La crescita della Spal misurata dall'Atalanta/LA DIRETTA
Oggi alle 18 a Bergamo un test severo per i biancazzurri In palio punti sopravvivenza: servono fisicità e corsa
FERRARA. Nulla è per caso, evidentemente. Atalanta è, nella mitologia greca, la Dea della caccia e della corsa. E al momento, se c’è una squadra che in Italia fa del vigore fisico e dell’intensità le sue armi di battaglia, è proprio la truppa bergamasca di mister Gasperini. La Spal plana oggi alle 18 all’Atleti Azzurri in uno di quei momenti in cui in casa rivale la magia si fonde con la passione, quando quasi tutto è possibile. L’Atalanta, intesa come formazione di calcio, l’anno scorso ha vissuto una stagione glamour e quest’anno non è stata granché ridimensionata. Nonostante alcune inevitabili cessioni eccellenti (è il destino triste dei club di provincia) e un paio di inciampi in campionato. In realtà i nerazzurri stanno domando alla grande la dimensione internazionale (sono primi nel girone di Europa League, competizione guadagnata appunto dopo la strepitosa ultima annata) e anche in serie in A - nonostante qualcuno storca un po’ il naso - il cammino è di evidente spessore.
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La Spal, matricola entusiasta ma alcune volte un filino tenera, in trasferta finora ha colto un solo punto (al debutto a Roma) e sta ancora irrobustendosi. Di certo, i tre punti strappati al Genoa domenica scorsa hanno evitato ai biancazzurri di sprofondare nelle sabbie mobili. S’è detto e ribadito: la salvezza spallina passa per le imprese gagliarde ed epiche al Paolo Mazza. Però in trasferta vanno ottenuti dei bonus che, in una battaglia così incerta, alla lunga possono fare la differenza. Chiaro che, ad oggi, non si può chiedere alla Spal di essere all’altezza di una Dea che certe sofferenze le ha messe alle spalle: Bergamo in tanti anni di serie A (57 totali) s’è costruita una dimensione che la pone al di sopra della zona retrocessione.
L’epica narra che soltanto uno stratagemma ridimensionò orgoglio e rabbia di Atalanta: le tre mele d’oro (tratte dal giardino delle Esperidi) che distrassero la Dea, rallentandola in quella corsa in cui era imbattibile. E allora ci si immagina una Spal che sul terreno di gioco, oggi presumibilmente zuppo di pioggia, vada a gettare frutti che distraggano i bergamaschi.
In primis si può sperare che la settimana lunga (trasferta ad Udine domenica, viaggio a Limassol giovedì) possa avere tolto qualche energia mentale agli orobici, poi in casa nerazzurra rimane il dubbio “Papu” Gomez: il talento più cristallino dei bergamaschi non ha ancora risolto i guai derivanti dalla borsite ad un piede e rimane in dubbio. Possibile la panchina, più che un posto da titolare. La terza mela è un prodotto tipico spallino: la compattezza e il senso di appartenenza. Per uscire indenni dal Comunale di Bergamo è evidente che gli estensi devono spremere una gara di vera e rara vis agonistica.
Se in passato certe sfide si sono perse anche perché i rivali hanno avuto un acuto tecnico, stavolta l’atletismo sarà fattore predominante. E, va detto, col Genoa s’è vista una squadra sempre meglio connessa con le richieste del campionato. Mancando lo squalificato Schiattarella, mister Semplici potrà proporre la “gamba” tosta di Schiavon e Mora che possono senz’altro proteggere meglio Viviani dalle folate avversarie. Un Lazzari più bloccato nella linea difensiva aiuta la retroguardia a tre e Mattiello, cui scavallare non dispiace, può supportare il centrocampo. Davanti, dando per scontata la presenza di Antenucci, rimane vivo il solito dubbio: Borriello o Paloschi? Nelle ultime uscite il ballottaggio l’ha vinto il secondo, oggi Borriello qualche chance in più potrebbe averla. La Spal punta al pari e a non buscare gol. Sarà diga e ripartenza. Se tiene atleticamente, ha visto mai...
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