Ferrari tifa ancora Spal «Spero resti in serie A»
di Davide Bonesi
L’ex difensore che ora vive in Florida segue il massimo campionato
4 MINUTI DI LETTURA
FERRARA. Il cellulare segna un numero del Colorado, ma in realtà il nostro interlocutore vive (beato lui) a Miami e i suoi contatti con la terra natìa sono sempre più sporadici. Ma non per questo Ferrara e la Spal non sono più nel suo cuore, anzi, anche da oltreoceano Matteo Ferrari segue con passione i colori biancazzurri, tanto che a fine telefonata ci saluta con questa frase: «Se questa intervista porta bene alla Spal chiamatemi pure anche prima delle sfide contro altre ex mie squadre...».
L’ex difensore di Inter, Parma, Roma, Everton e Besiktas, nonché della Nazionale, non ha ovviamente dimenticato le origini ferraresi e i primi calci ad un pallone tirati con il San Luca prima e le giovanili della Spal dopo. Ora vive in Florida e dopo aver appeso le scarpe al chiodo - conclusa l’anno scorso l’avventura al Montreal Impact - è rimasto nel calcio, ma non pensa alla carriera di allenatore...
«Ho aperto un’accademia del calcio qui a Miami con due soci - ci racconta Ferrari -; prima ho acquistato dei terreni, poi ho costruito i campi di calcio e ora abbiamo 500 bambini che giocano. Siamo molto fieri di questo progetto, sono sempre in campo ma non alleno, qui ho conseguito il patentino di allenatore per il Nord America, ma preferisco un ruolo gestionale. Poi pur facendo diverse cose qui, non posso certo dimenticare il calcio, sui campi ho passato trent’anni della mia vita...».
E il piccolo Aron (figlio di Ferrari e dell’ex moglie, la showgirl Aida Yespica, che proprio oggi compie 9 anni) che ne pensa del calcio?
«Adesso pratica sia calcio che basket, in questo momento pensa preferisca il basket e lo lascio fare, perché è giusto che sia lui a scegliere. E comunque anche io amo il basket, qui a Miami vivo vicino al palazzetto e sono sempre a vedere le partite degli Heat (corazzata della Nba, ndr)».
Che ne dice della Spal in A? Difficile pensarlo quando giocava nella Roma e la Spal navigava con difficoltà in serie C...
«Da qui seguo le cose indirettamente, però ho visto gli ottimi risultati degli ultimi anni, in particolare il tanto atteso ritorno in serie A. Immagino l’euforia che ci sarà in città, alcuni amici e mio fratello (Luca, ex giocatore del Porta Mare, ndr) mi raccontano della passione dei tifosi e sono felicissimo. Certo, non mi sarei mai aspettato la Spal in serie A così in breve tempo, ma già dal suo arrivo questa società si è dimostrata molto seria e organizzata anche sul piano tecnico. Insomma, è una dirigenza di qualità e lo sta dimostrando, ma detto che la A è roba da “baciarsi i gomiti”, ora si deve essere consapevoli che raggiunta la cima della montagna la cosa difficile è restarvi il più a lungo possibile. La Spal non è inferiore alle concorrenti per la salvezza, il potenziale c’è, bisogna convincersi delle proprie potenzialità, penso soprattutto ai giocatori saliti con la squadra dalla B».
È riuscito a seguire le partite della Spal?
«Non tutte ma negli Stati Uniti il calcio italiano è ben coperto. Della Spal ho visto diversi spezzoni, dall’esordio in serie A con la Lazio, alle partite di Milano, la gara interna con il Cagliari e l’ultima con il Chievo. Ecco, non conosco buona parte dei giocatori, capisco che per molti la serie A sia un impatto notevole, ma non è detto che non possano starci. In ogni caso, a prescindere dalle sfide con le prime 4-5 della classe, sono decisivi gli scontri diretti e la Spal se li può giocare, per questo penso che le sconfitte con Cagliari e Chievo andavano evitate, anche per come sono maturate».
A proposito di prime della classe, venerdì alle 18 la Spal rende visita alla Roma, dove ha vissuto uno dei momenti migliori della sua carriera...
«Ho bellissimi ricordi della Roma, con Spalletti avevamo una squadra fortissima e che giocava bene, solo che allora in Italia c’era l’Inter di Mancini prima e Mourinho poi, fortissima. La Roma pur cambiando dirigenti, allenatori e ovviamente giocatori è sempre rimasta all’apice e quest’anno sta andando fortissimo, considerando anche la Champions. Certo, dopo la beffa di Genova sarà ancora più dura per la Spal e all’Olimpico giocare non è semplice. Ma la Spal ha pareggiato con la Lazio e deve comunque provarci, i pareggi sono mattoncini importanti per la salvezza».
Avrà la possibilità di vedere qualche partita della Spal?
