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«La Bondi deve solo tornare a difendere e riavere Rush»

di Marco Nagliati
«La Bondi deve solo tornare a difendere e riavere Rush»

Basket A2. Giorni grigi tra nervosismo e voci di mercato Pasi: sbagliato atteggiamento non le questioni tecniche

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FERRARA. Può bastare un solo mese di campionato per mettere in discussione un progetto stagionale? Probabilmente non dovrebbe. Dalle parti della Bondi qualche scossone emotivo c’è, figlio di un paio di prestazioni esterne censurabili sotto il profilo dell’atteggiamento. Quindi, l’asse andrebbe spostato più a livello psicologico che tecnico. In realtà qualche spiffero anche legato al roster si sente, eccome. Viene evidenziata la mancanza di una combo guard statunitense. Non una novità, se è vero che a luglio non pochi commentatori l’avevano fatto notare. Ma se il primo ingaggio del Kleb è stato Erik Rush ed il secondo Riccardo Cortese, si presume siano state operazioni ponderate e figlie di un quadro tattico più ampio. Che ha portato ad una batteria di esterni interessante, certo non talentuosa ma tosta e complementare: Venuto, Panni, Moreno e Cortese che spesso giostra da guardia. Infine, servendo un lungo, s’è puntato su Hall che attualmente è il miglior rebounders del girone. Insomma, se in estate s’è scelta una strada non pare logico sconfessarla in toto appena trentotto giorni dopo.

Alla Bondi, ora come ora, serve un lungo da affiancare a Fantoni (in aggiunta, non al posto di qualcuno) e riavere sul parquet Rush. Poi, con l’assetto al completo, a gennaio si stilerà un bilancio. Quello che invece farà la società sta - per ora - nel regno dell’incertezza. Comprensibile che il presidente Bulgarelli sia indispettito dal ko di Udine, ma certi momenti grigi li ha già vissuti e la gestione passa anche attraverso una fiducia rinnovata. Suona l’allarme in casa estense, questo sì, ma forse il sibilo non è ancora così lancinante. «Io faccio un’analisi sui numeri - diceva ieri il ds Alessandro Pasi - e annoto che alla nostra classifica manca soltanto l’ipotetica vittoria di Imola. Perché con Fortitudo, Mantova e Udine si può anche perdere. Quello che non è accettabile, e che ci ha sorpresi, è stato l’atteggiamento mostrato domenica scorsa. Nelle precedenti sconfitte le squadra aveva lottato, in Friuli l’interpretazione è stata sbagliata».

«Di recente avevamo avuto segnali opposti sotto il profilo caratteriale, lo smarrimento di domenica scorsa è inspiegabile. Si può vincere o perdere con tutti in questo campionato, di certo vogliamo un gruppo combattivo. Poi, però, ricordiamolo: da quasi un mese stiamo regalando un Usa e non è cosa da poco». Erik Rush in settimana qualcosa di “agonistico” dovrebbe tornare a mettere nel serbatoio, parrebbe poco soprattutto per un cestista come lui che si aggrappa molto alla fisicità. Farlo giocare domenica con Orzinuovi sembra un rischio, grande. Se la Bondi avrà l’animus pugnandi mostrato nell’ultima interna (con Ravenna), fra quattro giorni potrà imporsi anche senza Rush.

Piuttosto, come affrontare le ululanti correnti di mercato? Lo spiega Pasi: «Sento e leggo di varie operazioni... In realtà ricordo che noi possiamo fare un solo movimento. Dopodiché sento mettere in discussione Rush: è infortunato e l’ultima che ha giocato è stato tra i migliori (con Bologna; ndr). Parliamo di Hall? Bene: è il miglior rimbalzista del campionato, segna 16 punti di media. Difende e non si sottrae al lavoro “sporco”: sta rispondendo. No, l’unica cosa adesso è riavere Rush e trovare la “quadratura” all’interno del nostro cerchio. Non è un buon momento sotto l’aspetto dell’atteggiamento: l’aspetto tecnico non c’entra. Dobbiamo ritrovare la nostra difesa arcigna».

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