La Nuova Ferrara

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Le società a fini di lucro Passo indietro del Governo

di Davide Bonesi
Le società a fini di lucro Passo indietro del Governo

Proposta di legge del ministro Lotti per permettere di potersi dividere degli utili Il commercialista Bizzarri: sono favorevole, finalmente si potrà pensare al futuro

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FERRARA. Ad alcuni potrebbe sembrare un controsenso, chi pensa positivo guarderà al lato buono della vicenda e commenta “così si potranno fare più cose”, chi magari è più realista potrebbe commentare “cambia poco passare da 7.500 a 10.000 euro esentasse o essere a fini di lucro, bisogna ridurre le responsabilità e i rischi ai presidenti, perché si parla di dilettanti”. Giusto, si parla di dilettanti, però chi è alla guida di una Asd o di una Ssd dev’essere preparato come un professionista ormai da diversi anni, con responsabilità aumentate a dismisura, obblighi di conoscenze tecnologiche manco fossero laureati e - buon ultimo - anche l’obbligo di avere un defibrillatore in ogni impianto sportivo (campo, palestra o piscina) e una persona che lo sappia usare e sia presente quando c’è la competizione in corso. Tutto questo da dilettanti, che basano la propria attività sul volontariato. Il risultato? Tra multe dell’Agenzia delle entrate, sponsorizzazioni in calo e carenza di volontari ogni anno assistiamo ad un tracollo nelle iscrizioni, con il calcio a presentare i dati più negativi. E questo non solo a Ferrara o in regione, bensì in tutto il panorama nazionale.

Ed ecco la proposta del ministro dello sport Lotti per ridare entusiasmo al movimento: inserire nella Finanziaria la possibilità per le società dilettantistiche di tornare a dividersi degli utili. E chi pensa che questo è un controsenso, dalla sua può sempre dire che negli ultimi anni sono state multate numerose società dilettantistiche proprio per errori nei bilanci (sanzionate in particolare quelle che gestiscono sagre). Per capire cosa potrebbe succedere abbiamo interpellato Riccardo Bizzarri, commercialista e sindaco di Masi Torello, collaboratore del Coni e tramite l’Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) anche presidente del Centro studi tributaristi del nostro Paese: «Il passaggio da Asd (Associazioni sportive dilettantistiche, ndr) a profit a partire dal 2018, se palla la legge - commenta Bizzarri - è una rivoluzione epocale, perché permette anche allo sport dilettantistico di effettuare investimenti, ragionare in ottica futura e non anno per anno come fatto finora. Le multe partirono nel 2009, il mirino del Ministero delle finanze fu puntato su società e palestre, colpendo prima l’Umbria e poi la nostra regione. Le motivazioni però erano deboli, anche se molte società hanno pagato subito per timore di avere ulteriori conseguenze. Questa nuova legge, per quanto mi riguarda, è accolta con favore e il Ministero è in stretto contatto con il Coni, anche se di pratico c’è nulla, bisogna chiaramente attendere il sì delle Camere».

Quali effetti aspettarci? «Finalmente le società dilettantistiche potranno effettuare raccolte fondi e ragionare in termini di investimento. Sono favorevole, perché il mondo sportivo è cambiato notevolmente a questi livelli: non si è più di fronte a volontari puri, bensì a quello che definisco un volontariato specializzato, così una società a fini di lucro potrà guardare avanti con dei programmi che fino ad oggi non ha potuto fare. Una precisazione però, il codice del terzo settore per ora comprende coop e imprese sociali, associazioni di volontariato ma non sportive, quelle non si iscriveranno nel registro unico, perché sarà ancora più vantaggioso restare alla 398 (regime fiscale agevolato, ndr)».

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