Fradici di pioggia e felici I tifosi della Spal non smettono di cantare
Trasferta disagevole a Bergamo, anche per un incidente stradale Ma la fede degli ottocento ferraresi è stata ripagata dalle emozioni
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BERGAMO. Diluvio, pioggia battente per tutta la gara a Bergamo. È stato questo il meteo che ha contraddistinto la trasferta in terra lombarda. Ma il popolo biancazzurro ha risposto con un’altra grande prestazione: il settore ospiti dello stadio di Bergamo, scoperto come anche la curva che accoglie la tifoseria di casa, non ha mai fatto mancare il proprio calore. Nonostante un incidente stradale sulla Transpolesana, che ha fatto ritardare l’arrivo a Bergamo di molti tifosi biancazzurri, i quasi 800 presenti di fede spallina, tanti con il k-way, si sono fatti sentire ben prima del fischio d’inizio, incitando Mora e compagni già nella fase del riscaldamento.
Forti i cori alle 17.55 al momento dell’annuncio delle formazioni: “Noi siamo la Curva Ovest”, si è sentito altissimo. Boato poco dopo per una vera e propria esplosione sotto la curva dei tifosi di casa.
La prima emozione al terzo minuto, quando la palla colpita di testa da Paloschi è uscita sul fondo, e c’è il sospiro del popolo che ci ha sperato. La Spal parte bene, ma l’Atalanta con il passare dei minuti prende progressivamente il controllo delle operazioni. E il gol di Cristante è quello che proprio non doveva succedere. Ma la tifoseria non si smarrisce e intona un “Forza Spal” che si sente in tutto lo stadio. Doccia fredda (vista la giornata, è proprio il caso di dirlo...) al 41’, quando s’inizia a esultare per la splendida punizione di Viviani, che si insacca all’incrocio sotto la traversa, ma l’urlo di gioia rimane strozzato in gola, perché il direttore di gara non aveva autorizzato la ripresa del gioco; lo stesso Viviani, poi, pochi secondi non riesce a ripetersi.
All’intervallo tutti a cercare il bar o quanto meno una copertura, perché la pioggia di dare tregua non ne vuole proprio sapere.
“Tutta la curva deve cantare, i ragazzi han bisogno di noi” è il coro con cui si apre la ripresa. E il tripudio scatta quando Rizzo al 20’ decide di fare il bis del gol contro l’Udinese e trova l’angolino alto sotto la traversa. Festa grande sugli spalti, che cresce ancora al momento dell’espulsione di Freuler. Il popolo ci crede, spinge i ragazzi verso i tre punti: la Spal ci prova, tanti pericoli li crea. Brividi per un paio di tiri di Viviani e per l’ennesimo palo di Antenucci, ma la Spal non riesce a passare. D’accordo, per fascino non sarà stata uguale alle trasferte all’Olimpico, a San Siro, all’Allianz Stadium e al Dall’Ara, ma questa bagnata trasferta in Lombardia, che ha dato anche un punto, rimarrà di certo indimenticabile.
Andrea Tebaldi
Forti i cori alle 17.55 al momento dell’annuncio delle formazioni: “Noi siamo la Curva Ovest”, si è sentito altissimo. Boato poco dopo per una vera e propria esplosione sotto la curva dei tifosi di casa.
La prima emozione al terzo minuto, quando la palla colpita di testa da Paloschi è uscita sul fondo, e c’è il sospiro del popolo che ci ha sperato. La Spal parte bene, ma l’Atalanta con il passare dei minuti prende progressivamente il controllo delle operazioni. E il gol di Cristante è quello che proprio non doveva succedere. Ma la tifoseria non si smarrisce e intona un “Forza Spal” che si sente in tutto lo stadio. Doccia fredda (vista la giornata, è proprio il caso di dirlo...) al 41’, quando s’inizia a esultare per la splendida punizione di Viviani, che si insacca all’incrocio sotto la traversa, ma l’urlo di gioia rimane strozzato in gola, perché il direttore di gara non aveva autorizzato la ripresa del gioco; lo stesso Viviani, poi, pochi secondi non riesce a ripetersi.
All’intervallo tutti a cercare il bar o quanto meno una copertura, perché la pioggia di dare tregua non ne vuole proprio sapere.
“Tutta la curva deve cantare, i ragazzi han bisogno di noi” è il coro con cui si apre la ripresa. E il tripudio scatta quando Rizzo al 20’ decide di fare il bis del gol contro l’Udinese e trova l’angolino alto sotto la traversa. Festa grande sugli spalti, che cresce ancora al momento dell’espulsione di Freuler. Il popolo ci crede, spinge i ragazzi verso i tre punti: la Spal ci prova, tanti pericoli li crea. Brividi per un paio di tiri di Viviani e per l’ennesimo palo di Antenucci, ma la Spal non riesce a passare. D’accordo, per fascino non sarà stata uguale alle trasferte all’Olimpico, a San Siro, all’Allianz Stadium e al Dall’Ara, ma questa bagnata trasferta in Lombardia, che ha dato anche un punto, rimarrà di certo indimenticabile.
Andrea Tebaldi
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