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Spal, il risveglio delle punte I gol di Paloschi e Antenucci hanno dato gli ultimi 4 punti

di Paolo Negri
Spal, il risveglio delle punte I gol di Paloschi e Antenucci hanno dato gli ultimi 4 punti

Gli attaccanti biancazzurri hanno realizzato 2 reti a testa in 5 partite Da quelle con Crotone e Genoa è arrivata la metà del bottino in classifica

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FERRARA. Si è più volte sottolineato come la Spal sia la squadra di serie A che tira meno in porta. Si sono rimarcate le difficoltà dei biancazzurri nell’andare in gol. Ma tutto ciò è vero?

Non completamente. Quello della Spal non è il peggior attacco della massima categoria. Benevento, Sassuolo, Verona e Crotone hanno segnato meno. Bologna e Cagliari sono andati in rete tante volte quanto la squadra di mister Semplici, che pure ha realizzato solo 4 gol nelle ultime 5 partite. Ma sono stati gol speciali, importanti, pesanti. Tutti all’attivo delle punte. Di due punte: Alberto Paloschi e Mirco Antenucci, che si sono equamente suddivisi i bersagli.

Paloschi ha esultato contro Crotone e Juventus. Antenucci a Bologna e domenica scorsa col Genoa. Se due di questi centri, quello di Paloschi a Torino e quello precedente di Antenucci a Bologna, non hanno fruttato punti, gli altri hanno portato una dote rispettabilissima: pareggio con il Crotone, vittoria con il Genoa. Totale: 4 punti. La metà di quanti la Spal ne ha in totale in classifica.

Gli altri 4 erano arrivati grazie allo 0-0 di Roma con la Lazio nella gara d’esordio ed al successo contro l’Udinese, 3-2 alla seconda giornata (gol di Borriello - unico di un attaccante fino alle recenti performances di Paloschi e Antenucci -, Lazzari e Rizzo). Altre reti? Le 2 al Napoli, realizzate dai centrocampisti Schiattarella e Viviani, e rivelatesi sfortunatamente inutili vista la beffarda ed immeritata sconfitta 3-2.

È dunque evidente il peso specifico, l’impatto sulla graduatoria, dei recenti gol delle punte spalline. Che hanno trovato pericolosità ed efficacia, perchè nel conto bisogna anche mettere l’occasione finale di Paloschi contro il Crotone, il gol negatogli dal disperato intervento di Barzagli a Torino, la traversa colta sempre allo Stadium (in posizione di millimetrico fuorigioco, motivo che ha portato all’annullamento della successiva incornata vincente di Oikonomou), senza dimenticare il palo di Antenucci (che oltretutto da quando è entrato stabilmente in squadra ha sempre giocato bene) con il Sassuolo.

Tutto ciò è importante per il capitale fiducia dei giocatori, e di tutta la squadra, consapevole di avere terminali che possono concretizzare. Così si acquisisce maggior sicurezza, si può guardare avanti con fiducia. Il ritorno alla vittoria, domenica scorsa, è stata una liberazione, averlo fatto con il gol di un uomo-simbolo come Antenucci, il bomber della scorsa stagione, ancor più significativo. Adesso si tratta di continuare su questa strada. La coppia offensiva sarà ancora Paloschi-Antenucci? La formula è quella giusta?

Che si tratti di attaccanti complementari è fuori dubbio. Ma non si può dimenticare che la Spal attende il rientro di Floccari, che di Bonazzoli - a dispetto del minutaggio finora assai ridotto - tutti parlano molto bene, che Borriello resta una risorsa fondamentale. A Torino - in coppia con Paloschi, assortimento non proprio evidente - il centravanti ha giocato una buona gara, di sacrificio, al servizio della squadra, nel vivo del gioco. Contro il Genoa è entrato bene, mostrandosi subito prezioso, efficace. Ed un Borriello, se lo hai, devi sfruttarlo, valorizzarlo, metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio, dargli continuità. Sarà possibile?

Questo è un interrogativo la cui risposta può essere data solo da mister Semplici, chiamato ad un non facile lavoro di valutazioni e scelte. Presumibilmente, in avanti ci saranno rotazioni, in base all’avversario di turno, alle necessità di questa o quella partita, alle condizioni dei singoli, a ciò che sarà più funzionale per la squadra. Semplici avrà delle opzioni, e già questa è una base importante. Intanto, le mosse operate col Genoa hanno premiato, e quanto questa partita rappresentasse uno snodo cruciale della stagione è stato dimostrato dalla reazione di Semplici a fine match, sotto la Curva Ovest: il tecnico è apparso visibilmente emozionato, commosso, ha versato lacrime più significative di tante analisi, di tante dichiarazioni, di tanti commenti. In quel pianto, pudico e contenuto, c’erano un senso di liberazione e di appartenenza, di lavoro compiuto, di convinzione, di fiducia nel futuro.

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