IL PROFILO
Un vero segugio per Corvino sui campi di tutta Europa
FERRARA. Lele Maestri è una di quelle figure spontanee, competenti, genuine e ben note nel panorama calcistico ferrarese. Per tantissimi anni (dal 1993 al 2012) è stato l’osservatore di fiducia di...
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FERRARA. Lele Maestri è una di quelle figure spontanee, competenti, genuine e ben note nel panorama calcistico ferrarese. Per tantissimi anni (dal 1993 al 2012) è stato l’osservatore di fiducia di Pantaleo Corvino, attuale direttore generale dell'area tecnica della Fiorentina. “Lelinho” - così viene chiamato in maniera confidenziale dagli amici e dai tanti ex calciatori allenati nel panorama giovanile e dilettantistico ferrarese - ha sostanzialmente trascorso la sua carriera professionale da talent scout sguinzagliato proprio dalla Fiorentina sui campi e nei centri sportivi di mezza Europa. In maniera particolare in Francia, e pure in Svizzera, Austria, Slovenia, Belgio e non solo. Una vita trascorsa sul suo camper a macinare chilometri per settimane, a visionare talenti. Nessun viaggio in prima classe o hotel di lusso. Il suo metodo è sempre stato quello.
Maestri incontrò Pantaleo Corvino per la prima volta a Cento nel ritiro del Casarano di mister Maurizio Viscidi. Da lì i due partirono insieme alla volta di Castel di Sangro a visionare una partita. Quello tra l’osservatore ferrarese ed il dirigente viola è sempre stato un rapporto di grande fiducia, stima e collaborazione. Lele faceva ricerca di base su giovani giocatori emergenti: osservava partite, allenamenti, provava a capire il più possibile del carattere dei ragazzi, li relazionava, procurava le immagini dei visionati e passava le informazioni a Pantaleo Corvino. Così nacquero, ad esempio, le storie di Jovetic, Ljajic, Seferovic, Kuzmanovic, Lepiller, Cuadrado (dal Lecce dove Corvino ha aperto una parentesi della sua carriera) e diversi altri. Nomi importanti. Senza dimenticare che all’epoca giovanissimi talenti furono visionati da Maestri senza però che la Fiorentina - per diverse motivazioni - riuscisse ad aggiudicarsi le loro prestazioni: Pogba, Brahimi e Matuidi su tutti.
Ora Maestri e Corvino continuano a sentirsi in maniera amichevole per quattro chiacchiere sul calcio. (a.d.)
Maestri incontrò Pantaleo Corvino per la prima volta a Cento nel ritiro del Casarano di mister Maurizio Viscidi. Da lì i due partirono insieme alla volta di Castel di Sangro a visionare una partita. Quello tra l’osservatore ferrarese ed il dirigente viola è sempre stato un rapporto di grande fiducia, stima e collaborazione. Lele faceva ricerca di base su giovani giocatori emergenti: osservava partite, allenamenti, provava a capire il più possibile del carattere dei ragazzi, li relazionava, procurava le immagini dei visionati e passava le informazioni a Pantaleo Corvino. Così nacquero, ad esempio, le storie di Jovetic, Ljajic, Seferovic, Kuzmanovic, Lepiller, Cuadrado (dal Lecce dove Corvino ha aperto una parentesi della sua carriera) e diversi altri. Nomi importanti. Senza dimenticare che all’epoca giovanissimi talenti furono visionati da Maestri senza però che la Fiorentina - per diverse motivazioni - riuscisse ad aggiudicarsi le loro prestazioni: Pogba, Brahimi e Matuidi su tutti.
Ora Maestri e Corvino continuano a sentirsi in maniera amichevole per quattro chiacchiere sul calcio. (a.d.)
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