«La Spal può salvarsi Trovata la strada giusta»
di Paolo Negri
L’ex bomber, ora vice di Cosmi, ha visto i biancazzurri con Bologna e Genoa «Al Dall’Ara ha saputo restare viva. Domenica si è dimostrata cinica e solida»
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FERRARA. Fabio Bazzani domenica scorsa era al “Mazza” per assistere a Spal-Genoa. L’ex bomber di Perugia, Sampdoria e Lazio, nonchè attaccante biancazzurro nel 2009/2010, ha abbracciato la carriera di allenatore. L’anno scorso ha guidato il Mezzolara in serie D, adesso attende una chiamata speciale:
«La scorsa estate - spiega Bazzani - ho accettato la proposta di Serse Cosmi che mi ha chiesto di entrare nel suo staff, affiancandolo come vice. Una chiamata che mi ha fatto molto piacere, sia per l’aspetto professionale sia per il rapporto umano che mi lega a Serse (tecnico di Bazzani ai tempi del Perugia; ndr), una nuova esperienza assai stimolante. Non appena Cosmi riceverà la proposta giusta e troverà panchina, sarò al suo fianco, speriamo che ciò avvenga presto. L’ipotesi-Perugia non si è concretizzata, ma usciranno nuove opportunità. Attendiamo con fiducia».
Bazzani gira, studia, si aggiorna. Con l’occhio dell’uomo di campo, dell’ex calciatore, del mister, come ha visto la Spal?
«I biancazzurri hanno meritato di vincere, perchè sono stati più cinici del Genoa».
Era la prima volta che assisteva ad un match della Spal?
«No, ero anche al “Dall’Ara” in occasione del derby con il Bologna».
Due Spal diverse, no?
«Indubbiamente. E bisogna sempre considerare le caratteristiche e la levatura dell’avversario di turno. La Spal a Bologna ha affrontato una squadra che in quel momento stava bene e che poteva giovarsi di un Palacio al top, che ha fatto la differenza: più sali e più ci sono singoli che sanno incidere in maniera determinante. Non è stata una bella Spal, ha sofferto il Bologna per buona parte della gara, ma ha avuto un grande merito: ha saputo riaprire la partita e tenerla in bilico fino all’ultimo. Nessuno, ad un certo punto, avrebbe detto che la Spal si sarebbe trovata nelle condizioni di avere la palla del 2-2. Invece è accaduto. Ciò significa che la squadra è rimasta viva, ha saputo reagire anche nelle difficoltà, e questo è un segnale importante».
Con il Genoa, scontro diretto da vincere a tutti i costi, una prova con altri contenuti.
«Erano in palio punti dal valore doppio: se non li conquisti, si complica. Queste partite vanno portate a casa, alla fine possono spostare gli equilibri, anche perchè nel girone di ritorno sarà dura conquistare qualche punticino contro le prime sei o sette della classifica. Dunque, è stato importante battere il Genoa. Il merito della Spal? Aver tenuto in equilibrio il confronto, averlo gestito bene, prima della zampata vincente. Sono gare che vivono di episodi».
Una Spal che ha interpretato la partita in maniera differente rispetto al passato.
«Credo che fosse normale, una volta approdati in serie A, riproporre il canovaccio tattico, l’espressione di gioco, che i biancazzurri avevano in B. Però ci si è accorti delle progressive difficoltà, dei tanti gol subìti, perchè in A è logico che ciò accada. La Spal col Genoa ha dunque cercato di essere meno estetica, meno costruttiva, e più pratica. Voleva il risultato e lo ha ottenuto».
La chiave di lettura?
«Nel primo tempo ha giocato di più, e meglio, il Genoa, che però non ha sfruttato le due occasioni avute ed ha sprecato anche un clamoroso contropiede quattro contro due. Dopo, nella ripresa, la Spal ha trovato la giocata del gol, con la verticale di Felipe per Paloschi e l’appoggio per il tiro vincente di Antenucci: grande azione, diretta. Poi, la Spal ha legittimato il risultato, ha rischiato nulla, ha avuto due chances per raddoppiare. Solida, cinica, pratica. È quanto deve fare per salvarsi. In passato ho visto squadre che approdate in A hanno cercato di proporre calcio e sono retrocesse. La Spal invece ha imboccato la strada giusta».
Dunque, potrà mantenere la categoria?
