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«La Fiorentina, un amore trasmesso da mio padre»

di Maurizio Barbieri
«La Fiorentina, un amore trasmesso da mio padre»

Sante Baldini, dirigente nell’ambito delle cooperative di Filo, vive giorni speciali È tifoso dei gigliati ma si emoziona e lavora anche per la Spal dei Colombarini

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FERRARA. I ferraresi che tifano per la Fiorentina nella nostra provincia, si contano sulle dita di una mano. Fino a qualche anno fa esisteva il Viola Club Bondeno ma già da alcune stagioni non svolge più attività e sono rimasti soltanto alcuni sostenitori. Tra i tifosi della Viola c’è un nome particolarmente conosciuto non solo dalle nostre parti ma anche a livello regionale, in modo particolare nel mondo della cooperazione. Si tratta di Sante Baldini, 64 anni, filese doc, presidente onorario della Cooperativa Bracciante di Filo che tra le aziende satelliti vanta, tra l’altro, l’azienda vinicola la Garusola; nonché l’Albaverde che cura la manutenzione del tappeto erboso dello stadio Mazza e anche quelli del Centro di addestramento di via Copparo. Baldini, tra l’altro, è presidente della Strada dei Vini e dei Sapori di Ferrara e provincia.

Come è nata questa passione per la Fiorentina?

«È stato mio padre Walter a trasmettermela. Aveva fatto il militare a Firenze ed era andato a vedere qualche partita. Lì è scoccata la scintilla che poi l’ha trasmessa anche a suo fratello Francesco, a me e a mio cugino William e poi io ho contagiato anche mio figlio Andrea (attuale vice sindaco di Argenta; ndr)».

Da quanto tempo segue la squadra viola?

«Direi dalla fine degli anni Sessanta. Ricordo ancora il secondo scudetto vinto nel torneo 1968-69. Vado allo stadio a Firenze dagli anni Settanta e sono abbonato dall’inizio dagli anni Ottanta. I ferraresi non sono molti ma spesso vedo alcuni sostenitori viola di Bondeno. Talvolta la seguo anche in trasferta quando gioca a Bologna, a Verona, Parma e Cesena quando queste due squadre erano in serie A. Solo l’anno scorso ho interrotto per alcuni mesi, in quanto sono stato ricoverato in ospedale».

Domenica 19 novembre la Fiorentina arriverà a Ferrara dopo quasi 50 anni di assenza Per chi tiferà?

«Per me sarà una gara molto particolare. La prima volta che vedrò la Fiorentina a Ferrara, un campo che spesso l’ha vista sconfitta. Speriamo finisca in parità con parecchi gol diciamo un 2-2 o un 3-3. La Fiorentina quest’anno ha cambiato volto. Ci sono molti giovani. Ci vuole pazienza. Il pubblico fiorentino è esigente».

La seguirà accanto ai tifosi toscani?

«No. La vedrò con Giuseppe Ciani (l’attuale presidente della Cooperativa Braccianti; ndr) che è neutrale».

Chi può risolvere questa partita nelle file dei viola?

«La può risolvere la squadra nel suo complesso. Ci sono diversi giocatori in grado di sparigliarla, penso a Chiesa, Simeone, Thereau...».

E nella Spal?

«Premetto che in questo torneo non l’ho ancora vista in quanto spesso c’è stata concomitanza con le gare interne della Fiorentina e in altre occasioni ero impegnato per lavoro. L’attacco della Spal però è di primissimo piano».

Cambiamo discorso. Il terreno di gioco, dopo la gara con il Napoli, è stato messo sotto accusa da mister Sarri. A curarlo è la vostra consociata Albaverde.

«Le cose le abbiamo fatte correttamente. Il campo è stato allargato e sistemato da parte di un’altra azienda poi è subentrata Albaverde. Serviva un manto erboso pronto subito, i tempi erano stretti. Abbiamo fatto l’impossibile, tenendo conto che l’erba doveva attecchire in brevissimo tempo. Direi che non è affatto male. Il vicepresidente Fabrizio Vecchi segue queste dinamiche e mi informa puntualmente».

Albaverde è tra gli sponsor della Spal. Proseguirete anche il prossimo anno questa collaborazione?

«Stiamo discutendo per poter prolungare il contratto».

Non avete pensato di creare una linea di vini e in questo caso da dedicare alla Fiorentina o alla Spal?

«In questo caso nessun dubbio: la linea di vini sarà dedicata alla Spal. Quest’anno abbiamo lanciato i vini biologici ed una linea dedicata ai 500 anni dell’Ariosto. Le dirò che ci stiamo pensando. Il prossimo anno potremo essere in grado di lanciarla».

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