Spal tra diluvio e arcobaleno: è il gol alla Rizzo
di Marco Nagliati
Stesso destro letale con Atalanta e Udinese. E lui scrive: «Mi ricordo un’immagine simile»
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FERRARA. All’improvviso arriva Noè, che cerca di salvare l’idea del bello dalla furia della tempesta. E così, la Spal non annega sotto il cielo di Bergamo perché sale sull’arca del patriarca nel momento giusto. Mister Semplici cambia modulo, inserisce Luca Rizzo e gli chiede di dipingere trame d’attacco assieme a Mirco Antenucci. Con la regia sempre più robusta di Viviani. Nemmeno tre minuti e il centrocampista biancazzurro, sotto il diluvio, pennella un arcobaleno. L’Atalanta è raggiunta (1-1) e Ferrara vede un remake di un blockbuster di successo: dall’Udinese alla Bergamasca. Quel destro arcuato ha i colori del cielo, nonostante un orrido buio novembrino. Si spegne morbido sul secondo palo, laddove le braccia tese del portiere non possono arrivare. Il 27 agosto, al 94’, Rizzo - sotto la Ovest - realizzò il colpo del 3-2 che diede la prima vittoria spallina nella massima serie dopo il ritorno a 49 anni di distanza. Domenica, quasi tre mesi dopo, ha permesso ai biancazzurri di tornare a fare punti fuori casa. «Mi ricordo un’immagine simile» scrive Rizzo sul proprio profilo Instagram, sottintendendo - appunto - che le due gemme messe finora nella collana sono identiche. E magnifiche. E dal sapore unicamente ferrarese, perché poi amalgama il tutto con l’hashtag “maialchespal”.
Mister Semplici, nell’umida sala stampa di Bergamo, riscaldava l’ambiente col sorriso: «Sta facendo gol fondamentali e belli. Luca è un calciatore con caratteristiche che nella nostra rosa nessun altro possiede. Sta a me essere bravo nel trovargli un posto». L’ex raccattapalle di Marassi non ha mai corteggiato scorciatoie. Genovese e tifoso blucerchiato, Rizzo ha esitato meno di un amen per lasciare l’amata Sampdoria (che l’avrebbe confermato) per buttarsi a corpo morto in un’avventura a Bologna. «Era un progetto che pensavo facesse per me» racconterà. Due stagioni, trentacinque gare (23+12) e zero gol. La Spal gli è venuta in soccorso: la carta del rilancio. Sta cercando di coglierla al volo, pure se anche in terra estense finora la maglia da titolare fa l’occhiolino e poi diventa sfuggente. «Intanto sono a quota due reti - precisava lui stesso nel post gara di Bergamo -, il doppio di quanto fatto finora in A». E giù un sorriso, divertito e divertente. Prima degli arcobaleni spallini, in effetti, per Rizzo un solo sigillo nella massima serie: il 2 novembre del 2014, contro la Fiorentina giocando per la Samp. “Al 42’ gol pazzesco di Luca Rizzo che salta Aquilani con una magia e mette il pallone sotto le gambe di Neto. E' 2 a 0” scrivono le cronache. Finirà 3-1 per i blucerchiati. E vedi, il destino: tra due settimane al Mazza sale proprio la Viola, sta a vedere che Rizzo raggiunge il suo top di realizzazioni in una stagione: 3 in C1 a Modena. Del resto, che limiti può avere l’arcobaleno? Che argini può porsi un centrocampista che può giocare sia destra che a sinistra e che, quando deve raccontarsi, sussurra: «Sto attento ai dettagli, non faccio tardi la sera. Però penso in grande: mi ispiro a Kakà».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mister Semplici, nell’umida sala stampa di Bergamo, riscaldava l’ambiente col sorriso: «Sta facendo gol fondamentali e belli. Luca è un calciatore con caratteristiche che nella nostra rosa nessun altro possiede. Sta a me essere bravo nel trovargli un posto». L’ex raccattapalle di Marassi non ha mai corteggiato scorciatoie. Genovese e tifoso blucerchiato, Rizzo ha esitato meno di un amen per lasciare l’amata Sampdoria (che l’avrebbe confermato) per buttarsi a corpo morto in un’avventura a Bologna. «Era un progetto che pensavo facesse per me» racconterà. Due stagioni, trentacinque gare (23+12) e zero gol. La Spal gli è venuta in soccorso: la carta del rilancio. Sta cercando di coglierla al volo, pure se anche in terra estense finora la maglia da titolare fa l’occhiolino e poi diventa sfuggente. «Intanto sono a quota due reti - precisava lui stesso nel post gara di Bergamo -, il doppio di quanto fatto finora in A». E giù un sorriso, divertito e divertente. Prima degli arcobaleni spallini, in effetti, per Rizzo un solo sigillo nella massima serie: il 2 novembre del 2014, contro la Fiorentina giocando per la Samp. “Al 42’ gol pazzesco di Luca Rizzo che salta Aquilani con una magia e mette il pallone sotto le gambe di Neto. E' 2 a 0” scrivono le cronache. Finirà 3-1 per i blucerchiati. E vedi, il destino: tra due settimane al Mazza sale proprio la Viola, sta a vedere che Rizzo raggiunge il suo top di realizzazioni in una stagione: 3 in C1 a Modena. Del resto, che limiti può avere l’arcobaleno? Che argini può porsi un centrocampista che può giocare sia destra che a sinistra e che, quando deve raccontarsi, sussurra: «Sto attento ai dettagli, non faccio tardi la sera. Però penso in grande: mi ispiro a Kakà».
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