La Nuova Ferrara

Sport

Quando Spal e Chievo vincevano i tornei di C1

di Paolo Negri
Quando Spal e Chievo vincevano i tornei di C1

Sfide incrociate e biancazzurri promossi in B nel 91/92, gialloblù nel 93/94 Giocava Maran, ora mister veronese: ubriacato al Mazza, granitico al Bentegodi

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Nella stagione 1991/92, campionato di C1, la Spal arrivò prima e conquistò la promozione in B. Il Chievo ottenne un lusinghiero 7º posto, preludio al grande salto che sarebbe avvenuto da lì a poco. Era infatti l’annata 1993/94 quando, sempre in C1, i clivensi misero in fila Mantova, Spal, Bologna e Como, stravincendo il torneo e conquistando una storica ascesa in B. Poi non si sarebbero fermati.

All’epoca chi avrebbe mai immaginato di assistere ad una sfida Chievo-Spal in serie A? I gialloblù erano espressione di un quartiere di Verona, e venivano guardati - nella migliore delle ipotesi - come una simpatica meteora. Per i biancazzurri, poi, erano anni turbolenti, tra immediata retrocessione dalla B, finale play off persa (proprio nella stagione del trionfo clivense) ed i problemi extra calcio del presidente Donigaglia.

Il Chievo, tra l’altro, non portava bene alla Spal. Almeno a Verona. Come ricordato già ieri, due vittorie su due per i gialloblù. Che al centro della loro retroguardia schieravano un certo... Rolando Maran, difensore di lungo corso, bandiera locale (dal 1986 al 1995 in maglia Chievo, 280 presenze e 11 gol). Quello del 93/94 era il Chievo di Malesani, ed a Verona i gialloblù vinsero 1-0, gol di quel Tamagnini che già col Valdagno in C2 amava castigare la Spal. Maran vestiva la maglia numero 5, baluardo insuperabile là dietro. Come nel ’92, quando il Chievo battè 2-0 la Spal interrompendone la serie di 11 risultati utili di fila. Ma quell’anno sarebbe stata la squadra di Gibì Fabbri a vincere la corsa e salire in B.

Maran ed il Chievo erano stati ubriacati a Ferrara nel match d’andata, 5-1, doppiette di Bottazzi e Labardi. Maran aveva il 6, prese una bambola terrificante.

Ma il calcio, come la vita, è un lungo fiume che porta sempre dove è destino che si debba arrivare. Maran e il Chievo sono arrivati in alto, i gialloblù in A, il mister pure - ed alla loro guida - dopo un percorso da allenatore in altre piazze. La Spal, dal canto suo, ha infine terminato una cinquantennale traversata del deserto ed ora ritrova i veronesi per una sfida che si annuncia tanto importante quanto difficile. Non si può parlare di scontro salvezza in senso stretto, perchè il Chievo è un gradino sopra, non è squadra che si batte solo per la sopravvivenza, respira aria pulita ad una quota interessante e ormai è stra-consolidata in A, da anni: la società di Campedelli è un esempio di gestione e programmazione.

Il Chievo è ad immagine di Maran: duro, ostico, poco propenso allo spettacolo, solido. Alla Spal il compito di aprire delle crepe nel sistema veronese. Per fare risultato. E, in prospettiva, continuare a camminare al fianco del Chievo, in A. Sarebbe, per l’una come per l’altra, come rivincere quei campionati del 91/92 e del 93/94. Mica poco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google