il lupo di mare
Pellissier goleador eterno nato a Ferrara «Che emozioni»
FERRARA. Se Alberto Paloschi è il “giovane esperto” che cerca di rilanciare una carriera che può ancora promettere cose belle, Sergio Pellissier è il navigato lupo di mare che non teme navigazione...
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FERRARA. Se Alberto Paloschi è il “giovane esperto” che cerca di rilanciare una carriera che può ancora promettere cose belle, Sergio Pellissier è il navigato lupo di mare che non teme navigazione alcuna. Trentotto anni, da ventuno calciatore professionista. E da quindici leader (nonché capitano) del Chievo. Se in gialloblù è trascorsa la parte sostanziale dell’avventura, la rampa di lancio è stata Ferrara. Due campionati alla Spal (2000-2002) con 44 gettoni di presenza e 18 marcature. Un biennio fondamentale per la vita e la carriera, che gli valse l’approdo in pianta stabile a Verona. Da lì, un’infinita ondata di emozioni. Di record e di capacità di soffrire; di scommesse vinte, con la qualità di avere sempre un colpo in canna capace di stupire. In grado di spegnere le riflessioni di coloro che non lo ritenevano all’altezza. Ora parte dalla panchina, sovente piazza la stilettata: vedi la zampata per la vittoria (3-2) nel derby veronese del 22 ottobre. Insomma, uno che sa dare il colpo di coda. Del resto scandisce 486 match col Chievo e 134 gol.
L’anno scorso, a Pasqua, venne invitato al Mazza. Ospite d’onore, mentre la Spal rimontava il Trapani (2-1) e annusava aria di serie A. Pellissier riconobbe un suo simile: Antenucci, autore di una doppietta. Sabato, purtroppo, “Anteseven7” non ci sarà. Quel giorno di aprile, Pellissier non nascose il suo affetto biancazzurro: «Sono forse più emozionato adesso rispetto a quando giocavo a Ferrara - disse -. Sono passati tantissimi anni e l’entusiasmo vedo che è cresciuto. Mi auguro che ci possa essere ancora tanto nel futuro della Spal, perché la gente di Ferrara merita di tornare in alti palcoscenici». Ecco, lo scenario adesso è effettivamente importante. E Sergio deve sfidare una fetta di passato. (m.na.)
L’anno scorso, a Pasqua, venne invitato al Mazza. Ospite d’onore, mentre la Spal rimontava il Trapani (2-1) e annusava aria di serie A. Pellissier riconobbe un suo simile: Antenucci, autore di una doppietta. Sabato, purtroppo, “Anteseven7” non ci sarà. Quel giorno di aprile, Pellissier non nascose il suo affetto biancazzurro: «Sono forse più emozionato adesso rispetto a quando giocavo a Ferrara - disse -. Sono passati tantissimi anni e l’entusiasmo vedo che è cresciuto. Mi auguro che ci possa essere ancora tanto nel futuro della Spal, perché la gente di Ferrara merita di tornare in alti palcoscenici». Ecco, lo scenario adesso è effettivamente importante. E Sergio deve sfidare una fetta di passato. (m.na.)
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