La Nuova Ferrara

Sport

complimenti agli avversari e punture ai suoi 

«Non basta aspettare il ritorno di Rush»

«Non basta aspettare il ritorno di Rush»

Coach Martelossi: giocato bene all’inizio ma in trasferta bisogna essere cattivi

2 MINUTI DI LETTURA





UDINE. Nonostante il bruttissimo ko coach Alberto Martelossi analizza in maniera serena l’esito della gara. «Complimenti a Udine, che ha fatto una gara molto importante, in crescendo. Per 15’ abbiamo fatto noi una pallacanestro migliore, al di là dei punteggi. Il problema è che concretizziamo poco e abbiamo creato dei ‘mostri’: abbiamo permesso a troppi loro giocatori di entrare in ritmo in maniera differente, Mortellaro a rimbalzo, Pinton e Veideman alla distanza. Dykes ha fatto una gara clamorosa, dal canto nostro dobbiamo essere molto più bravi, non possiamo ogni domenica lamentarci del fatto che un avversario gioca bene in maniera inaspettata. Continuare a considerare Diop un giovane è un passaggio negativo. Abbiamo dato troppo entusiasmo. Nella terza frazione, quando potevamo riaprire il match, abbiamo peccato di responsabilità. Ci siamo passati il pallone troppo, anziché prenderci qualche iniziativa definitiva: aspetto fondamentale che ci fa commettere in difesa un errore in più. Detto questo, ho poco da rimproverare ai miei giocatori, è difficile fare fuori casa una gara di energia, producendola per 40’, quando gli avversari hanno grandi percentuali. Abbiamo mischiato le difese, qualcosa ci ha pagato. Se continuiamo a pensare che poi rientrerà Rush, le cosa cambieranno, la strada sarà sempre più in salita. Né Rush né gli arbitri devono aiutarci a prendere qualche rimbalzo in più. Quando saremo in grado di essere più forti e decisi in queste situazioni, allora possiamo fare analisi parallele di altre cose. Al momento non siamo in grado di farlo. Una gara fuori casa con inferiorità numerica va giocata con atteggiamento cattivo in tutti i momenti. Il punteggio finale - ha chiuso il coach della Bondi - è abbastanza ingeneroso. A -6 gli 8 punti di Veideman? In quel momento c’era da parte nostra la volontà di restare attaccati alla gara. È evidente che dobbiamo riconoscere che in quel frangente sono saliti in cattedra uno o più giocatori: dal canto nostro dovevamo essere maggiormente presenti. Mi ricordo ancora di più lo scarico per il tiro dall’angolo di Dykes. Contro questa forza stavamo cercando di passarci il pallone per trovare in quel momento l’uomo adatto. Il tempo è andato perso molto rapidamente».

Lorenzo Montanari

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google