La Nuova Ferrara

Sport

Felipe, tempra da leader Il centrale sempre più su

Felipe, tempra da leader Il centrale sempre più su

L’ex udinese da quando ha esordito col Milan non è più uscito di squadra Prestazioni in crescendo, carisma, guida della retroguardia e non solo

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Da quando ha debuttato, dopo la lunghissima assenza per l’infortunio estivo ad inizio ritiro, Felipe non è più uscito. Titolare consecutivamente contro Milan (gara d’esordio, il 20 settembre), Napoli, Crotone, Bologna, Sassuolo, Juventus e Genoa. Prestazioni in crescendo, tempra da leader, pedina insostituibile o comunque di grande importanza. L’ex udinese ha progressivamente dimostrato, sta dimostrando, per quali motivi la Spal ha voluto ingaggiarlo.

Inizio comprensibilmente soft. Due panchine con Inter e Cagliari. Poi, come detto, l’ingresso in squadra. Se la difesa biancazzurra, fino alla gara con il Genoa, ha sempre subìto gol (2 col Milan, 3 con il Napoli, 1 con il Crotone, 2 a Bologna, 1 col Sassuolo, 4 a Torino con la Juventus: 13 in 6 partite), l’accusa può sostenere che Felipe non ha stabilizzato la retroguardia spallina. Obiezione: il problema non è stato imputabile al centrale che, anzi, globalmente ha offerto un rendimento di spessore, andato lievitando. Media voto 6,35 decisamente buona.

Felipe ha esperienza. Di più: esperienza di alto livello. Non va mai in affanno, sa stare in campo, gioca a testa alta, sa farsi valere in tutte le fasi di gioco, lo abbiamo anche visto proiettarsi in avanti, e non intendiamo nelle situazioni a palla inattiva. La padronanza tecnica è indiscutibile. Ha sinistro morbido e lo ha dimostrato anche contro il Genoa con il lancio da area ad area per pescare Paloschi che ha servito ad Antenucci l’appoggio tramutato in gol. Una risorsa in più a disposizione della Spal, quella del pallone lungo del difensore.

Nella lotta per la salvezza Felipe sarà argomento importante. A disposizione dei biancazzurri, sottratto alla concorrenza. Cioè all’Udinese, che al di là delle ultime due consecutive vittorie con Sassuolo e Atalanta resta friabile dietro e priva di una presenza carismatica. Lo sa bene il popolo friulano, non sono rari i tifosi che hanno optato - nei locali della zona - per seguire in tv la Spal a detrimento dei bianconeri. Perchè Felipe ha cambiato maglia.

Nelle gerarchie biancazzurre il centrale si è imposto rapidamente. Non a caso contro la Juventus la fascia di capitano era al suo braccio: rilevanza simbolica che va oltre un pezzo di stoffa. Conta la leadership. Lo si è visto con il Genoa. Gli osservatori più attenti avranno notato che spesso e volentieri era lui, nonostante dei tre non fosse il perno, a chiamare la linea, a indicare i movimenti, a dettare le chiusure.

Altro dettaglio: la stampa nazionale gli ha rimproverato l’ammonizione per proteste rimediata quando è stato annullato per fuorigioco il gol del Genoa, rilevando che Felipe è corso inutilmente dal guardalinee dimostrando di non conoscere il regolamento. Errore: Felipe il regolamento lo conosce benissimo, ma lì ha voluto mandare un segnale forte e preciso. In un momento topico della partita, nella fase che poteva significare mettere al sicuro la vittoria o subire il pareggio, con quel gesto, con quegli urlacci quasi faccia a faccia, Felipe ha marcato il territorio, ha messo pressione sulla terna, ha voluto far capire che qui è il Mazza, questa è la Spal. Lui in quel modo, mister Semplici voltandosi verso la tribuna ed alzando ripetutamente le braccia per invocare l’incitamento della folla, per far salire i decibel del tifo, per tramutare in bolgia il catino di corso Piave, hanno trasmesso la voglia di vincere della Spal, in un simbiotico rapporto con i supporters: trascinamento vicendevole.

La Spal battendo il Genoa ha compiuto un passo di estrema importanza non tanto o non solo verso la salvezza (non è tempo di verdetti, ciò che è certo è che un passo falso avrebbe complicato il quadro generale), quanto verso la consapevolezza di cosa è la serie A, di come la si affronta per restare a galla, di come l’orco non sia così brutto: tra Spal, Crotone, Verona, Cagliari, Genoa, Sassuolo e Udinese - citate in ordine sparso; il Benevento pare già spacciato - le differenze sono minime, le gare ed il campionato si giocano sui dettagli. Il Crotone battendo la Fiorentina ha dimostrato che i successi si possono cogliere anche contro le squadre medie.

La Spal sarà attesa anche a questo compito, magari già a breve. Felipe può aiutarla a trovare la chiave giusta pure in tal senso. (p.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google