Spal, la rabbia della società: sveglia, ora siamo in A
Simone Colombarini usa parole molto dure nei confronti della sua squadra. Il patron: qui si doveva fare risultato, in questa categoria non basta un tempo
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VERONA. «Pesante. Molto pesante». Sono questi i termini con cui inizia la conversazione post partita con il patron spallino Simone Colombarini, decisamente contrariato per la partita della Spal e usa toni con consueti per lui. «Se vogliamo salvarci - analizza -, questi sono campi nei quali dobbiamo fare dei punti. Abbiamo fatto un bellissimo primo tempo, uno dei migliori della stagione, se non il migliore in assoluto. Poi abbiamo giocato un secondo tempo molto brutto, uno dei peggiori, se non il peggiore in assoluto. Dal 10’ abbiamo proprio smesso di giocare, non siamo riusciti a creare pericoli, abbiamo concesso campo all’avversaria, abbiamo difeso malamente, con errori grossolani che ci sono costati le due reti».
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Ma Colombarini va oltre: «Con tutto il rispetto per il Chievo - spiega il patron spallino -, questa era una trasferta nella quale era possibile fare risultato. Ad un certo punto saremmo stati anche rammaricati di portarne a casa uno solo e addirittura torniamo a mani vuote. Siamo molto delusi».
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Calo fisico della Spal? «Io non penso davvero che si possa parlare di questo, anche oggi (ieri, ndr) sono state fatte tutte le sostituzioni, sono stati impiegati giocatori che altre volte non erano in campo, quindi questo non credo proprio che possa essere un alibi. Ripeto, è stata una questione di atteggiamento generale, abbiamo avuto le occasioni per chiuderla, ci siamo fatti poi riprendere e non siamo riusciti a reagire, non giocando più. L’amaro in bocca è davvero molto forte, siamo spariti dal campo e c’è molta delusione per la prestazione. In questa categoria sappiamo tutti che giocare un tempo non basta: dobbiamo sempre avere la concentrazione al massimo livello, perché alla prima occasione gli avversari possono punirti. Ho visto un calo vistoso di qualità nella prestazione e questo al Chievo non lo si può concedere».
Difesa sul banco degli imputati: «Non voglio fare nomi - analizza Colombarini -, è sempre spiacevole farlo in queste situazioni; tutta la squadra mi è piaciuta davvero poco. Se qualcuno pensa che un tempo così sia sufficiente non ha ancora capito la categoria in cui siamo arrivati a giocare».
La proprietà in settimana si farà sentire con la squadra? «Non è proprio mia abitudine andare nello spogliatoio a parlare con la squadra, lo farà sicuramente il presidente Mattioli, il quale è sicuramente molto amareggiato - per usare un eufemismo - per la prestazione e il risultato»».
In compenso pubblico ancora superlativo... «C’è nulla da dire, i tifosi sono stati meravigliosi anche qui, fanno sempre la loro parte e incitano i ragazzi sino alla fine. Sarebbe ora che venissero ripagati con risultati migliori degli attuali».
A partire dalla gara di venerdì in casa della Roma? «Se non fai punti in queste gare che sembrano accessibili, occorre poi andare a provarci in campi che sulla carta sembrano troppo ostici».
Andrea Tebaldi
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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