Biancazzurri chiamati ad annullare il divario
Se le due difese si equivalgono (20 e 17 gol subìti), la forza offensiva è diversa 10 reti la Spal, 21 la Fiorentina: senza Antenucci serviranno altre risorse
FERRARA. La vita senza Antenucci. Per la Spal significheranno 2 gol e tanta qualità in meno. Domenica contro la Fiorentina sarà così, ed i biancazzurri dovranno attrezzarsi per trovare risorse e soluzioni al fine di forare la difesa della Fiorentina, e segnare. Missione possibile? Possibilissima, per carità. In fondo la Viola finora ha incassato 17 reti, appena 3 meno della Spal, il suo reparto arretrato è abbastanza criticato, non è proprio un esempio di impermeabilità. Ciò non toglie che la squadra di mister Semplici dovrà essere brava, molto, perchè la sua forza realizzativa per il momento non risulta tra le più performanti: 10 gol segnati, primato condiviso dallo stesso Antenucci con Paloschi e Rizzo (tutti a quota 2 reti, appunto), un totale di sette uomini a bersaglio (gli altri sono Borriello, Lazzari, Schiattarella e Viviani, tutti con 1 centro). Dopo 12 giornate di campionato, la media è di 0,83 gol segnati a partita. Mancando Antenucci, il potenziale sulla carta diminuisce.
Per imporsi contro la Fiorentina, la Spal dovrà ovviare a tale inconveniente e vincere il confronto a distanza col potere di fuoco della Viola, statisticamente ben maggiore. I toscani hanno realizzato 21 gol, 6º attacco del campionato (quello biancazzurro è il 16º), media di 1,75 a gara. Di più: hanno mandato in gol ben 10 uomini, e domenica dovrebbe rientrare il loro realizzatore principe, quel Cyril Thereau che ha segnato 4 reti con la Fiorentina cui vanno aggiunte le 2 (di cui 1 contro la Spal alla seconda giornata) in maglia Udinese prima del trasferimento a Firenze alla chiusura del mercato estivo. Simeone (4 gol come Thereau) sarà il terminale offensivo, occhio anche al centravanti di riserva (Babacar, averne...), alle ali (Chiesa e Gil Dias), ai centrocampisti (Benassi e Veretout) alle torri difensive (Astori e Pezzella). Un arsenale decisamente ricco.
Un rapporto di forze apparentemente squilibrato, ma in fondo è anche naturale che sia così, Spal e Fiorentina sono state costruite con budget e obiettivi ben diversi, è fin troppo banale ricordarlo. I biancazzurri con tutta probabilità riproporranno l’accoppiata offensiva Borriello-Paloschi, che per curriculum di gol ne vale molti: gente da doppia cifra in A, nelle proprie annate migliori. Principalmente a loro sarà affidata la forza d’urto che dovrà abbattere il metaforico muro fiorentino. Il punto di partenza? L’espressione collettiva del secondo tempo di Bergamo, quando la Spal ha saputo creare occasioni a iosa. È vero, contro l’Atalanta c’era Antenucci, che ha caratteristiche tecniche e tattiche diverse da quelle di Paloschi e Borriello. Che però, uno a fianco dell’altro, a Torino contro la Juventus avevano fatto bene, giocando - fino a quel momento - la loro miglior gara in maglia spallina (segnali poi confermati da Paloschi, con Borriello in panchina col Genoa ed a Bergamo). Domenica il filo si riannoderà, potranno riprendere il discorso. E, auspicabilmente, lasciare il segno.
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