La Nuova Ferrara

Sport

Spal, elogi speciali «Quattro volte bravi»

di Paolo Negri
Spal, elogi speciali «Quattro volte bravi»

Così ieri mister Semplici al termine della partitella al Centro

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Il sole è ormai una palla di fuoco al tramonto quando alle 16.37 mister Leonardo Semplici fischia la fine dell’allenamento pomeridiano della Spal. Uno stop cui fa seguito la ripetuta esclamazione del tecnico toscano, ad alta voce, risoluta: «Bravi, bravi, bravi, bravi...».

Così, per quattro volte, a sottolineare quanto abbia apprezzato l’applicazione dei suoi giocatori ed il modo con cui hanno tradotto in partitella i concetti da lui precedentemente spiegati nel corso di una lunga esercitazione tattica. E quei complimenti volevano anche essere un’ulteriore carica di fiducia per la truppa, che evidentemente ne ha bisogno e poco prima era stata motivata anche con un eloquente «bravissimi, se se si fa questo siamo forti anche noi».

Ecco, la Spal ha bisogno di sentirsi forte. Non in maniera presuntuosa, ma per accrescere l’autostima. Che dovrebbe lievitare anche guardandosi intorno. La cornice di ieri al Centro di via Copparo stava infatti a indicare che per il popolo i biancazzurri sono il top.

Dopo l’allenamento a porte chiuse della mattinata, il training pomeridiano era aperto al pubblico. Accorso in massa. Attaccati alla rete di recinzione del secondo campo (adiacente a quello in fondo sintentico, e con tribunetta) dell’impianto di via Copparo, tutti in piedi, ci saranno stati 150/200 tifosi. Tantissimi, vista la giornata festiva che induceva a giri fuori porta o vasche in piazza. Bimbi e bimbe, famiglie intere, ragazze, donne, signore. Sciarpe, telefonini a scattare foto, richiesta di autografi. Con la squadra in campo per il riscaldamento, all’avvicinarsi di Mattiello un bimbo gli urla: «Mattiello, mi raccogli il pennarello che mi è caduto in campo...». Il laterale ha eseguito prontamente. Il bimbo aveva necessità di quello strumento per farsi firmare qualcosa a fine seduta.

Lungo torello iniziale, atmosfera gioiosa, urla e risate da parte dei giocatori. Poi di colpo serissimi quando alle 15.21 mister Semplici ordina: «Scaldiamoci bene, se avete bisogno di calciare fatelo».

Quindi, tutti in cerchio intorno all’allenatore, per ascoltarne le direttive. La distanza è notevole, ma si coglie un «li andiamo a prendere finchè arrivano nella nostra zona».

Semplici divide le squadre. Dieci contro dieci, blu e gialli, i portieri Gomis e Marchegiani a lavorare a parte col preparatore Scalabrelli. Schieramenti misti. Da una parte:

Mattiello, Salamon, Vicari, Cremonesi, Costa; Grassi, Vitale, Mora; Borriello, Antenucci

Sull’altro fronte:

Lazzari, Oikonomou, Bellemo, Felipe, Konate; Schiavon, Viviani, Rizzo; Paloschi Bonazzoli

Ad un certo punto si avvicendano Vicari e Bellemo, che poi tornano nelle squadre originarie; così come c’è rotazione tra Grassi e Schiattarella (quest’ultimo domenica contro l’Atalanta non ci sarà in quanto squalificato per una giornata).

L’allenamento è prettamente tattico. Viene curato ogni dettaglio. Semplici interrompe in continuazione, spiega, richiama. Ad esempio: «ogni tanto lancio lungo...». E ancora: «bisogna diventare aggressivi». Altra indicazione: «cambio campo e lancio per gli attaccanti». L’allenatore ferma tutto e indica a Salamon e Vicari quale lettura tattica hanno sbagliato nella circostanza.

Dai movimenti didattici, con interruzioni continue, si passa ad un gioco dinamico, senza stop, per mettere in pratica il tutto. Partitella su trequarti campo, con gli stessi schieramenti, con i portieri tra i pali. La gente assiste, commenta, apprezza. Intensità ed applicazione. Il gioco scorre su entrambi i fronti. Semplici dà anche un’indicazione precisa: «Ogni tanto facciamo il fuorigioco, ma senza fermarci. Ci si ferma solo quando l’arbitro fischia».

Le mosse per domenica? Mettendo Mattiello a destra, con Costa sull’altro lato, Semplici ha mischiato le carte: chi giocherà a sinistra domenica a Bergamo? Stessa cosa per i difensori centrali, per i centrocampisti, per gli attaccanti. Si può provare ad interpretare le intenzioni:

Gomis; Lazzari, Salamon, Vicari, Felipe, Mattiello; Schiavon, Viviani, Mora; Paloschi, Antenucci

Con Oikonomou (per Salamon), Costa (per Mattiello), Rizzo (per Mora) e Borriello (per Paloschi) possibili alternative.

Intanto è positivo aver recuperato Grassi, che a questo punto dovrebbe andare in panchina. Niente da fare per Floccari e Vaisanen, ancora alle prese con un lavoro differenziato. Non verrà affrettata alcuna situazione, dopo Bergamo c’è la sosta per la Nazionale e ciò dovrebbe consentire il recupero dell’attaccante (fuori da oltre due mesi) e del difensore centrale.

Alle 16.37, ieri, come detto, la fine dell’allenamento. Ed i complimenti di Semplici. I tifosi sciamano soddisfatti, molti si appostano dietro le transenne esterne del Centro per attendere l’uscita dei giocatori dopo la doccia. Scatta la caccia a foto ed autografi. Giusto così. Squadra e popolo sono un corpo unico. Direzione Bergamo. Per fare risultato. Per gioire. Per risentire quel «bravi, bravi, bravi, bravi...».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google