vuoto. Epperò rimane attaccata alla speranza: si sblocca Cortese da tre, Fantoni si carica la truppa sfruttando la tenera ingenuità di Grant (30-35 al 15’). Caotica ma generosa, questa Bondi. Non crolla come un castello di carte. Ravenna, comunque, va placida al riposo grazie alla classe sobria e matura di Giachetti, condita dalla verve di Montano-Rice e dalla solidità di Chiumenti (40-46). In 4’ di puro orgoglio, nella ripartenza, la Bondi inanella un 10-3 ed è il primo vantaggio (50-49). Panni si spende su Montano, Venuto soffre su Giachetti ma resta sul pezzo. Cortese soffre su Rice. Falli in attacco e passi contro la Bondi: il palasport è una santabarbara di indignazione. Ravenna sgomma ancora: 52-61. Martelossi chiama una zona che “sporca” le linee di passaggio, toglie ritmo a Giachetti e Rice (60-63 al 30’). Il mezzo miracolo, diventa epopea: la Bondi alza il livello fisico dello scontro, trova triple come comete: 8 punti di fila di Molinaro (se c’è un gladiatore...). Panni in trance da tre: break di 11-2 (74-70 al 35’). Ma... Antisportivo a Molinaro, con mastro Giachetti il leone ravennate si rifà sotto: 80-79 al 39’. La Bondi perde un po’ il filo, lo tiene in difesa. E quando Venuto insacca il “+4” è la svolta. Sofferenza cristallina. Vincente però.

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