IL PUNTO
Tanto di buono non è bastato. Gravissimo perdere così
dall’inviato Paolo Negri
VERONA. Pregustavamo un pezzo celebrativo. Il piacere di raccontare la prima vittoria esterna della Spal in serie A a distanza siderale dall’ultima, nell’aprile del 1968 a Mantova. I presupposti c’era...
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VERONA. Pregustavamo un pezzo celebrativo. Il piacere di raccontare la prima vittoria esterna della Spal in serie A a distanza siderale dall’ultima, nell’aprile del 1968 a Mantova. I presupposti c’erano tutti: che grande prestazione, quella fornita dai biancazzurri nel primo tempo di ieri contro il Chievo. Dominio totale, superiorità nettissima, vantaggio meritato, presupposti e occasioni per il 2-0.
Bene. Anzi, male: non solo la Spal non ha vinto, ma non ha nemmeno portato a casa il punto. Incredibile. Gravissimo perdere una partita del genere, a lungo giocata nettamente meglio rispetto ad avversari che di un gioco sono privi. La Spal ha fallito occasioni che alla fine hanno inciso enormemente. Ma in crisi c’è andata con l’ingresso di Sergio Pellissier, che ha cambiato il volto e le dinamiche del match. Possibile? Possibile che una sola mossa ed un solo uomo possano aver fatto crollare il castello biancazzurro?
Evidentemente sì. E bisognerà ragionare su questa improvvisa fragilità, sullo smarrirsi, sul concedere campo, sul permettere la rimonta locale. Il turno era favorevolissimo, vincere avrebbe significato tanto, ma proprio tanto, in termini di classifica, di lotta salvezza, di capitale fiducia. Così, invece, tutto si complica, sotto ogni punto di vista, pur se la situazione resta sotto controllo e la graduatoria avrà un volto preciso solo stasera.
Cosa bisogna fare? Concentrarsi sull’appuntamento di venerdì a Roma. Ripartire dal tanto di molto buono visto nel primo tempo e per un pezzettino di ripresa. Saper concretizzare le occasioni. E pensare al mercato di gennaio, per sfoltire la rosa ed ingaggiare un uomo per reparto. Uomini indispensabili alla causa.
Bene. Anzi, male: non solo la Spal non ha vinto, ma non ha nemmeno portato a casa il punto. Incredibile. Gravissimo perdere una partita del genere, a lungo giocata nettamente meglio rispetto ad avversari che di un gioco sono privi. La Spal ha fallito occasioni che alla fine hanno inciso enormemente. Ma in crisi c’è andata con l’ingresso di Sergio Pellissier, che ha cambiato il volto e le dinamiche del match. Possibile? Possibile che una sola mossa ed un solo uomo possano aver fatto crollare il castello biancazzurro?
Evidentemente sì. E bisognerà ragionare su questa improvvisa fragilità, sullo smarrirsi, sul concedere campo, sul permettere la rimonta locale. Il turno era favorevolissimo, vincere avrebbe significato tanto, ma proprio tanto, in termini di classifica, di lotta salvezza, di capitale fiducia. Così, invece, tutto si complica, sotto ogni punto di vista, pur se la situazione resta sotto controllo e la graduatoria avrà un volto preciso solo stasera.
Cosa bisogna fare? Concentrarsi sull’appuntamento di venerdì a Roma. Ripartire dal tanto di molto buono visto nel primo tempo e per un pezzettino di ripresa. Saper concretizzare le occasioni. E pensare al mercato di gennaio, per sfoltire la rosa ed ingaggiare un uomo per reparto. Uomini indispensabili alla causa.
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