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Per l’Argentana un dolce novembre

Per l’Argentana un dolce novembre

Risalita dal penultimo posto fino a uscire dalla zona playout Luciani: «Siamo partiti male, ora continuiamo a fare punti»

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ARGENTA. Dovrebbe essere il mese di transizione tra autunno e inverno, di natura cupo e spesso perturbato, invece è stato un novembre più che mai brillante per l’Argentana, che, con quattro vittorie nelle ultime cinque partite, si è allontanata con forza dalla zona playout. L’ultimo successo è arrivato domenica contro la neopromossa San Pietro in Vincoli, affossata 3-1 sotto i colpi di Luciani e, soprattutto, di un ispiratissimo Pagani. Unica nota negativa, giusto per trovare l’ago nel pagliaio, il gol subito sul 3-0, che vanifica il quinto clean sheet consecutivo che Piovaccari stava già pregustando. Poco male, per una squadra che a metà ottobre era penultima e che continua a presentarsi in campo in grande emergenza. Anche domenica, come sottolineato a fine gara dal principale artefice di questa risalita, l’allenatore Sergio Rambaldi, mancavano sei giocatori: Tumolo, Migliari, Alberi, Ugolini, Orlando e Sylla.

Tra quelli, invece, tornati a disposizione, è stato schierato nell’undici titolare Matteo Luciani, autore del gol che ha sbloccato il match: «Mi sono tolto più di un peso - confida l’attaccante dell’Argentana -, a partire dal fatto che ho giocato dall’inizio dopo tanto tempo. Ho fatto anche gol e mi sono liberato di molti pensieri, visto che nell’ultimo periodo non me n’è andata bene una, tra il naso rotto e l’infortunio al ginocchio che mi ha costretto a stare fuori a lungo».

Luciani è tornato in maglia granata dopo le esperienze a Portomaggiore e Copparo, catapultato subito nel ruolo di centravanti: «Sono tornato ad Argenta perché ho tanti amici e sono sempre stato bene qui. Come prima punta mi sto trovando molto meglio rispetto ai ruoli in cui sono stato impiegato negli ultimi anni, perché riesco a fare quei movimenti che più mi appartengono».

Luciani torna sul difficile avvio di stagione, con un auspicio per il futuro: «Siamo partiti con il freno a mano tirato - ammette -, con una buona dose di sfortuna e senza giocatori importanti. Ora abbiamo trovato un equilibrio soprattutto mentale, perché con maggiore serenità si gioca molto meglio. I risultati, in questo senso, aiutano. So cosa vuol dire giocare un playout con questa maglia e, con una classifica così corta, dobbiamo continuare a fare punti».

Daniele Carnaroli

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