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Le dirette concorrenti sono in piena crisi Trema un’altra panchina

Le dirette concorrenti sono in piena crisi Trema un’altra panchina

Benevento e Genoa hanno già cambiato allenatore, Sassuolo al bivio E con il Verona si chiude un poker di squadre in grandi difficoltà

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FERRARA. E le dirette concorrenti della Spal nella cosiddetta zona calda alla destra della classifica come stanno? Bene, ma non benissimo, verrebbe da dire. Escludendo per ora dalla mischia Chievo e Bologna, con i loro attuali e rispettivi 16 e 14 punti, possiamo notare che rimangono otto le squadre da prendere in considerazione nel bilancio dopo 12 giornate di campionato.

Dodici sono anche i punti di Udinese, Cagliari e Crotone. Lasciando un attimo da parte i calabresi, possiamo sostanzialmente dare quel segno più in termini di credito a friulani e sardi. Il motivo? Fino a questo momento hanno saputo sfruttare bene il fattore campo, visto che, per entrambe, tre vittorie delle quattro totali sono arrivate sui rispettivi terreni amici.

L’Udinese, dopo aver salvato la panchina di mister Gigi Delneri, ha anche una gara da recuperare, dopo il rinvio del match in trasferta con la Lazio di domenica scorsa. Inoltre i friulani, tra le ultime otto compagini del massimo campionato, vantano il miglior attacco con ben 18 reti segnate.

A Cagliari l’effetto Diego Lopez (subentrato a mister Rastelli quattro turni fa) si è già fatto sentire, con i sei punti conquistati alla Sardegna Arena.

Il Crotone continua a sorprendere. La squadra allenata dal bravo mister Davide Nicola è stata senza tanti dubbi privata di elementi importati rispetto allo scorso torneo, ma, nonostante questo, rimane assolutamente temibile per il carattere, il cuore, la grinta e l’organizzazione che mette in campo in ogni circostanza. Sabato i rossoblù hanno espugnato il “Dall’Ara”, ottenendo il secondo successo consecutivo prima di questa sosta, rimontando due volte il Bologna e, infine, sorpassandolo.

Dietro la Spal, con 8 punti, c’è il Sassuolo di un traballante Bucchi. I neroverdi anche nell’ultima partita persa con il Milan (terzo ko filato) hanno manifestato tutta la loro carenza nella costruzione di situazioni offensive e palle gol. Sono solo sei le reti messe a segno fino a questo momento, di cui soltanto una al “Mapei”. I nomi e la rosa sulla carta non sono da retrocessione, ma alla fine a parlare è sempre il campo e in questo momento i modenesi sono in aperta e dichiarata crisi: domenica 19 a Benevento si giocheranno molto.

Scendendo di un ulteriore gradino troviamo appaiate Genoa e Verona, che nelle 12 uscite hanno vinto soltanto una volta a testa. Dopo il derby perso in terra ligure, la società del grifone ha esonerato Ivan Juric, consegnando la guida della squadra al ravennate Davide Ballardini, che avrà il compito di risollevare un team in palese confusione soprattutto a “Marassi”. Quasi un paradosso. In quel di Verona sono da segnalare negativamente i 26 gol subiti (seconda peggior difesa) e le sole 8 reti realizzate, con capitan Pazzini usato ancora a intermittenza.

All’ultimo posto c’è il Benevento del nuovo mister De Zerbi (Baroni ha salutato tre turni fa). La squadra campana, nonostante la grande prestazione contro una distratta Juventus, è appena entrata dalla parte sbagliata della storia, eguagliando il Manchester United della stagione 1930-1931 che iniziò quella Premier League con 12 sconfitte filate, esattamente come quelle dei giallorossi. La nota positiva per le “streghe” è il rientro di Ciciretti: vedremo se dal suo mancino arriverà qualche segnale, magari proprio dal prossimo scontro diretto con il Sassuolo.(a.d.)

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