La carica dei 2000 “Bentegodi” invaso
Il popolo vuole la vittoria esterna: in A manca dall’aprile ’68
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FERRARA. Tanti. Tantissimi. Ancora una volta. I tifosi della Spal sosterranno massicciamente i biancazzurri anche in occasione della trasferta di domani a Verona con il Chievo.
I numeri? Importanti. Il rendiconto di ieri sera parlava di 1.721 biglietti già acquistati dai sostenitori biancazzurri. Vedremo la cifra alla chiusura odierna, ma si può già dire che si tratterà della terza maggior affluenza stagionale in campo esterno.
Il record si è raggiunto con i 4.500 tifosi recatisi a Bologna per il derby di metà ottobre. Poi gli oltre 3.000 che hanno assistito alla gara di Milano con l’Inter. Quindi, come detto, ci sarà l’esodo di domani a Verona. In quarta posizione gli oltre 1.400 recatisi allo Stadium di Torino per Juventus-Spal. Alla prima giornata, all’Olimpico in occasione del match con la Lazio, i supporters ferraresi erano più di 1.300. “Solo” 1.000 a San Siro per Milan-Spal e circa 800 a Bergamo in occasione dell’ultima trasferta, con l’Atalanta. Ma l’orario era particolare, e le condizioni meteo certo non invogliavano.
Verona è dietro l’angolo o quasi, si tratta di una delle trasferte più comode. Il “Bentegodi” è stato platea della storica promozione in C1 in occasione dello spareggio contro la Solbiatese nel 1991 (il 16 giugno), ma per il resto ha riservato tante amarezze: dalla retrocessione in C1 sancita il 13 giugno 1993 nonostante la vittoria 2-1 sul Verona, alla sconfitta nella finale play off col Como nel 1994. Senza dimenticare i due ko contro lo stesso Chievo in occasione dei due unici precedenti. Ma non sono queste cose a spaventare i tifosi della Spal, che si preparano ad un sostegno incredibile alla squadra di mister Semplici, che vogliono spingere al quarto risultato utile di fila. E di appoggio ci sarà bisogno, visto quanto è “rognoso” il Chievo, formazione espertissima, arcigna, organizzata, poco propensa allo spettacolo ma difficilissima da superare (ne sa qualcosa lo stesso Napoli).
In ogni caso, considerando che i tifosi clivensi non sono certo numerosi, c’è da scommettere che la torcida biancazzurra si farà sentire come e più di quella locale. Va detto che la Spal ha una tifoseria unica, eccezionale, che praticamente ha vinto tutti i confronti di questo campionato con gli schieramenti avversari, anche in stadi monumentali e con affluenze corposissime. I cori del popolo spallino si sono levati alti e continui ovunque, i colori hanno sempre dipinto e caratterizzato le curve, si è assistito a grandissimi spettacoli su e giù per l’Italia. Sarà così anche domani.
Poi la gente potrà pensare alla nuova trasferta romana, per il match con la Roma. Ma prima c’è questa tappa, importantissima per il cammino in campionato della Spal. Fare risultato significherebbe tantissimo: come l’anno scorso in ottica promozione, anche in questa stagione per puntare alla salvezza la continuità può risultare l’elemento capace di fare la differenza. I tifosi biancazzurri lo sanno, ci credono e vogliono accompagnare la prima vittoria esterna del campionato. Che, se conseguita, avrebbe un qualcosa di storico, la prima in A dal 14 aprile 1968, 1-0 a Mantova. Il popolo è numeroso ed ha fede.
I numeri? Importanti. Il rendiconto di ieri sera parlava di 1.721 biglietti già acquistati dai sostenitori biancazzurri. Vedremo la cifra alla chiusura odierna, ma si può già dire che si tratterà della terza maggior affluenza stagionale in campo esterno.
Il record si è raggiunto con i 4.500 tifosi recatisi a Bologna per il derby di metà ottobre. Poi gli oltre 3.000 che hanno assistito alla gara di Milano con l’Inter. Quindi, come detto, ci sarà l’esodo di domani a Verona. In quarta posizione gli oltre 1.400 recatisi allo Stadium di Torino per Juventus-Spal. Alla prima giornata, all’Olimpico in occasione del match con la Lazio, i supporters ferraresi erano più di 1.300. “Solo” 1.000 a San Siro per Milan-Spal e circa 800 a Bergamo in occasione dell’ultima trasferta, con l’Atalanta. Ma l’orario era particolare, e le condizioni meteo certo non invogliavano.
Verona è dietro l’angolo o quasi, si tratta di una delle trasferte più comode. Il “Bentegodi” è stato platea della storica promozione in C1 in occasione dello spareggio contro la Solbiatese nel 1991 (il 16 giugno), ma per il resto ha riservato tante amarezze: dalla retrocessione in C1 sancita il 13 giugno 1993 nonostante la vittoria 2-1 sul Verona, alla sconfitta nella finale play off col Como nel 1994. Senza dimenticare i due ko contro lo stesso Chievo in occasione dei due unici precedenti. Ma non sono queste cose a spaventare i tifosi della Spal, che si preparano ad un sostegno incredibile alla squadra di mister Semplici, che vogliono spingere al quarto risultato utile di fila. E di appoggio ci sarà bisogno, visto quanto è “rognoso” il Chievo, formazione espertissima, arcigna, organizzata, poco propensa allo spettacolo ma difficilissima da superare (ne sa qualcosa lo stesso Napoli).
In ogni caso, considerando che i tifosi clivensi non sono certo numerosi, c’è da scommettere che la torcida biancazzurra si farà sentire come e più di quella locale. Va detto che la Spal ha una tifoseria unica, eccezionale, che praticamente ha vinto tutti i confronti di questo campionato con gli schieramenti avversari, anche in stadi monumentali e con affluenze corposissime. I cori del popolo spallino si sono levati alti e continui ovunque, i colori hanno sempre dipinto e caratterizzato le curve, si è assistito a grandissimi spettacoli su e giù per l’Italia. Sarà così anche domani.
Poi la gente potrà pensare alla nuova trasferta romana, per il match con la Roma. Ma prima c’è questa tappa, importantissima per il cammino in campionato della Spal. Fare risultato significherebbe tantissimo: come l’anno scorso in ottica promozione, anche in questa stagione per puntare alla salvezza la continuità può risultare l’elemento capace di fare la differenza. I tifosi biancazzurri lo sanno, ci credono e vogliono accompagnare la prima vittoria esterna del campionato. Che, se conseguita, avrebbe un qualcosa di storico, la prima in A dal 14 aprile 1968, 1-0 a Mantova. Il popolo è numeroso ed ha fede.
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