«Ho Ferrara nel cuore, per la famiglia e per i primi passi nel calcio - chiude -, da lì ho poi raggiunto livelli inimmaginabili. A Ferrara vengo di rado, di solito vengono i miei familiari qui a Miami, ad esempio adesso è qui mia madre e mio fratello mi raggiunge spesso. Ma ne approfitto per salutare tutti gli amici e da primo tifoso della Spal le auguro di restare in A, a lungo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ex difensore di Inter, Parma, Roma, Everton e Besiktas, nonché della Nazionale, non ha ovviamente dimenticato le origini ferraresi e i primi calci ad un pallone tirati con il San Luca prima e le giovanili della Spal dopo. Ora vive in Florida e dopo aver appeso le scarpe al chiodo - conclusa l’anno scorso l’avventura al Montreal Impact - è rimasto nel calcio, ma non pensa alla carriera di allenatore...
«Ho aperto un’accademia del calcio qui a Miami con due soci - ci racconta Ferrari -; prima ho acquistato dei terreni, poi ho costruito i campi di calcio e ora abbiamo 500 bambini che giocano. Siamo molto fieri di questo progetto, sono sempre in campo ma non alleno, qui ho conseguito il patentino di allenatore per il Nord America, ma preferisco un ruolo gestionale. Poi pur facendo diverse cose qui, non posso certo dimenticare il calcio, sui campi ho passato trent’anni della mia vita...».
E il piccolo Aron (figlio di Ferrari e dell’ex moglie, la showgirl Aida Yespica, che proprio oggi compie 9 anni) che ne pensa del calcio?
«Adesso pratica sia calcio che basket, in questo momento pensa preferisca il basket e lo lascio fare, perché è giusto che sia lui a scegliere. E comunque anche io amo il basket, qui a Miami vivo vicino al palazzetto e sono sempre a vedere le partite degli Heat (corazzata della Nba, ndr)».
Che ne dice della Spal in A? Difficile pensarlo quando giocava nella Roma e la Spal navigava con difficoltà in serie C...
«Da qui seguo le cose indirettamente, però ho visto gli ottimi risultati degli ultimi anni, in particolare il tanto atteso ritorno in serie A. Immagino l’euforia che ci sarà in città, alcuni amici e mio fratello (Luca, ex giocatore del Porta Mare, ndr) mi raccontano della passione dei tifosi e sono felicissimo. Certo, non mi sarei mai aspettato la Spal in serie A così in breve tempo, ma già dal suo arrivo questa società si è dimostrata molto seria e organizzata anche sul piano tecnico. Insomma, è una dirigenza di qualità e lo sta dimostrando, ma detto che la A è roba da “baciarsi i gomiti”, ora si deve essere consapevoli che raggiunta la cima della montagna la cosa difficile è restarvi il più a lungo possibile. La Spal non è inferiore alle concorrenti per la salvezza, il potenziale c’è, bisogna convincersi delle proprie potenzialità, penso soprattutto ai giocatori saliti con la squadra dalla B».
È riuscito a seguire le partite della Spal?
«Non tutte ma negli Stati Uniti il calcio italiano è ben coperto. Della Spal ho visto diversi spezzoni, dall’esordio in serie A con la Lazio, alle partite di Milano, la gara interna con il Cagliari e l’ultima con il Chievo. Ecco, non conosco buona parte dei giocatori, capisco che per molti la serie A sia un impatto notevole, ma non è detto che non possano starci. In ogni caso, a prescindere dalle sfide con le prime 4-5 della classe, sono decisivi gli scontri diretti e la Spal se li può giocare, per questo penso che le sconfitte con Cagliari e Chievo andavano evitate, anche per come sono maturate».
A proposito di prime della classe, venerdì alle 18 la Spal rende visita alla Roma, dove ha vissuto uno dei momenti migliori della sua carriera...
«Ho bellissimi ricordi della Roma, con Spalletti avevamo una squadra fortissima e che giocava bene, solo che allora in Italia c’era l’Inter di Mancini prima e Mourinho poi, fortissima. La Roma pur cambiando dirigenti, allenatori e ovviamente giocatori è sempre rimasta all’apice e quest’anno sta andando fortissimo, considerando anche la Champions. Certo, dopo la beffa di Genova sarà ancora più dura per la Spal e all’Olimpico giocare non è semplice. Ma la Spal ha pareggiato con la Lazio e deve comunque provarci, i pareggi sono mattoncini importanti per la salvezza».
Avrà la possibilità di vedere qualche partita della Spal?
«Ho Ferrara nel cuore, per la famiglia e per i primi passi nel calcio - chiude -, da lì ho poi raggiunto livelli inimmaginabili. A Ferrara vengo di rado, di solito vengono i miei familiari qui a Miami, ad esempio adesso è qui mia madre e mio fratello mi raggiunge spesso. Ma ne approfitto per salutare tutti gli amici e da primo tifoso della Spal le auguro di restare in A, a lungo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google