Borriello, ecco la chance per tornare glamour
di Marco Nagliati
Una partenza spallina sotto i riflettori, con tanto di gol. Poi lo slancio s’è arrestato Arriva la Viola, fiore da cogliere con l’intenzione di riprendersi la vetrina
3 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Molto glamour, tanto social... Attualmente anche silente. Marco Borriello ha iniziato l’avventura alla Spal inseguendo un impossibile ingresso in “punta di piedi”. Difficile da confezionare perché l’attaccante napoletano fa ruotare attorno a sé (consapevolmente, tutto sommato) un universo trasversale sulla direttrice calcio-moda. In più ha personalità dirompente, per cui gli riesce difficile gironzolare ai margini. Sbarcato a Ferrara a poche ore dal debutto biancazzurro in campionato (20 agosto), Borriello ha pure tentato di non essere subito invasivo. Sorrisi, in quella serata romana, defilato dai fotografi. Un riscaldamento blando, poi la panchina. Ma dopo pochi giri di secondo tempo, mister Semplici l’ha messo rapidamente in pista. Come dire: tu hai esperienza e spalle larghe, guidaci in questo tratto d’avventura.
Solcare mari impervi piace, al Marco marinaio di tante bandiere. Sette giorni dopo, illuminato dalla passione di un popolo che riviveva la serie A dopo 49 anni, la prima da titolare e il gol. Pareva un destino scritto nella sua quasi banalità: Borriello preso per collezionare record (in rete con dodici squadre diverse, nessuno come lui e Nicola Amoruso) e accompagnare la Spal sul sentiero della tranquillità. Invece...
Ecco, invece accade altro. Che il centravanti si accartoccia un po’ sotto il profilo atletico, accusa qualche acciacco. Non brilla e non aiuta la squadra, la quale forse non aiuta lui. Tornano prepotenti lo slancio e la tecnica di Antenucci, Paloschi sgobba e sbuffa. Non entusiasma, eppure pare amalgamarsi meglio con “Anteseven7”. Morale, l’impensabile: Borriello va ai margini del progetto. Gioca, fornendo pure sussulti interessanti a dirla tutta, all’Allianz Stadium. Però con Genoa e Atalanta, duelli tosti con squadra estense in netta risalite emotiva, lui non ha un ruolo da primattore. Piace l’approccio con cui entra a gara in corso con i rossoblù, la rete ad ogni modo rimane un ricordo lontano: quasi tre mesi. Adesso, Borriello ha la chance per riprendersi in mano la Spal. Antenucci è ai box per un polpaccio dolente, Floccari forse pronto ad annusare l’aria del campionato ma non da buttare nella mischia. Bonazzoli ancora acerbo, probabilmente. Borriello a Ferrara ha collezionato dieci gettoni e un gol. Per uno che esibisce cifre da capogiro, poca cosa. La carriera parla: 433 partite da professionista, 127 realizzazioni. Marco sa, lo dice: «Un attaccante di una squadra che gioca per salvarsi deve andare almeno in doppia cifra».
Forse Borriello soffre questa astinenza. Ecco dunque la scelta di apparire il meno possibile quando si allena. Ecco tentare di non dare nell’occhio. Ma poi, come fai... Appena posta su Instagram, il circo mediatico che gli ruota attorno come un satellite lo spinge al top della visibilità. Di recente poche cose calcistiche pubblicate, giusto per far lievemente notare che non gli sta andando come vorrebbe. Così ecco un momento dedicato al golf, un saluto a Pirlo che dà l’addio al pallone, qualcosa d’altro che sa di furbo lancio pubblicitario. Sono più di sessantunomila i “mi piace” raccolti, centinaia i commenti. Dai, navigare sottocosta proprio non si può.
Girano già voci, lievi, che il mercato di gennaio potrebbe vederlo tra i protagonisti. Borriello si allena e carica il colpo. Arriva la Viola al Mazza, fiore da cogliere per rilanciarsi. La Spal ha bisogno di punti e personalità, di rabbia e orgoglio. La Fiorentina non è un avversario qualsiasi e dopo essersi trovato dietro le quinte, quale occasione migliore per rivivere una domenica da principe dell’area di rigore.
Solcare mari impervi piace, al Marco marinaio di tante bandiere. Sette giorni dopo, illuminato dalla passione di un popolo che riviveva la serie A dopo 49 anni, la prima da titolare e il gol. Pareva un destino scritto nella sua quasi banalità: Borriello preso per collezionare record (in rete con dodici squadre diverse, nessuno come lui e Nicola Amoruso) e accompagnare la Spal sul sentiero della tranquillità. Invece...
Ecco, invece accade altro. Che il centravanti si accartoccia un po’ sotto il profilo atletico, accusa qualche acciacco. Non brilla e non aiuta la squadra, la quale forse non aiuta lui. Tornano prepotenti lo slancio e la tecnica di Antenucci, Paloschi sgobba e sbuffa. Non entusiasma, eppure pare amalgamarsi meglio con “Anteseven7”. Morale, l’impensabile: Borriello va ai margini del progetto. Gioca, fornendo pure sussulti interessanti a dirla tutta, all’Allianz Stadium. Però con Genoa e Atalanta, duelli tosti con squadra estense in netta risalite emotiva, lui non ha un ruolo da primattore. Piace l’approccio con cui entra a gara in corso con i rossoblù, la rete ad ogni modo rimane un ricordo lontano: quasi tre mesi. Adesso, Borriello ha la chance per riprendersi in mano la Spal. Antenucci è ai box per un polpaccio dolente, Floccari forse pronto ad annusare l’aria del campionato ma non da buttare nella mischia. Bonazzoli ancora acerbo, probabilmente. Borriello a Ferrara ha collezionato dieci gettoni e un gol. Per uno che esibisce cifre da capogiro, poca cosa. La carriera parla: 433 partite da professionista, 127 realizzazioni. Marco sa, lo dice: «Un attaccante di una squadra che gioca per salvarsi deve andare almeno in doppia cifra».
Forse Borriello soffre questa astinenza. Ecco dunque la scelta di apparire il meno possibile quando si allena. Ecco tentare di non dare nell’occhio. Ma poi, come fai... Appena posta su Instagram, il circo mediatico che gli ruota attorno come un satellite lo spinge al top della visibilità. Di recente poche cose calcistiche pubblicate, giusto per far lievemente notare che non gli sta andando come vorrebbe. Così ecco un momento dedicato al golf, un saluto a Pirlo che dà l’addio al pallone, qualcosa d’altro che sa di furbo lancio pubblicitario. Sono più di sessantunomila i “mi piace” raccolti, centinaia i commenti. Dai, navigare sottocosta proprio non si può.
Girano già voci, lievi, che il mercato di gennaio potrebbe vederlo tra i protagonisti. Borriello si allena e carica il colpo. Arriva la Viola al Mazza, fiore da cogliere per rilanciarsi. La Spal ha bisogno di punti e personalità, di rabbia e orgoglio. La Fiorentina non è un avversario qualsiasi e dopo essersi trovato dietro le quinte, quale occasione migliore per rivivere una domenica da principe dell’area di rigore.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
