Il Chievo perde i pezzi Mediana da inventare
Infortunato e operato Castro, squalificato per due turni il regista Radovanovic Ma la squadra di Maran ha identità e solidità oltre a tantissima esperienza
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FERRARA. Il Chievo Verona è una delle poche formazione partecipanti al massimo campionato ad aver mantenuto per il 90% la medesima rosa rispetto alla scorsa stagione. Si tratta di una particolarità da tenere assolutamente in considerazione. La squadra allenata da mister Rolando Maran non sarà di certo la più giovane o spettacolare del campionato, ma ha parecchie doti da mettere in campo. Una di queste è proprio l’esperienza data sia dalla carta d’identità dei suoi calciatori ma anche dai tanti anni di conoscenza tra il gruppo. Anche il sistema di gioco non subisce mai alcuna variazione e i meccanismi sono ultra rodati. È sempre 4-3-1-2, con qualche piccola parentesi di 4-3-2-1 con un trequartista in più e una punta in meno.
Non c’è molto da scoprire del Chievo, che si pone come squadra ostica, quadrata, ordinata e pericolosa durante la navigazione completa dei novanta minuti. Il team da anni si salva in maniera tranquilla anche grazie alle pressoché zero pressioni a cui (non) sono sottoposti i ragazzi gialloblù. In questo momento del torneo i clivensi si trovano a quota 17 punti, nella parte sinistra della graduatoria al pari della Fiorentina e del Bologna. Il tutto grazie a 4 successi e 5 pareggi, 4 le sconfitte.
Sul campo amico del “Bentegodi”, il Chievo ha un perfetto equilibrio nei tre segni in schedina con 2 vittorie (Fiorentina, Hellas Verona), 2 pareggi (Atalanta, Napoli) e 2 sconfitte (Lazio, Milan). Nelle ultime due uscite la truppa di Maran ha collezionato due pareggi pesantissimi. Il primo a reti bianche tenendo testa e concedendo poco e niente contro la capolista Napoli e l’ultimo, proprio domenica, sul difficile campo del Torino con Baselli che ha ripreso il vantaggio veronese firmato dal finlandese Hetemaj, amico e connazionale di Vaisanen. A garantire il pareggio ci ha pensato anche il sempreverde Stefano Sorrentino, autore di una prodezza con la parata sul rigore calciato dal “gallo” Belotti.
Sono due però le note dolenti che il Chievo ha riportato a casa dalla trasferta in Piemonte. La prima è il grave infortunio del “Pata” Castro. Il calciatore argentino (fantastico e famoso talento musicale a tempo libero con voce e chitarra) è uscito dal campo in lacrime toccandosi il ginocchio: lesione del legamento collaterale, operazione e lunga indisponibilità. La seconda è l’espulsione del regista della squadra, Ivan Radovanovic, che ieri è stato squalificato per due giornate e che dunque, così come il suo collega biancazzurro Viviani, sarà costretto ad assistere al match dalla tribuna. Innegabile sottolineare che il Chievo si troverà dunque privo di due terzi del suo centrocampo titolare, con il solo Hetemaj che potrebbe occupare il ruolo di mezzo sinistro.
Al centro potrebbe esserci spazio per Nicola Rigoni, mentre come mezz’ala destra sarà ballottaggio tra il giovane Depaoli e Bastien. Come esterni difensivi dovrebbero essere confermati Cacciatore e Gobbi, mentre al centro della difesa sono da valutare gli eventuali rientri di Gamberini e Dainelli, costretti al forfait proprio nell’ultima uscita e sostituiti da Tomovic e Cesar. Davanti sicuro dell’impiego è senza dubbio Inglese (4 gol fino a questo momento; già ceduto al Napoli, raggiungerà i partenopei a gennaio) che avrà come spalla uno tra Meggiorini, Pucciarelli e Pellissier, con Stepinski più defilato nell’ordine dei ballottaggi. Il solito Birsa agirà sulla trequarti.(a.d.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non c’è molto da scoprire del Chievo, che si pone come squadra ostica, quadrata, ordinata e pericolosa durante la navigazione completa dei novanta minuti. Il team da anni si salva in maniera tranquilla anche grazie alle pressoché zero pressioni a cui (non) sono sottoposti i ragazzi gialloblù. In questo momento del torneo i clivensi si trovano a quota 17 punti, nella parte sinistra della graduatoria al pari della Fiorentina e del Bologna. Il tutto grazie a 4 successi e 5 pareggi, 4 le sconfitte.
Sul campo amico del “Bentegodi”, il Chievo ha un perfetto equilibrio nei tre segni in schedina con 2 vittorie (Fiorentina, Hellas Verona), 2 pareggi (Atalanta, Napoli) e 2 sconfitte (Lazio, Milan). Nelle ultime due uscite la truppa di Maran ha collezionato due pareggi pesantissimi. Il primo a reti bianche tenendo testa e concedendo poco e niente contro la capolista Napoli e l’ultimo, proprio domenica, sul difficile campo del Torino con Baselli che ha ripreso il vantaggio veronese firmato dal finlandese Hetemaj, amico e connazionale di Vaisanen. A garantire il pareggio ci ha pensato anche il sempreverde Stefano Sorrentino, autore di una prodezza con la parata sul rigore calciato dal “gallo” Belotti.
Sono due però le note dolenti che il Chievo ha riportato a casa dalla trasferta in Piemonte. La prima è il grave infortunio del “Pata” Castro. Il calciatore argentino (fantastico e famoso talento musicale a tempo libero con voce e chitarra) è uscito dal campo in lacrime toccandosi il ginocchio: lesione del legamento collaterale, operazione e lunga indisponibilità. La seconda è l’espulsione del regista della squadra, Ivan Radovanovic, che ieri è stato squalificato per due giornate e che dunque, così come il suo collega biancazzurro Viviani, sarà costretto ad assistere al match dalla tribuna. Innegabile sottolineare che il Chievo si troverà dunque privo di due terzi del suo centrocampo titolare, con il solo Hetemaj che potrebbe occupare il ruolo di mezzo sinistro.
Al centro potrebbe esserci spazio per Nicola Rigoni, mentre come mezz’ala destra sarà ballottaggio tra il giovane Depaoli e Bastien. Come esterni difensivi dovrebbero essere confermati Cacciatore e Gobbi, mentre al centro della difesa sono da valutare gli eventuali rientri di Gamberini e Dainelli, costretti al forfait proprio nell’ultima uscita e sostituiti da Tomovic e Cesar. Davanti sicuro dell’impiego è senza dubbio Inglese (4 gol fino a questo momento; già ceduto al Napoli, raggiungerà i partenopei a gennaio) che avrà come spalla uno tra Meggiorini, Pucciarelli e Pellissier, con Stepinski più defilato nell’ordine dei ballottaggi. Il solito Birsa agirà sulla trequarti.(a.d.)
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