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Coach Martelossi ritrova casa. «A Udine una Bondi senza paura»

Coach Martelossi ritrova casa. «A Udine una Bondi senza paura»

Il tecnico dei biancazzurri è cresciuto al Carnera e domani affronterà l’Apu con il suo Kleb. Decisiva la lotta a rimbalzo e occhio alle stoppate dei friulani: i contatti saranno la chiave della gara

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FERRARA. Al “Carnera” di Udine, Alberto Martelossi è nato: cestisticamente cresciuto. Ne conosce ogni angolo e domani pomeriggio (palla a due alle ore 18) con la sua Bondi confida nel colpaccio pur ancora senza Erik Rush, pur con gli acciacchi della settimana a Marco Venuto (altro friulano doc) e Mike Hall: i due, comunque, saranno del match. Il successo conquistato contro la corazzata Ravenna sabato scorso ha aumentato la fiducia nei mezzi dei biancazzurri. Dopo tre ko consecutivi, ci voleva come il pane il ritorno alla vittoria. «Quello che conta è sempre la domenica dopo e la gara dopo - dice coach Martelossi -; dobbiamo mantenere la carica e l’adrenalina, non può bastare ciò che abbiamo fatto, dal punto di vista emotivo e tecnico, anche perché gli errori che abbiamo commesso negli ultimi minuti, con un senso di preoccupazione per la vittoria, non possiamo ripeterli in una gara fuori casa. Prima di tutto dobbiamo metterci in condizione di essere più bravi di loro nei dettagli, dopo di che andare a guardare la parte che ti qualifica per poter vincere durante gli ultimi minuti».
Già oggi il gruppo biancazzurro partirà alla volta di Udine. Che gara prevede, domani pomeriggio?
«Equilibrata, mi auguro. Possiamo definire Udine compagine classica di questo campionato, con un gioco omogeneo e molti protagonisti, ma soprattutto con una disposizione mentale e fisica difensiva davvero di alto livello. Dal canto nostro bisogna che cerchiamo di trovare degli spazi offensivi, sia contro la loro difesa a uomo, sia contro la zona, cercando di non crearci dei problemi negli spazi piccoli ma andare prima di tutto a dominare il campo dove possiamo. A rimbalzo dobbiamo essere molto attenti. In difesa non dobbiamo concedere a Udine di correre in campo aperto e di tirare in transizione».
Dopo essere ritornati al successo in campionato, adesso diventa fondamentale trovare continuità di rendimento.
«Le squadre che hanno fatto meglio in questo inizio di stagione sono quelle che hanno avuto continuità, per bravura o per capacità di lavoro. Noi siamo a metà del guado, come molte altre; le valutazioni dei progressi stagionali passano pure per questi periodi di sofferenza, in cui si fatica a lavorare assieme, ma però servono ancora di più per cementare il gruppo».
Parliamo dell’Apu?
«Squadra che ha trovato una dimensione fisica interessante, delle qualità a rimbalzo a livello di stoppate molto incidenti e quindi questa gara si giocherà tanto dentro l’area; dal canto nostro non dobbiamo avere timore reverenziale sotto questo punto di vista. Sappiamo in partenza che sbaglieremo delle cose, ma non dobbiamo farci intimidire. La lotta fisica e i contatti sotto canestro saranno la chiave della gara, sperando che pure la terna arbitrale sia in grado di gestire una partita di questo livello, che sarà molto vicina a quelle che si vedranno nella fase calda della stagione».
È pronto a ritornare a casa?
«Farò ritorno al Carnera, il palazzetto della mia gioventù, le sensazioni ci saranno e saranno belle e forti. Quello che conta di più da parte mia è dare un piccolo contributo a realizzare una bella gara, che possa essere godibile per tutti, in un ambiente che sarà sicuramente di alto livello. Come già hanno testimoniato le prime uscite al Carnera dell’Apu, corroborate da un bel seguito di pubblico, che non mancherà neanche domani».
In casa Bondi, assente Rush. Dall’altra parte del campo difficilmente recuperabili capitan Ferrari e l’ex Pellegrino. Coach Lardo confida di riavere l’esterno estone Veideman (guai a un piede). Al “Carnera” la Bondi non sarà sola: alle 14 di domani dal palasport partirà il pullman organizzato dai tifosi della Curva Nord Ferrara.

Lorenzo Montanari
 

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