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caso nazionale: conte non si butta via 

Ventura, l’addio: «Ho dato tutto Le cause del flop? Tante verità»

ROMA. Passato e (possibile) futuro della guida tecnica azzurra si intrecciano, in attesa che il Consiglio federale di lunedì sveli le proposte del presidente Tavecchio, e ne sveli il destino. Da una...

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ROMA. Passato e (possibile) futuro della guida tecnica azzurra si intrecciano, in attesa che il Consiglio federale di lunedì sveli le proposte del presidente Tavecchio, e ne sveli il destino. Da una parte Gian Piero Ventura ha salutato i tifosi della nazionale, mescolando all'amarezza per la mancata qualificazione al Mondiale del 2018 qualche polemica («Le sconfitte, soprattutto quelle più dolorose, non si possono spiegare con una sola verità»). Dall'altra Antonio Conte - uno dei candidati con Carlo Ancelotti, Claudio Ranieri e Roberto Mancini - non ha chiuso all'ipotesi di un ritorno, nonostante sia legato al Chelsea fino al giugno 2019. «Sono giorni difficili e di dispiacere», è l'addio di Ventura. «Ho lavorato con tutto me stesso: non sono riuscito là dove ero convinto di farcela alla guida di un gruppo di ragazzi che non smetterò mai di ringraziare. Nel calcio, le vittorie sono sempre il prodotto del merito di tanti. Allo stesso tempo le sconfitte più dolorose non si possono spiegare con una sola verità: bisogna dare risposte ad una lunga serie di interrogativi». Conte giudica la mancata qualificazione «un mezzo disastro. La Figc deve prendersi il tempo necessario per risolvere i problemi».



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