È una Roma grandi numeri E ammicca allo scudetto
La formazione di Di Francesco è cresciuta in fretta e ora fa paura anche alle big Domenica una frenata inattesa: per i biancazzurri l’ostacolo sembra molto alto
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FERRARA. Chi l’avrebbe mai detto? Forse nessuno. O probabilmente in pochi. Vedere la Roma nei pianti alti del campionato in lotta per le primissime posizioni e con l’ipotecato passaggio del turno agli ottavi di Champions League è una sorpresa. Stiamo parlando, infatti, di una squadra che durante l’estate è rimasta orfana del suo storico capitano Francesco Totti (diventato dirigente), di Salah e Rudiger volati in Premier League e con il nuovo Di Francesco in panchina al posto di Luciano Spalletti. La bollente rivoluzione ha visto poi le ulteriori partenze di Szeczesny e Paredes, mentre a Trigoria sono arrivati Pellegrini e Defrel dal Sassuolo, Karsdorp (già fermo causa crociato rotto) dal Feyenoord, il turco Under, il giovane Schick dalla Sampdoria e due giocatori di spessore internazionale come Kolarov e Gonalons. Quando si cambiano così tanti aspetti - allenatore compreso - è fisiologico aspettarsi qualche difficoltà, ma la formazione giallorossa ha approcciato nella maniera giusta la stagione e i numeri parlano a testimonianza.
Trentuno punti in tredici partite giocate e scia presa a seguire il veloce treno scudetto (con una partita ancora da giocare a Genova con la Samp). Il recente pareggio a Marassi sponda rossoblù è stato il primo stagionale per la squadra di Di Francesco che ha collezionato dieci vittorie e due sconfitte, entrambe all’Olimpico contro Inter e Napoli. Prima del pari con il Genoa, la Roma aveva sempre vinto in trasferta ed era complessivamente reduce da cinque vittorie consecutive nella massima serie. I romanisti vantano anche la miglior difesa del torneo (nove reti subite) al pari del Napoli capolista, mentre sono ventiquattro le marcature realizzate. Un discreto bottino che ha però registrato nelle ultime uscite lo stop di gol provenienti dai piedi (e dalla testa) di Edin Dzeko, il calciatore sicuramente più pericoloso del vasto reparto offensivo. Il bosniaco non segna in campionato da due mesi, precisamente dalla partita vinta a Milano con il Milan. In Champions, invece, l’attaccante è stato autentico protagonista nel 3-3 di Londra con il Chelsea, schiantato poi al ritorno con uno storico 3-0 che ha ben indirizzato la qualificazione (nonostante l’ultima sconfitta patita sul campo dell’Atletico Madrid). I giallorossi, martedì 5 dicembre, dovranno liquidare la pratica azera Qarabag per garantirsi almeno il secondo posto, anche se il sogno del primato è ancora aperto. Anche per questo è auspicabile che la Roma possa fare un po’ di turnover nell’anticipo di venerdì contro la Spal. In porta ci sarà comunque Alisson mentre in difesa ci sono alternative. Florenzi e Bruno Peres si giocano una maglia per il ruolo di terzino destro con Kolarov a sinistra. In mezzo sarà possibile vedere la coppia titolare Manolas-Fazio, ma Juan Jesus e Hector Moreno scalpitano. A centrocampo, complice la squalifica di De Rossi dopo la follia commessa a Genova su Lapadula, giocherà Gonalons. Ai suoi lati agiranno due tra Nainggolan, Strootman e Pellegrini. In avanti Dzeko partirà titolare con Schick e Defrel (in dubbio per un problema al ginocchio) pronti a subentrare. Abbondanza anche nella scelta delle altre due figure che andranno a completare il tridente esterno con El Shaarawy, Perotti, Gerson e Under. Di Francesco potrà sbizzarrirsi nel comporre il suo 4-3-3.
Alessio Duatti
Trentuno punti in tredici partite giocate e scia presa a seguire il veloce treno scudetto (con una partita ancora da giocare a Genova con la Samp). Il recente pareggio a Marassi sponda rossoblù è stato il primo stagionale per la squadra di Di Francesco che ha collezionato dieci vittorie e due sconfitte, entrambe all’Olimpico contro Inter e Napoli. Prima del pari con il Genoa, la Roma aveva sempre vinto in trasferta ed era complessivamente reduce da cinque vittorie consecutive nella massima serie. I romanisti vantano anche la miglior difesa del torneo (nove reti subite) al pari del Napoli capolista, mentre sono ventiquattro le marcature realizzate. Un discreto bottino che ha però registrato nelle ultime uscite lo stop di gol provenienti dai piedi (e dalla testa) di Edin Dzeko, il calciatore sicuramente più pericoloso del vasto reparto offensivo. Il bosniaco non segna in campionato da due mesi, precisamente dalla partita vinta a Milano con il Milan. In Champions, invece, l’attaccante è stato autentico protagonista nel 3-3 di Londra con il Chelsea, schiantato poi al ritorno con uno storico 3-0 che ha ben indirizzato la qualificazione (nonostante l’ultima sconfitta patita sul campo dell’Atletico Madrid). I giallorossi, martedì 5 dicembre, dovranno liquidare la pratica azera Qarabag per garantirsi almeno il secondo posto, anche se il sogno del primato è ancora aperto. Anche per questo è auspicabile che la Roma possa fare un po’ di turnover nell’anticipo di venerdì contro la Spal. In porta ci sarà comunque Alisson mentre in difesa ci sono alternative. Florenzi e Bruno Peres si giocano una maglia per il ruolo di terzino destro con Kolarov a sinistra. In mezzo sarà possibile vedere la coppia titolare Manolas-Fazio, ma Juan Jesus e Hector Moreno scalpitano. A centrocampo, complice la squalifica di De Rossi dopo la follia commessa a Genova su Lapadula, giocherà Gonalons. Ai suoi lati agiranno due tra Nainggolan, Strootman e Pellegrini. In avanti Dzeko partirà titolare con Schick e Defrel (in dubbio per un problema al ginocchio) pronti a subentrare. Abbondanza anche nella scelta delle altre due figure che andranno a completare il tridente esterno con El Shaarawy, Perotti, Gerson e Under. Di Francesco potrà sbizzarrirsi nel comporre il suo 4-3-3.
Alessio Duatti
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