«Ha tutte le potenzialità per farcela. Se qualcuno, dopo il buon inizio, si era illuso che potesse essere facile, vuol dire che non conosceva la serie A: è dura anche per chi la frequenta da un po’, figuriamoci per una neofita. Il Benevento è condannato, la Spal se la gioca tranquillamente con le altre. In A ci stanno dei passaggi a vuoto, anche prolungati a causa delle forza delle avversarie. La Spal dopo tre ko di fila non ha perso fiducia ed entusiasmo, voleva e doveva battere il Genoa e c’è riuscita. Brava».
«La scorsa estate - spiega Bazzani - ho accettato la proposta di Serse Cosmi che mi ha chiesto di entrare nel suo staff, affiancandolo come vice. Una chiamata che mi ha fatto molto piacere, sia per l’aspetto professionale sia per il rapporto umano che mi lega a Serse (tecnico di Bazzani ai tempi del Perugia; ndr), una nuova esperienza assai stimolante. Non appena Cosmi riceverà la proposta giusta e troverà panchina, sarò al suo fianco, speriamo che ciò avvenga presto. L’ipotesi-Perugia non si è concretizzata, ma usciranno nuove opportunità. Attendiamo con fiducia».
Bazzani gira, studia, si aggiorna. Con l’occhio dell’uomo di campo, dell’ex calciatore, del mister, come ha visto la Spal?
«I biancazzurri hanno meritato di vincere, perchè sono stati più cinici del Genoa».
Era la prima volta che assisteva ad un match della Spal?
«No, ero anche al “Dall’Ara” in occasione del derby con il Bologna».
Due Spal diverse, no?
«Indubbiamente. E bisogna sempre considerare le caratteristiche e la levatura dell’avversario di turno. La Spal a Bologna ha affrontato una squadra che in quel momento stava bene e che poteva giovarsi di un Palacio al top, che ha fatto la differenza: più sali e più ci sono singoli che sanno incidere in maniera determinante. Non è stata una bella Spal, ha sofferto il Bologna per buona parte della gara, ma ha avuto un grande merito: ha saputo riaprire la partita e tenerla in bilico fino all’ultimo. Nessuno, ad un certo punto, avrebbe detto che la Spal si sarebbe trovata nelle condizioni di avere la palla del 2-2. Invece è accaduto. Ciò significa che la squadra è rimasta viva, ha saputo reagire anche nelle difficoltà, e questo è un segnale importante».
Con il Genoa, scontro diretto da vincere a tutti i costi, una prova con altri contenuti.
«Erano in palio punti dal valore doppio: se non li conquisti, si complica. Queste partite vanno portate a casa, alla fine possono spostare gli equilibri, anche perchè nel girone di ritorno sarà dura conquistare qualche punticino contro le prime sei o sette della classifica. Dunque, è stato importante battere il Genoa. Il merito della Spal? Aver tenuto in equilibrio il confronto, averlo gestito bene, prima della zampata vincente. Sono gare che vivono di episodi».
Una Spal che ha interpretato la partita in maniera differente rispetto al passato.
«Credo che fosse normale, una volta approdati in serie A, riproporre il canovaccio tattico, l’espressione di gioco, che i biancazzurri avevano in B. Però ci si è accorti delle progressive difficoltà, dei tanti gol subìti, perchè in A è logico che ciò accada. La Spal col Genoa ha dunque cercato di essere meno estetica, meno costruttiva, e più pratica. Voleva il risultato e lo ha ottenuto».
La chiave di lettura?
«Nel primo tempo ha giocato di più, e meglio, il Genoa, che però non ha sfruttato le due occasioni avute ed ha sprecato anche un clamoroso contropiede quattro contro due. Dopo, nella ripresa, la Spal ha trovato la giocata del gol, con la verticale di Felipe per Paloschi e l’appoggio per il tiro vincente di Antenucci: grande azione, diretta. Poi, la Spal ha legittimato il risultato, ha rischiato nulla, ha avuto due chances per raddoppiare. Solida, cinica, pratica. È quanto deve fare per salvarsi. In passato ho visto squadre che approdate in A hanno cercato di proporre calcio e sono retrocesse. La Spal invece ha imboccato la strada giusta».
Dunque, potrà mantenere la categoria?
«Ha tutte le potenzialità per farcela. Se qualcuno, dopo il buon inizio, si era illuso che potesse essere facile, vuol dire che non conosceva la serie A: è dura anche per chi la frequenta da un po’, figuriamoci per una neofita. Il Benevento è condannato, la Spal se la gioca tranquillamente con le altre. In A ci stanno dei passaggi a vuoto, anche prolungati a causa delle forza delle avversarie. La Spal dopo tre ko di fila non ha perso fiducia ed entusiasmo, voleva e doveva battere il Genoa e c’è riuscita. Brava».
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