«Ha fatto tanta gavetta Io gli dico: palla in tribuna»
A 14 anni Leo era titolare nel Galluzzo: lo sostituivo per mantenere gli equilibri Prima a centrocampo e poi in difesa si vedeva che in campo comandava lui
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TAVARNUZZE (FI). La somiglianza tra i due è più che percepibile. La passione per il gioco del pallone è comune. E’ un rapporto intenso e genuino quello tra Leonardo Semplici e suo zio Luciano, storico allenatore (ancora in attività) nel calcio dilettantistico della zona toscana. Luciano Semplici, dalle undici a mezzogiorno, si reca tradizionalmente in pasticceria per la colazione e la lettura del giornale. Impruneta Tavarnuzze, Galluzzo, San Donato in Poggio, Isolotto, La Rondinella sono solo alcune delle società che hanno goduto del lavoro dello zio di mister Semplici che ha visto crescere calciatori come Balli, Flachi, Barzagli e Brienza. La storia familiare si lega anche nell’esperienza diretta del calcio, visto che Luciano ha allenato Leonardo a quattordici anni nei Giovanissimi all’Audace Galluzzo vincendo assieme un campionato senza subire alcun gol nelle trentatré partite giocate.
«L’ho messo io a centrocampo - spiega Luciano Semplici -, per me era molto bravo. Era un titolare, ma cercavo di trattarlo come tutti gli altri anche se era mio nipote. Quando lo ritenevo opportuno lo sostituivo proprio per mantenere equilibrata la situazione con il resto dei compagni. Come calciatore si è levato diverse soddisfazioni, ricordo ad esempio quando ha sfidato la Fiorentina da capitano del Grosseto, anche se sinceramente credo che avrebbe potuto fare molto di più. Comunque sia, sottolineo che in Leonardo si vedevano già da calciatore le attitudini dell’allenatore. In campo la squadra la comandava lui: prima dal reparto di centrocampo e poi dal centro della difesa quando venne arretrato in quel ruolo col passare degli anni».
Il passaggio alla carriera di trainer ha reso felice anche zio Luciano: «Non avrei mai immaginato un successo di questo tipo. Sarebbe stato troppo bello anche solo pensarlo, ma è tutto vero e sono davvero felice. Leonardo ha tanta serietà, competenza e anche esperienza ricevuta grazie al formante percorso del dilettantismo che lo ha portato a vedere il calcio nella maniera giusta e vera. Mio nipote ha sempre amato il bel calcio e i suoi principi di gioco sono quelli di far giocare bene la squadra».
«Allacciandomi a questo discorso mi sono sentito di dargli qualche consiglio, come quello di ricordarsi anche che una sana palla calciata in tribuna non fa mai male e a volte di badare al sodo perché i risultati si raggiungono anche in questo modo».
In questa stagione zio Semplici non ha ancora visto una partita dal vivo della Spal, ma non perde nemmeno un appuntamento in televisione e farà il possibile per essere presente nel match contro la Fiorentina. Ecco la sua opinione sul team biancazzurro: «Penso sia una buona squadra. Ha attraversato un momento negativo durante il quale a mio parere non si vedeva più quell’aggressività che si era vista nelle prime giornate che avevano forse un po’ rilassato la squadra. Paradossalmente quelli con Lazio e Udinese sono stati due risultati positivi per la classifica ma che hanno influito negativamente sulla psiche dei calciatori. Ora sono due giornate che si è rivista la solita grinta in campo e si è tornati sulla strada giusta. Spal-Fiorentina? Vorrei ovviamente che vincesse la Spal. La Fiorentina è in un momento un po’ particolare. Hanno dei punti deboli e se la Spal e Leonardo riusciranno a sfruttarli si potrebbe fare risultato». (a.d.)
«L’ho messo io a centrocampo - spiega Luciano Semplici -, per me era molto bravo. Era un titolare, ma cercavo di trattarlo come tutti gli altri anche se era mio nipote. Quando lo ritenevo opportuno lo sostituivo proprio per mantenere equilibrata la situazione con il resto dei compagni. Come calciatore si è levato diverse soddisfazioni, ricordo ad esempio quando ha sfidato la Fiorentina da capitano del Grosseto, anche se sinceramente credo che avrebbe potuto fare molto di più. Comunque sia, sottolineo che in Leonardo si vedevano già da calciatore le attitudini dell’allenatore. In campo la squadra la comandava lui: prima dal reparto di centrocampo e poi dal centro della difesa quando venne arretrato in quel ruolo col passare degli anni».
Il passaggio alla carriera di trainer ha reso felice anche zio Luciano: «Non avrei mai immaginato un successo di questo tipo. Sarebbe stato troppo bello anche solo pensarlo, ma è tutto vero e sono davvero felice. Leonardo ha tanta serietà, competenza e anche esperienza ricevuta grazie al formante percorso del dilettantismo che lo ha portato a vedere il calcio nella maniera giusta e vera. Mio nipote ha sempre amato il bel calcio e i suoi principi di gioco sono quelli di far giocare bene la squadra».
«Allacciandomi a questo discorso mi sono sentito di dargli qualche consiglio, come quello di ricordarsi anche che una sana palla calciata in tribuna non fa mai male e a volte di badare al sodo perché i risultati si raggiungono anche in questo modo».
In questa stagione zio Semplici non ha ancora visto una partita dal vivo della Spal, ma non perde nemmeno un appuntamento in televisione e farà il possibile per essere presente nel match contro la Fiorentina. Ecco la sua opinione sul team biancazzurro: «Penso sia una buona squadra. Ha attraversato un momento negativo durante il quale a mio parere non si vedeva più quell’aggressività che si era vista nelle prime giornate che avevano forse un po’ rilassato la squadra. Paradossalmente quelli con Lazio e Udinese sono stati due risultati positivi per la classifica ma che hanno influito negativamente sulla psiche dei calciatori. Ora sono due giornate che si è rivista la solita grinta in campo e si è tornati sulla strada giusta. Spal-Fiorentina? Vorrei ovviamente che vincesse la Spal. La Fiorentina è in un momento un po’ particolare. Hanno dei punti deboli e se la Spal e Leonardo riusciranno a sfruttarli si potrebbe fare risultato». (a.d.)
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