Spal, inizia un mese in salita Il via sabato
di Marco Nagliati
Chievo, Cittadella e Roma: settimana di fuoco Poi fine andata con gare toste e scontri diretti
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FERRARA. Pare quasi di assaporarlo, almeno un po’, quel gusto di pandoro o panettone. Quel goccio di spumante che fa tanto Natale e Capodanno. Del resto, luminarie e prodotti commerciali a tema sono davanti agli occhi. Ma per la Spal, il cammino, è invece distante da lustrini e paillette. Anzi, la formazione biancazzurra è attesa da un mese sì da fuochi d’artificio ma sulla carta decisamente poco godibile. Intanto, ecco l’antipasto: sette giorni di tour de force da affrontare con un organico condizionato da infortuni e squalifiche. Sabato a Verona col Chievo, martedì 28 al Mazza col Cittadella per la Coppa e venerdì 1 dicembre all’Olimpico con la Roma. Già questo è un percorso ricco di tranelli. Poi, se vogliamo alzare lo sguardo verso quel che resta del tragitto fino al villaggio natalizio, arrivano le trappole Verona (caldissimo scontro diretto al di là della meteorologia) e Benevento (altro match salvezza dal valore doppio). Il 23 dicembre a Ferrara sbarca il Torino e il 30 c’è niente meno che la lanciatissima Sampdoria di mister Giampaolo. «Ci aspettavamo qualche punto in più - diceva martedì il presidente Mattioli -, ma resteremo in A». In effetti, qualche punticino in aggiunta all’attuale graduatoria non sarebbe stato un paracadute inutile. Vuoi perché per effetto degli ultimi risultati il margine sulla zona salvezza s’è leggermente assottigliato (ora è +1 sul Genoa), vuoi appunto in considerazione dell’approssimarsi di un mesetto con tendenza neve.
Guardia altissima
Il primo step è su un campo nobile contro una squadra che invece non richiama un concetto glamour. Che è, tuttavia, la matricola più insidiosa degli ultimi due lustri di serie A. Figlia di un quartiere di Verona, dependance della gloriosa Hellas, la creatura della famiglia Campedelli rimane sempre a galla. Non perde spesso i confronti diretti, talvolta azzecca l’acuto con le big. Costantemente sottostimata, ogni stagione non solo si salva ma alza un muro tra sé e la zona pericolo. Anche quest’anno è così: mister Maran bada al sodo e porta a casa punti. In porta l’esperienza di Sorrentino, in retroguardia la solidità di Gamberini e Gobbi. Poi Birsa, un Meggiorini che corre per quattro e il talento di Inglese. Per dire: al Bentegodi il Napoli ha fatto 0-0 un paio di settimane fa. Il Chievo ha 16 tornei di A nel curriculum, la Spal cammina da matricola. Se vuole spuntarla deve essere quella vista a Bergamo nella ripresa: gamba lesta, tackle tonici e un filo di coraggio. Come sa essere spesso il Chievo operaio. Al seguito dei biancazzurri, a ieri, 1450 tifosi.
L’intermezzo
Martedì 28 al Mazza, ore 18, l’intermezzo con la Coppa Italia che - di per sé - sarebbe pure stuzzicante: potrebbe proiettare la Spal agli ottavi di finale del 14 dicembre a Roma contro la Lazio. Un ulteriore passaggio sul red carpet del calcio italiano, una spruzzata di autostima. Il guaio è che la partita col Cittadella sollecita un organico spallino ridotto, causa infermeria un filino affollata. Poi, tre giorni dopo, c’è la Roma dietro l’angolo. Senza trascurare che anche il Cittadella è espressione di un calcio di frazione che ha preso il sopravvento sul capoluogo di provincia (Padova, in questo caso). Il “Citta” è, in B, quello che il Chievo rappresenta per la A. Naviga sottocosta e poi va all’arrembaggio. Punta sui giovani, parte regolarmente per salvarsi poi altrettanto di norma dimora in zona playoff. L’altra sera ha schiantato l’ex capolista Palermo per 3-0. Con nonchalance. Sabato riceve l’ostica Salernitana, poi metterà piede a Ferrara per divertirsi e puntare allo sgambetto. Del resto, ricordiamo, nel terzo turno ha fatto fuori il Bologna. L’ex spallino Pierobon, ora preparatore dei portieri del Cittadella, al Mazza sa sempre cosa fare.
