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La Viola alla Spal: «Vi mandiamo in B»

di Paolo Negri
La Viola alla Spal: «Vi mandiamo in B»

La Fiorentina non digerì la sconfitta nella finale De Martino 

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FERRARA. L’adrenalina del campionato è unica. Magica. Insostituibile. Per questo la pausa per il doppio impegno della Nazionale contro la Svezia (in palio la qualificazione a Russia 2018) ci rompe un po’. Domenica non si gioca, ma il pensiero è già fisso su Spal-Fiorentina, il 19, al “Paolo Mazza”. Biancazzurri e viola tornano ad affrontarsi dopo una vita, l’ultima sfida risale al 7 gennaio 1969, 1-0 per la Spal con gol del compianto Orlando Rozzoni. E si badi che dall’altra parte c’era una signora Fiorentina, con gente del calibro di Albertosi, Merlo, De Sisti, Chiarugi, Amarildo, Brugnera... Al ritorno, penultima di campionato, i viola presero la loro rivincita: 2-0 e Spal retrocessa in B, ininfluente la chiusura interna contro la Juventus. Da allora, per rivedere la serie A, a Ferrara abbiamo dovuto attendere questa stagione.
Quel Fiorentina-Spal ha una storia tutta sua. Sulla gara incombeva una promessa. Una minaccia. «Vi facciamo retrocedere». E così fu. L’anatema fu lanciato dai viola qualche giorno prima del match in Toscana del 5 maggio 1968. Ma perchè tanta acrimonia?
I fatti sono presto raccontati. La Spal era reduce dalla conquista del titolo italiano De Martino, in sostanza il massimo campionato giovanile dell’epoca, una sorta di vero e proprio torneo riserve, con tanti elementi - in ogni squadra - che si dividevano tra serie A e piano di sotto. I biancazzurri, allenati da Gibì Fabbri, nella finale di Salsomaggiore si cucirono lo scudetto battendo proprio la Fiorentina.
Gigi Pasetti, icona spallina, ricorda:
«Il lunedì (22 aprile 1968; ndr) giocammo contro il Napoli, vincendo 4-1 e qualificandoci per la finale. Appunto contro la Fiorentina, che affrontammo il giovedì, sempre a Salsomaggiore. Gara difficilissima, loro avevano gente come Superchi, Merlo, Chiarugi, ferrante, Esposito, Brugnera, tutti ormai in prima squadra... Anche per noi era così, con i vari Cipollini, Pomaro, Palazzese, Bertuccioli, Rizzato, de Bernardi. E c’ero anch’io. Al 90’ eravamo 0-0».

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Cosa successe poi, lo racconta sempre Pasetti:
«Non c’erano i rigori, solo i tempi supplementari. Il presidente Paolo Mazza non voleva che la partita si prolungasse, perchè la domenica (il 28 aprile 1968; ndr) eravamo attesi da un fondamentale confronto casalingo con l’Atalanta e, appunto, molti di noi giocavano già in prima squadra. Così, Mazza ci invitò a commettere un fallo da rigore prima dello scadere del match, proprio per evitare i supplementari. Ma noi non lo ascoltammo, volevamo vincere. E andammo all’extra time. La gara però non si sbloccò. Il verdetto, come usava all’epoca, fu affidato al lancio della monetina. La sorte ci fu amica, vincemmo noi. Campioni d’Italia, con merito. Giocavamo un gran calcio. Quelli della Fiorentina, però, non la presero bene. Per niente. Ricordo perfettamente. Uscendo dal campo ci gridarono: “Vi facciamo retrocedere!. Il riferimento era alla partita che di lì a poco si sarebbe giocata a Firenze, in campionato, in serie A».
Prima, in ogni caso, c’era l’Atalanta, a Ferrara. La Spal vinse, 1-0, gol a tempo scaduto di Arturo Bertuccioli. Terzo successo consecutivo, dopo analogo 1-0 al Cagliari di Boninsegna e Riva e identico punteggio a Mantova, rete di Paolino Stanzial, con il secondo tempo della partita mandato in onda dalla Rai e tutta Ferrara ad esultare e sperare.
Il 5 maggio, dunque, Fiorentina-Spal. Bassi, allenatore subentrato a stagione in corso e promosso proprio dopo l’ottimo lavoro condotto con i giovani, fece giocare i vari e già citati Superchi, Esposito, Ferrante e Chiarugi. Nella Spal, Cipollini, Pasetti, Bertuccioli, Palazzese... Ed i viola tennero fede alla loro minaccia di qualche giorno prima: 2-0, reti di due senatori quali il centravanti Mario Maraschi e Giancarlo “Picchio” De Sisti. Inutile l’ultima gara con la Juventus, come noto impostasi a Ferrara con il gol di papà Zigoni.
A distanza di tanti anni, comunque, Pasetti la prende con filosofia:
«Via, anche senza la sconfitta di Firenze saremmo retrocessi lo stesso... Certo che loro erano proprio arrabbiati».

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Cose di calcio, di un calcio di tempi belli e lontani. Sono state girate tante pagine, adesso è un’altra storia. Domenica 19 Spal e Fiorentina torneranno ad affrontarsi, in serie A, a Ferrara. Per motivi diversi, entrambe avranno bisogno di vincere. I viola, altalenanti e spesso deludenti, con una squadra inadeguata alla tradizione, sono reduci dalla sconfitta di Crotone e dalle quattro sberle interne prese dalla Roma. La Spal viene dal successo sul Genoa e dal probante pareggio di Bergamo. Per dare continuità, ed allontanarsi ancor più dal terz’ultimo posto (l’attuale vantaggio è di +3), la squadra di mister Semplici dovrebbe/vorrebbe imporsi. Se la Fiorentina ha perso a Crotone, perchè la Spal non dovrebbe crederci? Non ha forse i mezzi per farcela? Certo che li ha. La salvezza passa anche da risultati di questo tipo, contro formazioni di statura ritenuta superiore, con ambizioni diverse da quelle dei biancazzurri. Che hanno un vecchio dispetto da far scontare alla Fiorentina.

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