LA CURIOSITà
Il fratello Sandro sta volando con la Copparese «Bravo, merita»
FERRARA. Alessandro “Sandro” Baiesi. Semplicemente il Baio. Classe 1967, è il fratello minore di Gianluca. Spal tatuata sul cuore, grandissimo talento: era il “nuovo Rivera”, lanciato 16enne da...
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FERRARA. Alessandro “Sandro” Baiesi. Semplicemente il Baio. Classe 1967, è il fratello minore di Gianluca. Spal tatuata sul cuore, grandissimo talento: era il “nuovo Rivera”, lanciato 16enne da Galeone, nella memoria collettiva resta la sua sontuosa partita il giorno di Pasqua del 1986, 3-1 sul campo della Reggiana in un “Mirabello” ammutolito davanti alla classe del numero 10 spallino. Poi la carriera non è decollata, misteri del calcio.
Alessandro Baiesi oggi è l’allenatore della Copparese, allestita al risparmio e con un’infinità di giovani, brillantissima protagonista nel girone C di Promozione, in corsa - è seconda - per il salto di categoria. Soddisfatto per il comportamento della sua squadra, ieri mattina il Baio scherzava: «Se siamo là in alto con me allenatore, vuol dire che nel calcio capita proprio di tutto...». L’ironia e l’autoironia sono sempre state suoi cavalli di battaglia. Ma dietro la facciata ci sono tanti meriti personali, passione, competenza. Suo fratello Gianluca ieri confermava: «Sandro sta vincendo? Vedo, lo seguo. Spero che continui così fino al termine della stagione, meriterebbe il successo per l’impegno che profonde da anni. Ci mette l’anima, è bravo, e deve fare i conti con una realtà, quella del calcio dilettanti, cambiata radicalmente da quando ci giocavo io. All’epoca si era quasi semi-professionisti e giravano tanti soldi, adesso è tutto diverso. Ma per Sandro il calcio è questione di vita».(p.n.)
Alessandro Baiesi oggi è l’allenatore della Copparese, allestita al risparmio e con un’infinità di giovani, brillantissima protagonista nel girone C di Promozione, in corsa - è seconda - per il salto di categoria. Soddisfatto per il comportamento della sua squadra, ieri mattina il Baio scherzava: «Se siamo là in alto con me allenatore, vuol dire che nel calcio capita proprio di tutto...». L’ironia e l’autoironia sono sempre state suoi cavalli di battaglia. Ma dietro la facciata ci sono tanti meriti personali, passione, competenza. Suo fratello Gianluca ieri confermava: «Sandro sta vincendo? Vedo, lo seguo. Spero che continui così fino al termine della stagione, meriterebbe il successo per l’impegno che profonde da anni. Ci mette l’anima, è bravo, e deve fare i conti con una realtà, quella del calcio dilettanti, cambiata radicalmente da quando ci giocavo io. All’epoca si era quasi semi-professionisti e giravano tanti soldi, adesso è tutto diverso. Ma per Sandro il calcio è questione di vita».(p.n.)
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