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Il Milan a Napoli, Montella: «Una sfida bella e difficile»

Il Milan a Napoli, Montella: «Una sfida bella e difficile»

Il tecnico sull’anticipo di questa sera: «Dovremo limitare il loro possesso Servirà un’aggressione costante, cercando di tenere palla e di farli correre»

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MILANO. La panchina di Montella sembra non essere più a rischio e l'atmosfera a Milanello, alla vigilia della trasferta di Napoli, non è più quella da ultima spiaggia.

Così il tecnico ride lontano dai microfoni e in conferenza scherza sulla parola ‘scintilla’, evitando accuratamente di usarla («quando l'ho fatto non mi è mai andata bene»); fa tanti complimenti al Napoli («giocano il miglior calcio in Europa») ma mette in risalto quanto «le motivazioni altissime» per un big match come questo possano spingere il Milan a un'impresa: «Abbiamo le nostre carte, possiamo far loro male». In una partita, per dirla alla Montella, «di difficoltà e bellezza». La difficoltà, tanto da cambiare modulo e passare a un inedito 4-4-1-1, deriva dall'avversario: «Il Napoli è una squadra di valore assoluto - sottolinea Montella - che nelle ultime 38 partite ha conquistato 97 punti. Conta la nostra sicurezza e la nostra fiducia, dovremo limitare il loro possesso palla con una aggressione costante. E cercare di tenere noi il palleggio e farli correre». La bellezza invece è figlia di quella voglia di accorciare il divario (13 punti) da chi è in testa, sfatando il tabù che vede il Milan sempre sconfitto negli scontri diretti: «Vogliamo riportare il Milan - l'aspettativa di Montella - a competere per le prime posizioni. Ci vorrà tempo ma siamo qui per questo, per portare questi duelli alla pari come erano in passato». Una fiducia condivisa anche da Mirabelli, con cui Montella «si confronta quotidianamente sul mercato» perché «ogni rosa è migliorabile»: «Il Milan - le parole cariche di speranza del ds - sta bene, abbiamo grande fiducia nei nostri ragazzi, sappiamo che il Napoli è una grande squadra e che dovremo mettere tutto e di più per fare un risultato positivo. Siamo ottimisti, ora abbiamo un'altra marcia». Una marcia che spera di ingranare anche la nuova proprietà che sta cercando di rifinanziare attraverso un prestito con Highbridge il debito di 303 milioni contratto col fondo Elliott: la figura di Yonghong Li resta al centro di voci ed inchieste. L'ultima, del New York Times, getta ombre sul giacimento di fosforo, indicato nel curriculum di Li come il suo principale asset, che apparterrebbe a una società che ha cambiato quattro padroni in due anni e per due volte a titolo gratuito. Il NY Times inoltre sottolinea i guai giudiziari della famiglia di Li, con padre e fratello arrestati per truffa. Il club non replica ma fa notare uno scambio di persona nella foto legata all'articolo sulla versione online, immagine che ritrae l'executive director David Han Li e non il presidente del Milan.

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