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CALCIO SERIE A

Spal, il pari ha un sapore amaro

Spal, il pari ha un sapore amaro

Biancazzurri avanti con Paloschi nel primo tempo e raggiunti da un gol di Chiesa nel finale 

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FERRARA. La Spal andava alla ricerca del tris di risultati utili consecutivi. La Fiorentina cercava di fare punti dopo due sconfitte di fila. Alla fine ne esce un pareggio agrodolce soprattutto per i biancazzurri che hanno condotto a lungo e si sono fatti raggiungere più che per la forza dei viola per un atteggiamento globalmente troppo passivo nel corso della ripresa. Comunque la squadra è viva ed il segnale incoraggiante è questo.

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Mister Semplici non si discosta dal suo copione: il ballottaggio sul modulo viene risolto a favore della conferma del 5-3-2. Al centro della difesa c’è il recuperato Vicari; a centrocampo rientra Schiattarella che ha scontato la squalifica; tandem offensivo Paloschi-Borriello. Out, come noto, gli infortunati Costa e Antenucci. Fiorentina col 4-3-3, Pioli preferisce Olivera a Biraghi come terzino sinistro. Confermate le altre indicazioni, assenti Badelj e Thereau (in ripresa dai rispettivi guai muscolari). Chiesa, come prevedibile, agisce sul lato di Lazzari, per tentare di costringere all’indietro il laterale spallino, che però dopo 40 secondi dà gas in faccia al rivale, supera tutti, arriva sul fondo e mette palla in mezzo: capita la musica? C’è passo, e la Spal gioca, esce bene. Manca la precisione nell’ultimo passaggio.

Felipe sfiora il gol raccogliendo la punizione laterale di Viviani, Sportiello dice no. Borriello partecipa molto alla manovra, si muove, accorcia, difende palla, riparte: bene. Pioli inverte fascia a Chiesa e Gil Dias, poi li cambia di nuovo, quindi dà loro facoltà di spaziare. La gara è viva, sostanzialmente equilibrata, ma non decolla: nessun tiro su un fronte come sull’altro, squadre attente a non concedersi spazio. Il possesso palla è però sempre più viola. La Spal rischia. Grassi perde la sfera, si innesca l’azione ospite, fraseggi anche in area, carambola e Chiesa mette in rete ma il centro viene annullato per un fuorigioco. Meno male.

Di sicuro la Spal non scintilla ma è solida, pratica. Viviani si spreme in un lavoro di copertura. Borriello e Paloschi lottano. I biancazzurri la interpretano di baionetta, reclamano un rigore su Paloschi (abbracciato in area). Ed infine passano con lo stesso ex atalantino, rapace nel bruciare Pezzella e spedire dentro dopo il palo colto da Felipe su punizione di Viviani. Il popolo reclama un altro penalty per improvvida uscita di Sportiello su Borriello. La Spal giustifica il vantaggio.

Nella ripresa Pioli cambia subito modulo mettendo il centravanti Babacar per il terzino sinistro Olivera, con Chiesa che viene arretrato: assurdo. Nella Spal c’è Oikonomou al posto dell’acciaccato Salamon. Viola tambureggianti, Gomis vince il duello senegalese con Babacar compiendo una gran parata rasoterra. I biancazzurri non devono farsi schiacciare troppo, e non sprecare contrattacchi come quello precedente di Lazzari. Semplici mette Floccari (accolto da un’ovazione) in luogo di Borriello, ed il 10 entra subito nel vivo invitando Mattiello sul cui suggerimento Paloschi raddoppia: urlo strozzato, è fuorigioco. Pioli le tenta tutte, dentro il trequartista Saponara. La partita è nella sua fase decisiva. Il pubblico fa sentire il suo ruggito d’incoraggiamento.

Non basta, perchè la Spal è eccessivamente chiusa ed anche se a lungo non rischia, dai e dai c’è sempre il pericolo che esca una giocata destabilizzante. Infatti. La Fiorentina la trova sull’asse Chiesa (più accentrato, ovvio)-Simeone-Chiesa, col figlio d’arte che si presenta solo davanti a Gomis e lo infila. Quando cerchi solo di contenere, capita. E dopo la Spal non trova più le risorse per invertire il corso del match, spingere, cercare il gol del successo. Peccato, con un baricentro un po’ più avanzato si poteva portare a casa una vittoria di inestimabile valore. Così, certo, c’è il terzo risultato utile di fila, ma per come è maturato resta un po’ di amaro.

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