Capitan Cortese «La squadra crea io faccio centro»
Basket A2. Magic moment per Ricky e la Bondi Ora Trieste: un vero martello pneumatico
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FERRARA. Anche quando non era al meglio, come a Forlì, è risultato decisivo. Contro Treviso, domenica scorsa, è poi stato devastante. Fino ad ora, stagione super per capitan Riccardo Cortese, fra i leader veri della Bondi che sta attraversando sul campo un momento magico. Subito messo a dura prova dal calendario: domenica al palazzo arriverà l’imbattuta capolista Alma Trieste. «Stiamo carburando giorno dopo giorno - dice lo stesso Cortese-, ci stiamo amalgamando sempre di più. A Forlì abbiamo trovato un colpo esterno meritato: siamo stati continui e lucidi per 45’».
«Treviso? In casa riusciamo a esprimere un gioco di una solidità davvero importante. Pur non facendo gare eccellenti, in qualche maniera le portiamo sempre a casa. Contro Treviso abbiamo offerto un’ottima gara per 35’, negli ultimi 5’ siamo stati chirurgici nel dare la zampata: gara bella, equilibrata, ho rivisto tanto entusiasmo. Contro Trieste ci aspetta una gara ancora più bella».
Avere il gruppo al completo diventa fondamentale.
«E’ importante in gara, di più durante la settimana. Grazie a Mastellari che ci sta dando una mano, adesso abbiamo una competitività molto elevata e che aiuta ad essere sempre più pronti la domenica. Mancini, Drigo e Carella migliorano. Quando entri in campo con grande fiducia e determinazione, i risultati vengono fuori».
Parlando della sua stagione, sta facendo addirittura meglio dell’anno passato.
«A livello statistico, sicuramente. Ho avuto una partenza con due gare un po’ così, dopo di che mi sono ripreso subito. Se devo recriminare qualcosa, credo di dover dire che sto perdendo un po’ troppi palloni: non è da me. In genere sono sempre sotto controllo, invece quest’anno mi sta “scappando” qualche pallone in più. Anche in difesa qualcosa in più si può fare».
«Complessivamente sono contento di come sta andando - aggiunge il capitano dei biancazzurri -, ancora più contento di come va la squadra. Se faccio canestro è merito dei miei compagni, non sono Michael Jordan che si crea tutto da solo. Quindi devo dire grazie ai compagni che mi costruiscono il tiro migliore possibile. Il merito è 50% loro e 50% mio».
Domenica, big match contro la capolista Trieste.
«E’ una macchina. In casa stravince. Fuori casa, la sua forza è che resta attaccata alla gara per 35’, dopo di che negli ultimi 5’ hanno quelle giocate di estro e talento che producono il break che consente loro di vincere le gare. A Trieste bastano poche buone giocate di attacco e difesa nei momenti decisivi per avere la meglio: è una squadra che ha talento offensivo e difensivo per qualità e quantità dei giocatori. Da inizio anno dico che l’Alma è nettamente la compagine più forte del girone, per chimica e mentalità. I giocatori importanti si adeguano alla squadra, Bowers sarà differente da quello dell’anno passato. Trieste è un martello pneumatico che non ha sbagliato un colpo. Vero è che prima o poi perderanno una gara, magari proprio da noi. Dovessi togliere a loro un giocatore, toglierei Da Ros, che va limitato il più possibile per il movimento di palla che crea e per l’intelligenza cestistica che ha. Da Ros è il collante perfetto dell’Alma».
«La chiave per batterla? Fare cose semplici e meno errori possibili, andranno messi sassolini nei loro ingranaggi offensivi non facendo far fare a Green canestri facili. Dobbiamo difendere duramente, non concedendo loro dei tiri aperti da fuori».
Intanto ieri, Maurizio Menatti, per motivi familiari non ha accettato il ruolo di team manager del Kleb.
Lorenzo Montanari
«Treviso? In casa riusciamo a esprimere un gioco di una solidità davvero importante. Pur non facendo gare eccellenti, in qualche maniera le portiamo sempre a casa. Contro Treviso abbiamo offerto un’ottima gara per 35’, negli ultimi 5’ siamo stati chirurgici nel dare la zampata: gara bella, equilibrata, ho rivisto tanto entusiasmo. Contro Trieste ci aspetta una gara ancora più bella».
Avere il gruppo al completo diventa fondamentale.
«E’ importante in gara, di più durante la settimana. Grazie a Mastellari che ci sta dando una mano, adesso abbiamo una competitività molto elevata e che aiuta ad essere sempre più pronti la domenica. Mancini, Drigo e Carella migliorano. Quando entri in campo con grande fiducia e determinazione, i risultati vengono fuori».
Parlando della sua stagione, sta facendo addirittura meglio dell’anno passato.
«A livello statistico, sicuramente. Ho avuto una partenza con due gare un po’ così, dopo di che mi sono ripreso subito. Se devo recriminare qualcosa, credo di dover dire che sto perdendo un po’ troppi palloni: non è da me. In genere sono sempre sotto controllo, invece quest’anno mi sta “scappando” qualche pallone in più. Anche in difesa qualcosa in più si può fare».
«Complessivamente sono contento di come sta andando - aggiunge il capitano dei biancazzurri -, ancora più contento di come va la squadra. Se faccio canestro è merito dei miei compagni, non sono Michael Jordan che si crea tutto da solo. Quindi devo dire grazie ai compagni che mi costruiscono il tiro migliore possibile. Il merito è 50% loro e 50% mio».
Domenica, big match contro la capolista Trieste.
«E’ una macchina. In casa stravince. Fuori casa, la sua forza è che resta attaccata alla gara per 35’, dopo di che negli ultimi 5’ hanno quelle giocate di estro e talento che producono il break che consente loro di vincere le gare. A Trieste bastano poche buone giocate di attacco e difesa nei momenti decisivi per avere la meglio: è una squadra che ha talento offensivo e difensivo per qualità e quantità dei giocatori. Da inizio anno dico che l’Alma è nettamente la compagine più forte del girone, per chimica e mentalità. I giocatori importanti si adeguano alla squadra, Bowers sarà differente da quello dell’anno passato. Trieste è un martello pneumatico che non ha sbagliato un colpo. Vero è che prima o poi perderanno una gara, magari proprio da noi. Dovessi togliere a loro un giocatore, toglierei Da Ros, che va limitato il più possibile per il movimento di palla che crea e per l’intelligenza cestistica che ha. Da Ros è il collante perfetto dell’Alma».
«La chiave per batterla? Fare cose semplici e meno errori possibili, andranno messi sassolini nei loro ingranaggi offensivi non facendo far fare a Green canestri facili. Dobbiamo difendere duramente, non concedendo loro dei tiri aperti da fuori».
Intanto ieri, Maurizio Menatti, per motivi familiari non ha accettato il ruolo di team manager del Kleb.
Lorenzo Montanari
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