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VERSO LA FIORENTINA/PARLA BRESCIANI 

«Semplici il valore aggiunto dei biancazzurri»

di Paolo Negri
«Semplici il valore aggiunto dei biancazzurri»

Il doppio ex: il mister è credibile, ha carisma e fa giocare bene una squadra che si salverà

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FERRARA. Il punto di contatto tra la Fiorentina Ye Ye del 1975/76 e la Spal galeoniana di metà anni ’80? Semplice: Carlo Bresciani.

Grande promessa viola (Gianni Brera lo definì «il miglior centravanti italiano) agli inizi, poi punto di riferimento biancazzurro sul finire di una carriera che avrebbe potuto dargli ben di più.

Domenica si giocherà Spal-Fiorentina, e Bresciani sarà spettatore del proprio passato, anche se la sfida non la vedrà in diretta ma al ritorno a casa dopo la partita del suo sempre più sorprendente Viareggio (ieri ha vinto a Savona, è secondo in classifica a un punto dalla vetta), di cui è allenatore in serie D.

Bresciani, l’avrebbe mai detto?

«Cosa? Spal-Fiorentina in serie A? No, se pensiamo che solo qualche anno fa ci vedevamo in tribuna a Prato, a Savona... Era impensabile che in così poco tempo la Spal ritrovasse una serie A lasciata da decenni. Sembra quasi un miracolo, se non fosse che dietro c’è il grande lavoro di società, staff tecnico, giocatori. Sono strafelice».

Sempre tifoso spallino...

«Le mie squadre sono tre: Fiorentina, Sampdoria e Spal. A Ferrara ho vissuto anni meravigliosi, in grande sintonia con Galeone, la città ed i tifosi. Non abbiamo vinto ma giocavamo un gran calcio, ed era una serie C stellare, con Bologna, Modena, Reggiana, Vicenza, Parma, e tanti grandi giocatori. Ho un ricordo stupendo, a Ferrara conservo tanti amici».

Ma lei era una creatura della Fiorentina.

«La squadra che mi ha cresciuto e lanciato in serie A. Feci un’ottima stagione, segnai alla Juventus sia all’andata che al ritorno, in quest’ultima gara feci la rete che valse il pareggio 1-1, in risposta a quella di Bettega. Avevo un grande allenatore come Mazzone. Avrei avuto piacere di restare più a lungo, invece la Fiorentina poi mi cedette alla Sampdoria. Ma i ricordi sono indelebili».

Come l’amicizia con Antognoni.

«Firenze lo ama ancora, come non ha amato nessuno. Con Giancarlo mi sento una volta a settimana e ci vediamo regolarmente. Un grande, in tutti i sensi».

La sua Fiorentina stenta un po’.

«È in un momento strano, non è continua e ciò le toglie sicurezza. Ha qualche buon giocatore, ma il pubblico di Firenze ti perdona nulla, a differenza di quello di Ferrara. D’altra parte, le abitudini sono diverse, come pure gli obiettivi. La Spal deve solo salvarsi».

Ce la farà?

«Senza dubbio. Gioca bene e poi in attacco ha elementi che possono sempre fare gol: se lasci un metro a Paloschi o Antenucci o Borriello, segnano. Sì, l’avvio non è stato eccezionale ma i valori sono quelli».

Chi le piace di più nella Spal?

«Facile dire Antenucci. Spendo il nome di Costa, ne sono innamorato: è bravo, intelligente, ha grande corsa e un ottimo piede. Mi spiace che si sia infortunato nei giorni scorsi. Un ragazzo che seguo da quando era al Pisa, scommetto sul suo futuro. Più in generale, credo che il valore aggiunto della Spal sia un altro».

E quale sarebbe?

«Leonardo Semplici. Persona squisita, grande intenditore di calcio, si fa voler bene dai giocatori, è credibile ed ha carisma: è fondamentale, per un tecnico, farsi seguire dallo spogliatoio. La forza di un allenatore è questa. L’obiettivo è la salvezza, tutti lavorano in quella direzione ed il pubblico aiuta ed aiuterà la squadra. E poi, ripeto, Semplici è fondamentale».

Vi conoscete?

«Certo. Quando allenava la Primavera della Fiorentina ho visto diverse partite, lavoravo come osservatore. Abbiamo avuto occasione di parlare diverse volte. Semplici è al primo anno di A ma è bravo, preparato, ha fatto la gavetta, dai campionati dilettantistici alla Primavera, con la Spal ha scalato tutti i gradini. È abile nel tradurre le sue idee senza artifizi, nel calcio c’è nulla da inventare. Lo considero l’allenatore ideale. Ho visto in tv anche l’ultima partita a Bergamo: grande gara, la Spal ha fatto ciò che doveva, l’Atalanta è apparsa in difficoltà più di quanto non lo fosse stata contro squadre più titolate dei biancazzurri. La Spal gioca da squadra. Ed è bello vederla in A, una grande soddisfazione. Tanti giovani ora saranno entusiasti, si saranno avvicinati alla squadra della loro città».

Domenica con la Fiorentina come finirà?

«Sarei contento di un bel pareggio, con tanti gol: 3-3, 4-4... Una gara spettacolare, che la gente si diverta».



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