Il teorema del d.s. Vagnati: «La Spal ha tutte le armi per raggiungere la salvezza»
Il manager: negli ultimi due turni la squadra ha dato risposte importanti. Dobbiamo avere sempre la bava alla bocca e faremo qualcosa di buono
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FERRARA. Fase delicata del campionato. Impegni tosti. Ambiente rivitalizzato dalla fondamentale vittoria di domenica scorsa contro il Genoa. In casa Spal l’impegno è totale, l’attenzione idem. Non fa eccezione il direttore dell'area tecnica Davide Vagnati, che ieri ha spaziato a 360 gradi sull'attualità biancazzurra. L’occasione la presentazione delle nuove divise societarie.
Dopo undici giornate qual è il suo bilancio?
«È una domanda molto complicata, nel senso che stiamo affrontando un campionato molto diverso rispetto a quelli effettuati negli ultimi due anni. Eravamo abituati a vincere le partite mentre qui stiamo vivendo una situazione diversa. Penso che questa serie A sia formata da due campionati al suo interno, uno con le squadre di medio alta classifica e un altro con le squadre come noi che devono lottare per non retrocedere. Dopo queste prime giornate sono confermate le mie opinioni iniziali: la Spal ha tutte le armi per raggiungere la salvezza».
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Di cosa è più soddisfatto e di cosa meno?
«Dobbiamo essere contenti che molti dei nostri ragazzi che abbiamo dall'anno scorso stiano facendo bene, con un buon impatto con la categoria, hanno entusiasmo. Poi mi dispiace che ci siano alcuni giocatori come Rizzo, Grassi e Oikonomou che per una serie di infortuni non hanno ancora potuto esprimersi al meglio».
La nota più intonata?
«Il gruppo. Tutti i ragazzi stanno facendo la loro parte. E sono davvero felice per Gomis e quello che sta facendo perchè anche in serie A può dire la sua».
Si aspettava più o meno di 8 punti?
«Io non credo che si debba ragionare in questa maniera. Dobbiamo vivere alla giornata, preparare una partita alla volta nella maniera migliore possibile. C'è da ricordarsi che si può fare tutto e che il Crotone l'anno scorso ha compiuto una rimonta incredibile. Nelle ultime due gare la squadra ha dato risposte importanti, si sono viste in campo rabbia, grinta, voglia e determinazione che ci devono contraddistinguere. Noi dobbiamo avere sempre la bava alla bocca: con questa, grazie a organizzazione e staff, arriverà qualcosa di buono».
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Molti addetti ai lavori e tifosi si chiedono perchè Pa Konate sia sempre più un oggetto misterioso, mai visto in azione...
«Queste sono domande più per l'allenatore che per me. È evidente che se un giocatore non viene mai impegnato e non sente la fiducia dell'ambiente che ha intorno e dei compagni rende di meno. Penso però che prima o poi ci sarà il suo esordio, magari per uno spezzone, piano piano siamo convinti che possa darci una mano».
Mister Semplici ha detto che un problema di questa rosa è che non c'è un'alternativa a Viviani in mezzo al campo: sarà questo il primo ruolo in cui si interverrà a gennaio?
«Intanto non penso che questa sia una cosa del tutto vera perché abbiamo anche Vitale che sta crescendo molto in queste settimane. Dobbiamo avere fiducia in questi ragazzi giovani anche se nell'immediato bisogna valutare bene se possono già essere pronti per la serie A. La situazione è molto semplice: nella fase di mercato estivo non avevamo più la possibilità di intervenire in quel ruolo. Se nel mercato invernale decideremo di fare qualcosa in quel ruolo o in altri dovremo cedere un giocatore perchè abbiamo la lista già al completo. Ma è prematuro parlare di mercato ora, per di più in un reparto in cui per infortuni non abbiamo mai avuto due giocatori come Rizzo e Grassi. Comunque non vogliamo certo retrocedere; come ha detto anche patron Francesco Colombarini, faremo di tutto e vedremo il da farsi. Noi ci alziamo la mattina e andiamo a letto la sera con in testa l'obiettivo chiaro che questa squadra si deve salvare».
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In attacco sembra essere Antenucci l'unico imprescindibile, con Paloschi e Borriello a fasi alterne. Concorda?
«Bisogna anche qui fare valutazioni a 360 gradi. Per valutare i calciatori occorre anche analizzare come gioca la squadra. Marco e Alberto stanno dando il massimo, Paloschi ha interpretato le ultime gare facendo bene dal punto di vista mentale e qualitativo. Un parco attaccanti come il nostro non ce l'hanno le nostre concorrenti. Mi piace sempre di più Bonazzoli, e di Antenucci che dire? È amato dal pubblico, la società gli ha dato fiducia, la famiglia sta bene a Ferrara, ha avuto la fascia da capitano e sta giocando da leader. È nelle condizioni ideali dal punto di vista psicologico».
Andrea Tebaldi
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