La Nuova Ferrara

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Con mani calde e gran cuore la Bondi brilla

di Marco Nagliati
Con mani calde e gran cuore la Bondi brilla

Nell’ultimo quarto 6 triple spezzano il match Treviso cade dopo una bella battaglia

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FERRARA. Nel festival delle emozioni, dopo l’ultima curva sdrucciolevole, la Bondi esce in derapata e piega una Treviso orgogliosa ma non corale. Ieri era la serata di Ebeling: è stata la giornata della ferraresità. Bel pubblico, gran tifo, super battaglia. Nella sintesi estrema della classifica emerge la 3ª vittoria consecutiva del Kleb (4º successo nelle ultime cinque), colta con caparbietà e fiammate di pura benzina. Per 10’ Ferrara è pallida, forse deve ancora smaltire sbornia ed euforia di Forlì: poco reattiva sui cambi difensivi e sulle seconde palle che rimbalzano senza padrone. La De’ Longhi prova immediatamente a ruggire e, in effetti, va avanti. Mette in moto Brown (2-10 con 7 punti del colored), inserisce Antonutti (17-20 all’intervallo). Allunga sul “+10” (17-27 al 12’) ma non dà l’impressione di avere in mano la maniglia della partita. Perché alla lunga gli ospiti hanno poca pazienza nella circolazione (e coach Pillastrini se ne duole in conferenza stampa), poi perché la Bondi sale di tono. Moreno esprime un basket solido e lucido, Fantoni nel “pitturato” tiene sia su Brown che su Antonutti (uno fisico, l’altro portato all’allontamento di tecnica), Hall va a sprazzi però quando conta c’è: soprattutto nei primi 20 difficili minuti, dopodiché lascia spazio agli altri ma la zampata che lascia il segno la rifila eccome. Soprattutto, il Kleb è trascinato da un Cortese che cammina sulle acque. “Captain Ricky” spreme una doppia dimensione offensiva mostruosa: attacca il ferro nell’area affollata, così come fionda triple devastanti. Panni e Venuto hanno orchestrato la regia assecondando la vena del capitano.

E sono proprio i tiri da tre, quando appunto sul rettilineo del traguardo si arriva con il 56-58, a far pendere il piatto della bilancia. Per 7’ dell’ultimo quarto si segna soltanto da oltre l’arco dei 6,75. La Bondi ne insacca 6 (3 Cortese, poi Rush nel suo unico cesto ma fondamentale; quindi Panni e Hall, ecco il graffio); Treviso risponde dapprima per le rime (Musso, Fantinelli e Negri), infine spara senza costruire e subisce il break che permette agli estensi di mettere in cassaforte il bottino (74-65 al 38’). È stata una fiera: uno sfidarsi tra talento e faccia tosta, voglia di vincere e pathos. Prima dei fuochi d’artificio, è stata una partita a scacchi tra Martelossi e Pillastrini: io alzo il quintetto, tu ti abbassi... Tu metti Antonutti pivot e io manda la palla sotto a Fantoni che è più grosso. Tu metti Fantoni su Brown e io cerco di chiamarlo fuori...

Quando la Bondi ha perfezionato rotazioni e raddoppi, Treviso ha perso palloni e “sporcato” le percentuali. E bravi i ferraresi, fino al 30’, a cercare sempre i lunghi. Con l’accortezza di alternare Cortese e Rush, quasi mai assieme sul parquet. Dal 25’ al 32’ Ferrara non è riuscita a sgommare, mancando il colpo d’ala (una persa, un tiro sciocco gratuito). Infine, la gragnuola: il “+9”. Non solo “bombe”, bensì ranghi serrati e - adesso sì - zompi feroci sui palloni vaganti. Treviso si avvicina (78-75) ma non è in bonus, quindi commette falli e Ferrara rimane col pallone in mano: niente lunetta. Epperò, persa Bondi: Imbrò frettoloso sbaglia il pari da tre. Hall mette i liberi della sicurezza. La classifica brilla come a Natale.



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