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Paloschi, voglia di gol e di rimettersi in gioco «Sul pezzo fino alla fine»

Paloschi, voglia di gol e di rimettersi in gioco «Sul pezzo fino alla fine»

In estate arrivò in terra estense con l’idea di tornare protagonista Sta diventando indispensabile e da ex affronta una sfida emozionante

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FERRARA. Non può di certo essere una settimana come tutte le altre per Alberto Paloschi. L’attaccante lombardo, uomo del momento Spal, vuol continuare a cavalcare l’onda biancazzurra anche contro la squadra che gli ha dato la consacrazione nel calcio italiano. Eh si, perché quella tra Chievo e Spal di sabato sarà una gara assolutamente particolare per “Paloschino”, chiamato a realizzare la classica profezia del “gol dell’ex”. Il bomber classe 1990 è arrivato alla Spal dopo due esperienze non particolarmente felici con Swansea e Atalanta, ma prima di queste aveva scritto pagine significative per gli almanacchi della piccola realtà clivense.

Arrivato a Verona in prestito con successiva compartecipazione dal Milan nell’estate del 2011, Paloschi è rimasto a calcare i campi del Centro Sportivo di Veronello e del Bentegodi fino al gennaio 2016 quando le sue valigie partirono in direzione Galles (Premier League). Sarà di certo emozionato Paloschi a cimentarsi nel contesto opposto a quello che l’ha visto protagonista con la maglia del Chievo di oltre centocinquanta presenze (compresa la Coppa Italia) e quarantacinque segnature complessive. Non è dato sapersi se il numero 43 in caso di gol esulterà con la sua classica corsa verso la bandierina, se lo farà in maniera moderata o se proprio non esulterà davanti al suo ex pubblico, ma quel che è sicuro è che l’attaccante spallino sta vivendo un momento di fiducia notevole, aiutato anche da una condizione fisica parsa finalmente a più che discreti livelli.

Corpo e mente, dunque, al servizio del team di mister Semplici che ha finalmente colto segnali del vero Paloschi dopo un avvio di campionato con qualche difficoltà. Il primo dei tre gol realizzati fino a questo momento, datato 1 ottobre nel match interno con il Crotone, potrebbe realmente esser stato il vero spartiacque della sua stagione. Proseguita poi con la prestigiosa marcatura del 25 ottobre allo “Stadium” juventino e condita dall’ultima rete contro la Fiorentina. Tre gol molto simili (i primi due sostanzialmente uguali). Tre gol “alla Paloschi”, che dimostra di aver studiato ogni minimo particolare del suo idolo Pippo Inzaghi. Tre gol all’interno dell’area piccola da vero opportunista, da rapace e da attaccante nato per pulire i palloni sporchi che finiscono nei pressi della porta avversaria. Gli stessi (pochi) centimetri dalla linea di porta: con il Crotone “l’assistenza” era stata di Antenucci, con la Juve di Mattiello (e tanti saluti al capitano della Svizzera Lichtsteiner) e per finire con i “viola” la spinta in porta proveniente dal palo colpito da Felipe. Paloschi c’è. E’ reattivo e continua ad avere «una fame di gol allucinante e un’enorme voglia di rimettersi in gioco». Citazione tratta dalla conferenza di presentazione datata 8 luglio. In quella circostanza l’attaccante aggiunse un pensiero sulla lotta salvezza, ipotizzando uno scenario che si sta rivelando piuttosto realistico: «Penso che questo campionato sarà molto complicato perché vedo sei o sette squadre che potrebbero essere potenzialmente coinvolte nella lotta salvezza. Ho quasi sempre giocato per questo obiettivo, quindi so bene che anche un punto o una palla giocata diversamente possono fare tutta la differenza del mondo. Abbiamo l’obbligo di stare sul pezzo fino alla fine e conquistare l’obiettivo in tutti i modi». Intanto, complici l’indisponibilità di Antenucci e la squalifica di Borriello, Paloschi potrebbe far coppia con il rientrante Sergio Floccari: i due avevano esordito assieme dal primo minuto nell’uscita d’esordio stagionale a Roma contro la Lazio.

Alessio Duatti



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