La Spal ritrova la vittoria
Antenucci trascina i biancazzurri e decide la sfida con il Genoa con una rasoiata su assist di Paloschi
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FERRARA. A due mesi e spiccioli dalla prima e unica vittoria in campionato, la Spal aveva l’occasionissima per ritrovare l’appuntamento con il successo. Necessità fondamentale, visto l’ennesimo scontro diretto interno, il quarto consecutivo (Cagliari, Crotone e Sassuolo i precedenti), questa volta con il Genoa, avanti di un punto. Chance sfruttata. Tre punti di platino. Colti con concretezza, soffrendo, lottando, optando per il pragmatismo, sfoderando il carattere. Ritorno ai tre punti, prima partita senza gol al passivo dopo quella d’esordio con la Lazio. Saldo positivissimo. Se il campionato terminasse oggi, la Spal sarebbe salva.
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L’importante era fare questo salto, dimostrare di poter vincere, immagazzinare un basilare capitale-fiducia. La conferma dei progressi evidenziati a Torino a dispetto della netta sconfitta numerica con la Juve. Mister Semplici riserva qualche sorpresina. Dopo il turn over di Torino torna Vicari (ovvio) ma non al posto di Salamon bensì di Oikonomou, che con la Juve aveva fatto bene. Mattiello viene preferito a Costa in fascia sinistra (il dubbio c’era), a centrocampo rientra Schiattarella ma non esce Schiavon, preferito sia a Mora che a Rizzo: l’intento, immaginiamo, è dare ritmo, intensità e aggressività ad un reparto contrapposto ad avversari di passo. In avanti riecco Antenucci, con lui c’è Paloschi: sta fuori Borriello.
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Il Genoa è quello atteso a livello di modulo (occhio: in fase difensiva è un “bel” 5-2-2-1, diventa 3-4-2-1 quando i rossoblù si distendono), ma ci sono Rosi a destra,Omeonga a centrocampo e Lapadula centravanti invece dell’ex giacomense Galabinov. Spal subito arrembante, con piglio ben diverso rispetto alla gara col Sassuolo. Sedici secondi e Antenucci (per l’occasione con la fascia di capitano) ustiona le mani di Perin. Due corner consecutivi. Ma guai illudersi. La risposta del Genoa è subitanea, con sovrapposizione Laxalt-Bertolacci a triturare il lato destro spallino, cross perfetto e doppio miracolo di Gomis sull’incornata di Lapadula e la ribattuta di Rigoni. Non si può mai stare tranquilli. La Spal punge con Schiattarella. Gara vibrante. E difficile, per la Spal: quando il Genoa fraseggia sullo stretto, tra le linee, e accelera crea fastidi.
Ad un certo punto, quando Taarabt se ne va impunito da centrocampo (Mattiello guarda) serve una provvidenziale diagonale in area di Lazzari per salvare capra e cavoli. Il Genoa prende in mano il centrocampo, Taarabt nel breve uccella Salamon spesso e volentieri. La Spal ha un paio di fiammate, ma il pallino è rossoblù.
Il copione resta lo stesso nella ripresa. Serve un’altra (identica alla precedente) diagonalona di Lazzari a salvare su Lapadula dopo spunto di Taarabt andato via agli immobili Vicari (che perde il contrasto iniziale) e Viviani. Spal attendista, baricentro arretrato, Genoa in monopolio. Mora rileva Schiattarella, a rischio secondo giallo (in ogni caso a Bergamo non ci sarà, era in diffida e verrà squalificato).
La Spal si rivitalizza, è elettrica, alza i ritmi. E passa, con rasoiata di Antenucci dai sedici metri, dopo rapidissimo rilancio di Felipe con lancio lungo per la sponda di Paloschi: si può pungere anche andando diritto al sodo, senza fraseggio lento e prolungato. Perin evita il raddoppio su perfida punizione di Viviani. Il “Mazza” è un inferno. La Spal deve però evitare il doppio errore di cedere troppo campo e di non congelare il pallone. Scelta conservativa di Semplici che toglie Paloschi, mette il terzino Costa e passa al 5-4-1, col Genoa che ha in campo tutti gli attaccanti. La Spal regge, battaglia, sfodera artigli, cuore, praticità, spazza, rilancia, sferraglia, fa fallo, trascina il pubblico e ne viene trascinata. Si vince così. Si vince anche così. Tre punti fondamentali, al momento giusto, contro l’avversario giusto.
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