Nel menù Bondi un tris gustoso
di Marco Nagliati
Basket A2. Dopo Orzinuovi e Forlì, domenica piegata Treviso nella giornata dedicata ad Ebeling
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FERRARA. È servito un volto commosso, domenica sul far della sera, a trascinare una cometa sul pianeta Bondi. Gli applausi ed i cori, le lacrimucce trattenute a stento da John Ebeling sono apparse un balsamo luminoso per la Ferrara dei canestri. I biancazzurri hanno piegato Treviso cogliendo la terza vittoria consecutiva, pennellando in questo modo un quadro di classifica promettente. Di sicuro gradevole, con i grigi bassifondi lontani sei punti e la poltrona playoff al momento occupata con un minimo di agio. La svolta del match con i trevigiani è giunta dopo l’intervallo, appena terminata la cerimonia che ha ufficialmente ritirato la canotta numero 15 di “The Legend”. Come che l’aura di magia di quel passato vissuto così intensamente, quella ferraresità esibita con orgoglio, abbia contagiato la squadra attuale. Nel terzo quarto e nell’ultimo periodo, la Bondi di coach Martelossi ha usato la sciabola ed il fioretto. Una difesa tosta che ha impedito a Treviso un comodo accesso nel “pitturato”, obbligando così la De’ Longhi a perdere geometrie che - peraltro - ancora sono da cementare. Negli ultimi 10’, poi, il Kleb ha giocato pesante: sei triple consecutive per abbattere il gigante. Treviso, che non riusciva a servire i lunghi, ha accettato la sfida. Ma ha avuto poca pazienza, tirando frettolosa dopo due passaggi e sbagliando. Ed ha perso. Un colpo che, nella notte di domenica, ha fatto dire al presidente Bulgarelli: «È stata la giornata perfetta. Il successo corona una giornata di festa, che dà morale». Ecco, il momento è positivo eppure sui sorrisi esibiti (talvolta anche un po’ tirati) qualche riflessione è necessaria.
Questione tecnica
La questione tecnica si sta progressivamente aggiustando. A conferma della validità di quanto s’è spesso riportato, mentre aleggiavano voci di “tagli” disparati. Via Venuto oppure Panni, addio ad Hall oppure un bel saluto a Rush perché serve una guardia Usa. A parte che le operazioni di mercato si calibrano su risorse ed obiettivi, nel post Udine (il momento più critico che neppure il successo su Ravenna aveva reso meno aspro) c’era invero da imboccare un solo percorso: pazienza, lavoro e recupero fisico. Ovvero, serviva il rientro di Rush per consentire allo staff di lavorare sulla squadra pensata in estate e che quasi mai aveva potuto effettuare settimane intere in palestra. Dunque: stare sul pezzo uniti fino a gennaio, poi tirare le somme. Prima non avrebbe avuto senso. Anche perché questo gruppo ha una fisicità ottimale per la A2 (a rimbalzo non perde una sfida) e la triade di registi (a Venuto e Panni va aggiunto Moreno) magari non è esplosiva però sa essere combattiva ed esperta. Al massimo necessita un’aggiunta al roster e non a caso da settimane si parla dell’arrivo del pivot virtussino Danilo Petrovic. Ipotesi rilanciata anche ieri da sponda bolognese, ma finché la Virtus non trova un tassello statunitense di peso l’operazione con Ferrara è congelata. Domenica altra giostra al palasport: arriva l’imbattuta Trieste. La Bondi l’aspetta respirando la miglior aria della stagione.
Questione societaria
Questa mattina conferenza stampa del presidente Fabio Bulgarelli: “Farà il punto sulla situazione economica della società” recita l’invito ufficiale. Quando arrivano simili convocazioni, di solito la musica non è mai intonata. Ed in effetti, pur senza introdurre argomenti inediti, il massimo dirigente del Kleb tornerà su alcuni punti essenziali: il pubblico è in calo, gli sponsor latitano. I denari si fanno difficili da reperire e Bulgarelli da solo non può proseguire ad oltranza. Si paga anche l’effetto Spal, che sta drenando gran parte delle risorse cittadine (se si resistesse quest’anno, probabilmente svanito l’effetto novità calcistico poi un minimo il panorama si equilibrerebbe un filo). Comunque sia, la situazione è complessa. Bulgarelli vuole salvare il titolo sportivo e sta facendo il massimo, ma se non ci saranno novità forti l’estate si preannuncia preoccupante. Il “pres” ha varato un aumento di capitale per permettere all’attuale stagione di scorrere, la settimana scorsa è stato a Verona dall’imprenditore Vicenzi non portando a casa granché. Oggi lo ribadirà: senza aiuti, impossibile avere futuro.
Questione tecnica
La questione tecnica si sta progressivamente aggiustando. A conferma della validità di quanto s’è spesso riportato, mentre aleggiavano voci di “tagli” disparati. Via Venuto oppure Panni, addio ad Hall oppure un bel saluto a Rush perché serve una guardia Usa. A parte che le operazioni di mercato si calibrano su risorse ed obiettivi, nel post Udine (il momento più critico che neppure il successo su Ravenna aveva reso meno aspro) c’era invero da imboccare un solo percorso: pazienza, lavoro e recupero fisico. Ovvero, serviva il rientro di Rush per consentire allo staff di lavorare sulla squadra pensata in estate e che quasi mai aveva potuto effettuare settimane intere in palestra. Dunque: stare sul pezzo uniti fino a gennaio, poi tirare le somme. Prima non avrebbe avuto senso. Anche perché questo gruppo ha una fisicità ottimale per la A2 (a rimbalzo non perde una sfida) e la triade di registi (a Venuto e Panni va aggiunto Moreno) magari non è esplosiva però sa essere combattiva ed esperta. Al massimo necessita un’aggiunta al roster e non a caso da settimane si parla dell’arrivo del pivot virtussino Danilo Petrovic. Ipotesi rilanciata anche ieri da sponda bolognese, ma finché la Virtus non trova un tassello statunitense di peso l’operazione con Ferrara è congelata. Domenica altra giostra al palasport: arriva l’imbattuta Trieste. La Bondi l’aspetta respirando la miglior aria della stagione.
Questione societaria
Questa mattina conferenza stampa del presidente Fabio Bulgarelli: “Farà il punto sulla situazione economica della società” recita l’invito ufficiale. Quando arrivano simili convocazioni, di solito la musica non è mai intonata. Ed in effetti, pur senza introdurre argomenti inediti, il massimo dirigente del Kleb tornerà su alcuni punti essenziali: il pubblico è in calo, gli sponsor latitano. I denari si fanno difficili da reperire e Bulgarelli da solo non può proseguire ad oltranza. Si paga anche l’effetto Spal, che sta drenando gran parte delle risorse cittadine (se si resistesse quest’anno, probabilmente svanito l’effetto novità calcistico poi un minimo il panorama si equilibrerebbe un filo). Comunque sia, la situazione è complessa. Bulgarelli vuole salvare il titolo sportivo e sta facendo il massimo, ma se non ci saranno novità forti l’estate si preannuncia preoccupante. Il “pres” ha varato un aumento di capitale per permettere all’attuale stagione di scorrere, la settimana scorsa è stato a Verona dall’imprenditore Vicenzi non portando a casa granché. Oggi lo ribadirà: senza aiuti, impossibile avere futuro.
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