I lupi dei record
La settimana spallina (da sabato a venerdì 1 dicembre), si chiuderà con un viaggetto nella tana dei lupi giallorossi. Che in campionato stanno lentamente, risultato dopo risultato, candidandosi al ruolo di pretendenti allo scudetto. Ambizioni figlie di un cammino che potrebbe ritoccare i record del club. Genoa, prossimo avversario, e Spal sono le potenziali candidate al ruolo di vittime. Spiegazione: la squadra di mister Di Francesco, qualora battesse rossoblù e biancazzurri, raggiungerebbe quota 36 punti dopo quattordici partite giocate (i romanisti devono recuperare la sfida con la Sampdoria della terza giornata). Il primato appartiene alla Roma “targata” Garcia (2013/14): 34 punti nelle prime quattordici uscite di campionato. Ecco, non bastassero gli stimoli tricolori, questa pattuglia trascinata da Nainggolan e sorretta dai colpi di Dzeko ha pure la sollecitazione di entrare nel libro mastro della storia romanista. Mister Semplici recupererà gli squalificati Viviani, Oikonomou e Borriello e siamo al limite per il rientro di Antenucci. In attesa delle celebrazioni per i 110 anni spallini (il clou il 10 dicembre al Mazza col Verona), ce n’è abbastanza da pedalare da oggi a venerdì 1.
Guardia altissima
Il primo step è su un campo nobile contro una squadra che invece non richiama un concetto glamour. Che è, tuttavia, la matricola più insidiosa degli ultimi due lustri di serie A. Figlia di un quartiere di Verona, dependance della gloriosa Hellas, la creatura della famiglia Campedelli rimane sempre a galla. Non perde spesso i confronti diretti, talvolta azzecca l’acuto con le big. Costantemente sottostimata, ogni stagione non solo si salva ma alza un muro tra sé e la zona pericolo. Anche quest’anno è così: mister Maran bada al sodo e porta a casa punti. In porta l’esperienza di Sorrentino, in retroguardia la solidità di Gamberini e Gobbi. Poi Birsa, un Meggiorini che corre per quattro e il talento di Inglese. Per dire: al Bentegodi il Napoli ha fatto 0-0 un paio di settimane fa. Il Chievo ha 16 tornei di A nel curriculum, la Spal cammina da matricola. Se vuole spuntarla deve essere quella vista a Bergamo nella ripresa: gamba lesta, tackle tonici e un filo di coraggio. Come sa essere spesso il Chievo operaio. Al seguito dei biancazzurri, a ieri, 1450 tifosi.
L’intermezzo
Martedì 28 al Mazza, ore 18, l’intermezzo con la Coppa Italia che - di per sé - sarebbe pure stuzzicante: potrebbe proiettare la Spal agli ottavi di finale del 14 dicembre a Roma contro la Lazio. Un ulteriore passaggio sul red carpet del calcio italiano, una spruzzata di autostima. Il guaio è che la partita col Cittadella sollecita un organico spallino ridotto, causa infermeria un filino affollata. Poi, tre giorni dopo, c’è la Roma dietro l’angolo. Senza trascurare che anche il Cittadella è espressione di un calcio di frazione che ha preso il sopravvento sul capoluogo di provincia (Padova, in questo caso). Il “Citta” è, in B, quello che il Chievo rappresenta per la A. Naviga sottocosta e poi va all’arrembaggio. Punta sui giovani, parte regolarmente per salvarsi poi altrettanto di norma dimora in zona playoff. L’altra sera ha schiantato l’ex capolista Palermo per 3-0. Con nonchalance. Sabato riceve l’ostica Salernitana, poi metterà piede a Ferrara per divertirsi e puntare allo sgambetto. Del resto, ricordiamo, nel terzo turno ha fatto fuori il Bologna. L’ex spallino Pierobon, ora preparatore dei portieri del Cittadella, al Mazza sa sempre cosa fare.
I lupi dei record
La settimana spallina (da sabato a venerdì 1 dicembre), si chiuderà con un viaggetto nella tana dei lupi giallorossi. Che in campionato stanno lentamente, risultato dopo risultato, candidandosi al ruolo di pretendenti allo scudetto. Ambizioni figlie di un cammino che potrebbe ritoccare i record del club. Genoa, prossimo avversario, e Spal sono le potenziali candidate al ruolo di vittime. Spiegazione: la squadra di mister Di Francesco, qualora battesse rossoblù e biancazzurri, raggiungerebbe quota 36 punti dopo quattordici partite giocate (i romanisti devono recuperare la sfida con la Sampdoria della terza giornata). Il primato appartiene alla Roma “targata” Garcia (2013/14): 34 punti nelle prime quattordici uscite di campionato. Ecco, non bastassero gli stimoli tricolori, questa pattuglia trascinata da Nainggolan e sorretta dai colpi di Dzeko ha pure la sollecitazione di entrare nel libro mastro della storia romanista. Mister Semplici recupererà gli squalificati Viviani, Oikonomou e Borriello e siamo al limite per il rientro di Antenucci. In attesa delle celebrazioni per i 110 anni spallini (il clou il 10 dicembre al Mazza col Verona), ce n’è abbastanza da pedalare da oggi a venerdì 1.
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